Il piano della Salute presentato alla città
Il Direttore dell’ASL BA Lea Cosentino ne ha discusso davanti alla città in un consiglio comunale monotematico
Grande affluenza di pubblico per un argomento delicato e “atteso” come quello dell’attuazione del Piano della Salute 2008/2010, approvato dal Consiglio Regionale della Puglia.
La parola adesso passa ai Piani di Attuazione Locale, con il Piano riguardante l’ospedale di Terlizzi discusso dal Direttore dell’ASL BA dott. Lea Cosentino in un consiglio comunale monotematico.
Il ringraziamento per la sua presenza e il plauso per il lavoro svolto da tutti i consiglieri e dal Sindaco di Tria che ha presentato “un momento delicato per la Direzione Generale in una fase di confronto sereno su numeri ed esigenze di questa comunità. L’evoluzione dei servizi sanitari ed ospedalieri approderà alla creazione di una mega-ASL, dove si concentreranno i servizi per un bacino d’utenza più ampio (si parla di 500 posti letto). Il Sarcone si è unito a Bitonto e Molfetta, condividendone le strutture e fornirà anche le comunità di Ruvo e Corato.
L’attività della Direzione è stata concertata recependo le istanze della comunità terlizzese e questo atto aziendale dimostra che si è superato il concetto di un ospedale a vocazione medica. Ritornano le strutture complesse e faremo tornare a Terlizzi un importante presidio per il territorio.”
Il dott. Cosentino ha poi presentato il piano riguardante il Sarcone, “per il quale c’è stato un grande confronto e una grande attenzione emotiva e sostanziale. La Puglia è una delle prime regioni che presentano un piano unificato, e sulla ASL BA si sta tentanto di razionalizzare il sistema affinchè ogni unità abbia la sua specializzazione, insieme al rafforzamento medico territoriale e la messa in rete dei servizi.”
Nel piano si è operato accorpando Terlizzi, Molfetta e Bitonto perchè ad oggi tali paesi non avevano l’autonomia giusta per essere considerati Ospedali Intermedi; per quanto riguarda il nostro paese, si è insistito sulle sue “vocazioni” in ambito sanitario, mentre in linea con l’operato sull’intera ASL, di fronte anche ai dati epidemiologici che parlano di un aumento delle patologie cronico-degenerative e delle patologie tumorali degli anziani, ci sarà un rafforzamento delle strutture territoriali, per le quali è stato individuato un suolo per la dislocazione delle strutture territoriali e dei servizi, attraverso la programmazione dei fondi strutturali.
Il dott. Cosentino ha poi proseguito, “abbiamo ascoltato le esigenze degli operatori e ho anche avvertito il disagio da parte degli operatori che avevano visto disattese le proprie aspettative perchè Terlizzi mancava degli standard igienico-sanitari per essere considerato <<ospedale>>. Così abbiamo investito sulla sicurezza e sulla messa a norma.”
Per quanto riguarda i singoli reparti, il cronoprogramma degli interventi da operare vede a Terlizzi il ritorno della ostetricia e della ginecologia (“non vogliamo fare doppioni ma vogliamo caratterizzare una struttura che vede già la presenza della diagnosi prenatale e che raccoglie un grande bacino d’utenza, anche sulla spinta del Sindaco e dei Consiglieri che hanno la situazione sotto mano”), insieme ad interventi di ristrutturazione e con strutture tecnologicamente avanzate come la ginecologia di nicchia e specialistica oltre ad un punto nascite</strong>; struttura complessa anche per Chirurgia, con una caratterizzazione importante per quel che riguarda la chirurgia pelvica.
Tra le varie voci, l’elenco delle tipologie di struttura presenta così l’approdo a 143 posti letto, di fronte ai 67 attuali rilevati.
La Direttrice ha raccolto poi tutte le perplessità da parte dei consiglieri per rispondere a tutte le domande.
Un’osservazione condivisa da alcuni consiglieri (Tesoro, De Vanna, Grassi, Giuga) è riguardata la questione della Direzione Medica, che, nonostante Terlizzi si troverà ad avere più posti letto di Molfetta e può sopperire alla domanda che arriva da Bitonto, resta a Molfetta.
Il consigliere De Vanna auspicava anche interventi per abbattere i tempi d’attesa mentre richiedeva di conoscere i tempi per l’attuazione del Piano Aziendale, mentre il consigliere Ceci, sulla scorta dei bisogni e dei dati epidemiologici, poneva una riflessione sui reparti di laparoscopia e oncoematologia e su una rivalutazione della logistica per l’ingresso all’ospedale.
Lo stesso consigliere Ceci plaudiva un Piano della Salute e un susseguente P.A.L come un piano importante di rilancio per Terlizzi e “concertazione, non imposizione”, a differenza del Piano Fitto, non emendabile né sottoponibile a referendum e calato dall’alto sulla città senza alcun margine di dialogo, smantellando di fatto l’ospedale di Terlizzi e spostandolo a Corato, dove c’era inagibilità e fino ad oggi manca una TAC.
Il consigliere Bonaduce invece esponeva alcune preoccupazioni sul fatto che “non si è raggiunto l’obiettivo del polo materno-infantile”, in quanto, nonostante il ritorno di un’unità operativa, non è possibile espletarne tutto l’iter, mancando ad esempio un reparto come la neuro-fisiomatologia.
Preoccupava allo stesso tempo anche la sovrapposizione di Terlizzi e Corato sul territorio che potrebbe causare problemi, un’assistenza carente sul territorio per ciò che riguarda la psichiatria e la riabilitazione e alcune incongruenze che il consigliere addita ad una visione “politica” dell’Atto Aziendale, come il fatto che i dati epidemiologici relativi alla situazione ambientale a Terlizzi (che presenta come dati relativi al 1990 e differenti dai dati ARPA) non fanno riferimento a un paese che si caratterizza per la presenza sul territorio di insediamenti industriali all’interno della cerchia muraria e con la falda acquifera inquinata da nitrati, insieme allo smog elettromagnetico. Elementi sui quali c’è bisogno di sorveglianza.
Anche Amendolagine richiedeva una maggiore attenzione alla salute e alla prevenzione, come la mancanza di adeguati posti letto per un reparto di otorino-laringoiatria in tutto il barese.
Il consigliere Vitagliano poneva alcuni dubbi sull’effettiva realizzazione di tante strutture complesse, considerato anche il vincolo economico nel quale dovrà muoversi il cronoprogramma di realizzazione, mentre lui come altri consiglieri lamentava la presenza di due strutture complesse di chirurgia presenti nello stesso presidio (compresenza di strutture complesse che si ripete anche per altre voci). Condivideva anche l’appello sull’emergenza delle liste d’attesa auspicando una riorganizzazione dei servizi.
La presenza sul territorio di una struttura come quella di Corato è un problema anche per il consigliere Giuga, che la presenta come un “non senso” di fronte alla prospettiva di una nuova realtà, come quella dell’ospedale del nord-barese da 500 posti letto e che invece potrebbe essere risolta concentrando a Terlizzi reparti che possono essere evitati in altre strutture come quella di Corato, visto che il nostro paese ha la potenzialità di rispondere alle esigenze di un bacino molto ampio che arrivo fino a Corato stessa.
Il dott. Cosentino ha così precisato che il P.A.L. è triennale, che rappresenta a sua volta il cronoprogramma stesso dei lavori strutturali; per il prossimo anno sono già in atto i concorsi per il personale delle strutture complesse, preparando risorse umane a livello concorrenziale.
Per alcuni reparti di cui si è fatta esplicita richiesta, come la laparoscopia e l’onco-ematologia, bisognerà attendere lo start-up della chirurgia generale per capire che investimento fare, mentre riguardo il polo materno-infantile, la neuro-psichiatria infantile rappresenta una struttura territoriale ed è prevista anch’essa nel Piano Aziendale.
I dati epidemiologici a cui fa riferimento la relazione invece sono del 2007 e quindi non arretrati come descritto dal consigliere Bonaduce, mentre vengono garantite le misure per la prevenzione e l’assistenza come fatto ad esempio da un protocollo d’intesa fatto per l’assistenza ai disabili e dagli investimenti in prevenzione come quelli sullo screening, per il quale l’ASL Bari ha avuto già la seconda trance dei finanziamenti ministeriali, per un programma partito un anno fa. Si fa anche riferimento al bisogno di un adeguato intervento in termini culturali per tali settori.
La scelta di mantenere Corato in piedi risponde al fatto che l’ospedale possiede tutte le specialità per rimanere ospedale, senza essere né accorpato, né riconvertito, né azzerato. Questo anche perchè non si sapeva se prima Corato avesse fatto o meno parte della BAT.
Infine, per quanto riguarda la Direzione Medica, la scelta fatta è quella di mantenere un unico dipartimento delle direzioni mediche, per favorire una funzione orizzontale tra le varie direzioni dal livello centrale a quelle provinciali, ed evitare la divisione delle funzioni.
È garantita la sostenibilità economica e finanziaria dell’intero P.A.L, un investimento che ha rappresentato uno sforzo economico maggiore da parte della Regione proprio su Terlizzi, per cui si attenderà lo start-up generale del Sarcone per azzerare i costi e continuare ad investire in energie e risorse umane.
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