Il contatto e l’avventura nella natura sul sito “freerideadventures.it”

L’esperienza di un gruppo di amici scalando il Monte Amaro e scendendo in sella alle bici

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“ore 15.00 : Sto aspettando Nico e Patrizia, passano a prendermi per raggiungere tutti gli altri a casa di Fabio. E’ tutto il giorno che ci penso e che attendo impaziente, sarebbe più giusto dire che sono quasi due settimane che faccio ricerche, consulto forum e cerco materiale. E come se non bastasse ho passato l’ultimo mese cercando di arrivare “allenata”, ma alla fine è solo questione di testa. Voglio fare questa esperienza e condividerla con gli altri: questo è lo spirito giusto.
I primi già ci aspettano, il gruppo comincia a formarsi : Antonello, Annarita, Mariangela, Carmine, Nico, Patrizia, Marianna, Fabio e Andrea. Ci raggiungono anche Francesco e Paolo. Lungo il percorso si aggregheranno altre persone: due a Barletta (gli “svedesi”) e altri due ragazzi a Foggia
”.

Un sito che parla di sport, avventura e amicizia.
Questa l’iniziativa di un gruppo di amici che nell’estate hanno deciso di scalare il Monte Amaro, vetta della Majella, in Abruzzo.
Il resoconto dell’esperienza sul sito dedicato alla tre giorni, freerideadventure.it:

“Un unico obiettivo: MONTE AMARO. La sosta per la notte è a circa 1200 mt di altitudine. Da qui partiremo domani mattina. Sembrerà banale, ma davanti ai nostri occhi si apre uno spettacolo unico. Un panorama incredibile, il sole che tramonta per dar spazio alla luna che si affaccia timidamente.
Sistemiamo tutto per la notte: tende, sacchi a pelo. I ragazzi sistemano le bici per l’indomani. E poi si cena tutti insieme, condividendo quello che ognuno ha portato. E’ un modo per rompere il ghiaccio. Alcuni di noi non si conoscono ancora. Ma qualcosa in questo momento ci sta unendo
.”

Quello che vi presentiamo è il resoconto dell’esperienza, il diario di 3 giorni indimenticabili per i protagonisti dell’avventura, firmato da Giulia De Sario:

“Lo spettacolo che si apre ai nostri occhi ci toglie il fiato e ci lascia senza parole. Di fronte a noi una salita incredibile. Salgono per primi i bikers. E’ spettacolare vederli inerpicarsi. A un certo punto diventano macchie arancio (il colore delle loro maglie) su questa distesa verde. Mi torna in mente una frase che mi aveva detto l’anno prima un istruttore di canyoning “quando cominci ad avvertire segni di cedimento rilassati e respira e guardati intorno, la tua forza è in quello che stai vivendo”. E’ verissimo. Mai niente potrà ripagarmi con le stesse sensazioni e le stesse emozioni”.

2793 metri da salire in un giorno e da scendere in sella alle bici, combattendo le rughe della montagna, le insidie e il terreno scosceso. Un momento dove condividere anche le paure e specialmente stringendosi attorno ad una passione comune e sostenersi attraverso rapporti che in quel momento diventano ancora più solidi, trovando una strada lì dove la presenza umana non è stata predisposta:

“E’ vero. Eccolo. Il rifugio del Pelino. D’improvviso tutta la stanchezza è venuta meno, lasciando spazio ad un’euforia unica. La stessa sensazione è stata provata da tutti. E man mano che si vede spuntare il rifugio rosso è stato inevitabile sorridere. E gli abbracci che ci siamo scambiati sono valsi più di mille parole, più di un semplice “ce l’abbiamo fatta”. Una conquista: 2793 mt. MONTE AMARO. Il rifugio è piccolissimo. Ci attende una notte “arrangiata”. Ma ormai possiamo condividere tutto. E dormire a stretto contatto o sul pavimento ormai ci sembra il minimo. […] Per la discesa il gruppo si divide. Molti dei trekkers ripercorrono il percorso dell’andata. I bikers, con i due cameramen, Enrico e Francesco, ed io scendiamo lungo il percorso che porta a Fara San Martino. Ho voglia di vivere con loro questi momenti. Non è sempre tutto semplice. Enrico ha male alle ginocchia. Spesso rallenta. E Francesco ed io cerchiamo di dargli forza. Non ha senso rallentare i ragazzi, che decidono di andare avanti. E così ci separiamo. Ma siamo in costante contatto radio con Fabio. Il paesaggio qui è stupendo. Sono contenta di aver modificato i piani e di aver cambiato programma. Durante la discesa troviamo tanta gente cordiale.[…] E poi perdo il contatto radio con Fabio, forse per un paio d’ore, forse meno. Ma mi è sembrata una eternità. Cerco di non far vedere niente a nessuno. Ora conta solo arrivare e dare coraggio ad Enrico che ormai è allo stremo delle forze. E poi all’improvviso risento la voce di Fabio. Si, siamo quasi arrivati. Ce l’abbiamo quasi fatta. Ci abbracciamo con Francesco ed Enrico e ripartiamo. Forza un ultimo piccolo sforzo. Fabio ci viene incontro. Che bello !! Ci racconta un pò la loro discesa, un pò di disavventure (Francesco è caduto). Molti sono già arrivati alla sorgente. E poi le ultime riprese, il tratto delle gole, la sorgente e tutti lì ad aspettarci. Ci abbracciamo. E in quell’abbraccio ci sono ricordi, emozioni, sentimenti condivisi, complicità nate. Solo chi è stato lì, a 2793 mt potrà capire e potrà percepire l’emozione che ancora oggi provo se ripenso a tutti quei momenti”.

Archiviata la pratica Monte Amaro, presto sempre sul sito freerideadventures.it le prossime iniziative, dove sarà possibile prendere parte e allargare un’esperienza a quanti più appassionati di sport ma soprattutto della bellezza della natura, attraverso anche la fotogallery e la bellissima sezione video.

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