La Santa Notte

La Redazione

Un racconto della regista teatrale e scrittrice Lina De Palo

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Come tutte le sere, anche quella sera Giorgio stava seduto sulla panchina a guardare il cielo.
Dio quant’era bello quel cielo! …e quante stelle in quel cielo!
Tante quanti i sogni che aveva nel cuore!!
provò a contarle, come sempre e, come sempre, rinunciò all’impossibile impresa.
Contare le stelle era un gioco da bambino; ora era un uomo ormai.
Aveva le mani ghiacciate, il naso rosso per il gran freddo, ma il suo giovane cuore ardeva di desiderio e di amore.
All’improvviso si ricordò che una sua amica, un giorno, gli aveva detto che nella notte di Natale accadevano nel mondo piccoli prodigi.
In quella Santa Notte, Qualcuno lassù esaudiva ogni desiderio, placava ogni angoscia, donava, ad ogni cuore, pace e serenità.
Guardò di nuovo il cielo, attratto sempre più dal fascino misterioso delle stelle, e all’improvviso si chiese: “dove sono gli angeli? Sarebbe bello vederli!”
Socchiuse gli occhi per un iostante. Era stanco, infreddolito, affamato.
Avrebbe boluto alzarsi e tornarsene a casa, ma quel cielo quella sera era più bello che mai.
Con tutte quelle stelle tremolanti, era un incanto.
E poi…quella musica, da dove proveniva quella musica?
Riaprì gli occhi e…li vide.
Erano due Angeli bellissimi e danzavano proprio davanti a lui.
Alla sua destra era seduta Angela, l’amica, o meglio, la donna del cuore.
Le prese la mano e la tenne stretta stretta nella sua.
Si chiese se anche lei vedesse gli Angeli e se sentiva come lui quella musica celestiale.
Si chiese soprattutto cosa o chi, insomma quel magia avesse portato Angela al suo fianco nello stesso momen to in cui, sentendosi solo, aveva desiderato averla accanto.
La notte era sempre più fredda. Gli Angeli sparirono nel buio.
La musica si spense in un alito di vento. Un silenzio irreale li avvolse.
Giorgio ed Angela scrutarono il cielo, lo stesso cielo che, più di duemila anni prima, si era specchiato negli occhi innocenti del piccolo Gesù.
“Chissà dov’è Gesù adesso!!”, si chiese Giorgio, “Dove saranno Maria e Giuseppe? Sarebbe bello poterli vedere!!!”
l’orologio della torre, con i suoi rintocchi, frantumò quell’assurdo desiderio, disperdendolo nella cruda logica della realtà.
“Basta sognare”, si disse Giorgio, ma proprio in quell’istante si udirono dei passi e poi delle voci.
“Gesù, non correre, vieni qua, dammi la mano.”
“Lascialo andare, Maria, non vedi come si diverte?”
“Giuseppe ma…potrebbe cadere, potrebbe farsi male. E’ così piccolo! Gesù torna dalla mamma!”
Gesù non risponde, raccoglie un fiore e lo posa delicatamente sulla panchina e sorride ai due che lo guardano incantati.
“Vieni qua Gesù, non disturbare i signori. Su, andiamo a casa adesso. Buona sera e…Buon Natale!”, disse l’uomo.
“Buon Natale”, proseguì la donna.
“Buon Natale!” rispose Giorgio con un filo di voce, chiedendosi “Sto forse sognando?”
Sulla panchina, illuminata da un raggio di luna, un fiore, il fiore che il piccolo Gesù aveva appena posato.
Giorgio lo prese, lo ammirò e poi lo donò ad Angela qual pegno d’amore e…quando udì di nuovo gli angeli danzare davanti a sé, non si stupì.
Era chiaro ormai che nella Notte Santa, in quella dolcissima notte di trepida attesa, Qualcuno lassù esaudisce ogni desiderio, placa ogni angoscia e dona al cuore Pace e Serenità.

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