La Asl decide di ripendersi in carico alcuni servizi. Speranza per precari

La Redazione

Gli auspici della Federazione Sindacati Indipendenti.

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Giunge ad un felice epilogo la vicenda dei lavoratori della ditta Camassa-Intini, operante nella gestione degli immobili della Asl Bari. Un delle tante imprese a cui sono stati esternalizzati alcuni servizi della pubblica amministrazione si è ritrovata a dover “cedere” alla Asl 23 lavoratori, le cui mansioni sono state “reinternalizzate”. Gli ex dipendenti della Camassa-Intini sono stati assunti con delibera n. 1895 del 2 dicembre 2008.

Il segretario territoriale della Federazione sindacati indipendenti, Felice Veneto, auspica che i benefici di questo provvedimento siano estesi «a tutti i restanti lavoratori appartenenti a cooperative e agenzie interinali che, allo stato, contribuiscono ad assicurare con impegno e professionalità servizi indispensabili al completamento dell’assistenza sanitaria».

La Fsi si riferisce ai lavoratori esterni operanti negli ospedali di Terlizzi, Ruvo, Corato, «che ora intravedono la possibilità di lasciarsi alle spalle la loro situazione di precarietà e guardare al futuro con maggiore serenità».
I servizi che si vorrebbe riportare alle competenze dirette della pubblica amministrazione riguardano pulizia, ausiliarato, portierato, cucina, lavanderia e servizio 118.

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