Si concludono gli eventi su Il borgo di Sovereto e i templari
Una serata dedicata al cammino dei crociati all’interno della cornice del borgo medievale
Dopo la conferenza di domenica 14 dicembre e una tre giorni di concerti di musica classica e lirica-pianistica all’interno della Sala Consiliare, stasera si concluderà la seconda rassegna culturale Sovereto e i templari, con l’animazione del borgo antico di Sovereto che partirà alle ore 19, attraverso visite guidate e il concerto di musica medievale dell’Ensemble Calixtinus previsto per le ore 20.
La manifestazione è stata promossa dall’associazione Domus Templaris, società cooperativa per il turismo e dal Comune di Terlizzi insieme alla Regione Puglia e alla Provincia di Bari, riportando all’attenzione della cittadinanza le particolarità spesso nascoste ai più di Sovereto.
La Puglia è stata nei millenni passati il ponte privilegiato con l’Oriente, e ce ne portano testimonianza numerosi santuari del XI-XII sec presenti in loco, il Castel del Monte e, in zona terlizzese, il santuario di Cesano e quello di Sovereto.
La storia del santuario di Sovereto si riempie di magia e leggenda, partendo dal racconto leggendario dello straordinario ritrovamento intorno all’anno mille, da parte di un pastore alla ricerca della propria pecorella smarrita, dell’icona bizantina dell’Odegitria ("colei che indica la via"), la vergine nera col bambino (ritrovamento festeggiato il 23 aprile durante la festa “minore” e richiamato dalla lastra di pavimentazione con le raffigurazioni simboliche del bosco e della buca dove sarebbe rimasta impigliata la zampa della pecorella all’ingresso della grotta nel santuario), fino a fondersi con la storia magica e misteriosa dei Templari.
Esso risale al XII secolo e faceva parte di una Pertinenza, un complesso di insediamenti religiosi in quanto nel tempo sono sorti l’ospedale ricovero per i pellegrini che partivano per la terra santa e il monasterium duplex per i frati Gerosolomitani (Cavalieri ospedalieri dell’ordine di S.Giovanni di Gerusalemme, ndr) e per le monache di S.Marco (la cui chiesetta ora è ridotta a uso profano).
La pertinenza era inizialmente una Precettoria dei Crociati, una fortezza per dare rifugio ai pellegrini, in quanto Sovereto era situata sulla Regina Viarum, la via Appia-Traiana che passava dal bosco del Sovero, e in seguito fu adibita a Commenda, luogo di amministrazione delle ricchezze, frutto di donanze e di beni immobili. I templari oltre a rappresentare l’Ordine con l’Islam, una pace basata non sulla belligeranza ma su proficui contatti commerciali e culturali, hanno rappresentato il sistema bancario più importante del mondo, grazie ai loro numerosi contatti con l’Oriente, e per impossessarsi della loro immensa ricchezza subirono una sanguinaria repressione da parte del Re di Francia Filippo il Bello e dal Papa Clemente V, accusati di eresia e di adorare l’idolo pagano Baphomet (la testa parlante, un’importazione dall’Oriente, ndr); tale ricchezza era frutto non solo di beni materiali ma di conoscenze culturali, tecniche e scientifiche; lo scopo dei Templari non era solo quello di difendere i luoghi sacri ma anche di ricercare le chiavi di un segreto, di qualcosa di prezioso e di magico,come il Graal cristiano (tornato alla ribalta grazie all’interesse anche volutamente ristretto all’ambito mediatico rinato con il Codice da Vinci), ma nonostante lo sterminio sommario dell’ordine, alcuni cavalieri riuscirono a salvarsi e a nascondere il proprio tesoro in luoghi segreti o consegnandolo ai frati Ospedalieri.
La loro presenza viene testimoniata anche dal simbolo templare sotto l’intonaco dell’ospedale, sull’acquasantiera di destra della chiesa e sui lastroni di due tombe all’interno della chiesa dove sono sepolti due cavalieri con la caratteristica croce a coda di rondine.
L’enorme carica mistica dell’ordine fa in modo che niente di ciò che riguarda il santuario di Sovereto sia un caso: il casale infatti sorgerebbe su un omphalos (ombelico), concetto dalle radici pagane e che rappresenterebbe la proiezione in terra di un centro celeste, dimora degli dei, il “centrum” del mondo, della religione e del pensiero, luogo dove si incontrano il divino e il terrestre.
L’omphalos è legato anche alla presenza della Triplice cinta (tre quadrati concentrici con dei segmenti che uniscono i punti mediani dei lati, presente su un lastrone fuori il santuario adibito a panca) e a quella delle pietre sacre.
La Chiesa infatti sorge su un luogo geomantico, dove c’è un allineamento di quattro elementi megalitici, e nel 500 il bosco dove si trovavano questi menhir veniva chiamato il Bosco delle Vergini, a richiamare riti pagani legati alla Natura</strong>; gli stessi Templari inoltre adoravano la Vergine bruna, la terra cioè dalla quale fuoriescono energie che avvicinano al divino.
Accanto a questi simboli vi è anche la leggenda dell’acqua taumaturgica, sotto la chiesa infatti scorrerebbe un fiume la cui acqua è miracolosa, e a testimonianza di ciò ci sarebbe la riproduzione su una lunetta del portale d’ingresso, in cui è rappresentata la madonna e un uomo che sale i gradini di una scala appoggiata alle acque</strong>; tra l’altro la stessa Madonna di Sovereto nell’antichità era venerata come “Madonna dell’Acqua” dai paesi vicini e dai pastori abruzzesi e molisani che arrivavano in Puglia per la transumanza.
Ci vergogniamo del nostro accento e delle nostre Storie, allo stesso tempo duole riscontrare spesso anche una certa chiusura e riluttanza verso le tracce culturali che si ritrovano a Sovereto, ma dovremmo riscoprire fino in fondo ciò che ci lega alle nostre origini per recuperare una "dignità" che ci è stata "tolta" nel corso dei secoli.
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