Nel 2008 raccolte oltre 900 donazioni di sangue
Il dato del centro trasfusionale locale, unica unità ‘fissa’ del circondario
In una precedente intervista abbiamo ascoltato il prof. De Palma, Presidente dell’Avis di Terlizzi, che ha annunciato che anche grazie allo sforzo dell’associazione che presiede – Terlizzi infatti vanta anche un’altra associazione di volontariato per la raccolta di sangue, la FPDS – Terlizzi è finalmente riuscita a conseguire l’autosufficienza in relazione al fabbisogno di sangue. Oltre a sottolineare il tenace impegno delle due associazioni terlizzesi nella continua ricerca di sangue, questa autosufficienza locale ha un doppio risvolto. Secondo De Palma infatti il fabbisogno di ‘sangue’ di Terlizzi è calato dopo lo smantellamento dei noti reparti dell’Ospedale ”Sarcone”, in quanto con meno reparti ci sono meno pazienti e quindi meno richieste di sangue da trasfondere.
Abbiamo ascoltato in proposito la Dr.ssa Olivieri – Dirigente medico del Centro Trasfusionale di Terlizzi.
Dr.ssa Olivieri, quante sacche di sangue sono state raccolte nell’anno 2008?
Nell’anno 2008 abbiamo registrato 923 donazioni, 55 in più rispetto al 2007.
Quindi è un buon risultato?
Certo, è importante però questo non deve farci rilassare; bisogna stimolare sempre alla donazione soprattutto i giovani, che dovrebbero sentirla come un dovere.
Ci conferma che Terlizzi ha raggiunto la sua autosufficienza quanto a richieste di sacche di sangue?
Si.
In questo quanto hanno influito i reparti del “Sarcone” che sono stati smantellati?
Essendoci meno reparti ospedalieri rispetto ad alcuni anni fa chiaramente la domanda di sangue è diminuita: prima infatti essendoci più reparti chirurgici, con più interventi, più trasfusioni e soprattutto più pazienti, c’era maggiore richiesta di sacche di sangue.
Il sangue raccolto nel Centro Trasfusionale di Terlizzi afferisce poi al Centro Trasfusionale dell’Ospedale “Don Tonino Bello” di Molfetta – bacino di raccolta del sangue proveniente da altri paesi viciniori, per poi essere successivamente smistato.
Il centro molfettese ha quindi un ruolo importante di raccolta, analisi e distribuzione, quasi fosse un grande casello autostradale sull’autostrada del sangue del nord barese. A confermare questo ruolo di rilievo è la sua robusta struttura che consta di due medici, due biologi, un coordinatore tecnico, quattro tecnici di laboratorio, un caposala, cinque infermieri professionali e due ausiliari socio – sanitari, oltre al responsabile dr. Giovanni Allegretta, responsabile anche del Centro trasfusionale di Terlizzi, che invece conta due medici – dr. Abbatantuono, dr.ssa Olivieri -, un tecnico di laboratorio, due infermieri professionali.
Abbiamo quindi intervistato il dr. Allegretta sul positivo dato terlizzese e sul meccanismo di conferimento del sangue locale a Molfetta.
Dr. Allegretta, quante sacche di sangue raccoglie annualmente il Centro Trasfusionale di Molfetta?
A Molfetta afferiscono annualmente 15 mila sacche di sangue.
Di queste, quante da Terlizzi?
Nel 2007 ci sono giunte oltre 800 sacche.
Da quali altri paesi raccogliete sangue?
Oltre Terlizzi, anche Bitonto, Corato, Ruvo Giovinazzo e Palo. Di questi Terlizzi è l’unica unità fissa di raccolta: ciò significa che l’Ospedale locale dispone di un Centro Trasfusionale che è in grado di raccogliere sangue tutti i giorni dal lunedì al venerdì.
E gli altri paesi?
Tutti gli altri paesi non dispongono di un centro trasfusionale effettivo e sono quindi unità mobili di raccolta di sangue: l’equipe medica di Molfetta si reca una volta alla settimana in ciascuno di questi paesi per la raccolta del sangue, tranne Corato dove si reca due volte alla settimana dato che è una grande città.
Vuole fare un appello ai terlizzesi?
Bisogna sempre lavorare e sensibilizzare alla donazione e alla sua utilità anche se è stata raggiunta l’autosufficienza territoriale ma bisogna mantenerla.
Autosufficienza territoriale?
Certo: ciò vuol dire che sul territorio di nostra competenza siamo autosufficienti e non dobbiamo di conseguenza dare allarmi perché manca sangue. Riusciamo così a contribuire al bacino regionale, afferendo le sacche al Policlinico di Bari.
Quali i vantaggi per il donatore di sangue?
Chi dona innanzitutto fa del bene ad un altro essere umano. In secondo luogo fa medicina preventiva, dato che chi dona riceve successivamente le analisi del suo gruppo sanguigno a casa – conoscendo così il proprio stato di salute. Si può donare dai 18 ai 65 anni. Bisogna stimolare soprattutto i giovani.
Per info Unità operativa di Molfetta, Tel 080.3357440/441/442; e-mail: simtmolfetta@email.it ;
Unità operativa di Terlizzi, Tel 080.3608311.
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