Il Direttivo nazionale FLAI-CGIL approva un ordine del giorno sulla crisi olivicola

La Redazione

L’invito è ad attivare a livello locale tavoli concertativi, che non escludono la rappresentanza sindacale del lavoro dipendente, a sostegno del settore olivicolo

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In una lettera a firma di Francesco Malerba, in qualità di Capo-Lega FLAI-CGIL Terlizzi, si informano le istituzioni locali, le Organizzazioni Sindacali e le Organizzazioni Professionali dell’approvazione a Roma dell’ordine del giorno del 20/11/2008 del Direttivo nazionale FLAI-CGIL sulla crisi olivicola.

L’invito è ad attivare a livello locale tavoli concertativi, che non escludono la rappresentanza sindacale del lavoro dipendente, a sostegno del settore olivicolo.
Il comitato Direttivo nazionale della FLAI-CGIL, riunitosi a Roma il 20/11/2008, esprime “forti e motivate preoccupazioni circa i livelli occupazionali a salariali dei lavoratori dipendenti della filiera olivicola pugliese.
La protesta in atto, è determinata dalla innegabile crisi di mercato del comparto olivicolo, accanto alle difficoltà che si registrano in altri settori dell’intero comparto agro-alimentare nazionale.
In particolare, il comparto olivicolo, sconta una crisi strutturale, evidenziando da tempo le seguenti criticità:
a)assenza di un credibile piano nazionale olivicolo, peraltro chiesto dalla FLAI-CGIL da oltre un decennio;
b)mancanza di efficaci controlli sulle derrate alimentari, in entrata e in uscita dal paese, al fine di tutelare i consumatori e le aziende virtuose, rendendo esecutive le norme relative alla sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro e tracciabilità dell’etichetta del prodotto (paesi di produzione, di lavorazione e/o trasformazione e confezionamento);
c)l’assenza di azioni tendenti a valorizzare le produzioni, attraverso politiche dei marchi di qualità, tracciabilità, stoccaggi, che ha visto, peraltro, le stesse O.P. inefficienti nel ruolo di tutela dei produttori, in una realtà quale quella pugliese, che rappresenta circa il 70% della produzione nazionale di olio di oliva.”

Il CDN, della FLAI-CGIL rispetto alla gravità del settore auspica così che si attivino tavoli concertativi, che non escludono la rappresentanza sindacale del lavoro dipendente, allo stesso tempo non può prescindere dal rinnovo dei CPL e chiede al governo centrale:

1.Interventi urgenti di misure anticrisi supportate da risorse certe e credibili, accanto a strumentazioni idonee, tese a contrastare o quanto meno a contenere le negative ripercussioni sull’economia reale e in particolar modo sui redditi dei lavoratori del agro- alimentare.

Rivendicazioni, queste, già alla base della piattaforma di lotta per lo sciopero generale del 12 dicembre 2008.

1.Impegni certi di spesa, per l’attivazione della cassa integrazione guadagni in deroga, per i lavoratori stagionali del comparto agricolo e della trasformazione a partire dal settore olivicolo;
2.Misure di fiscalizzazione degli oneri sociali, finalizzate e mirate in agricoltura, per la stabilizzazione, la emersione del lavoro nero e illegale così come formulate da FLAI-FAI e UILA nazionali, nell’iniziativa del 5 novembre scorso.

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