Il consiglio comunale vota un ordine del giorno contro la legge di riforma Gelmini

La Redazione*

“Una riforma che ci riporta indietro di trent’anni”

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Il Consiglio Comunale di Terlizzi, riunitosi il 29 ottobre 2008, ha approvato a maggioranza – su 17 consiglieri presenti 12 a favore, 3 contrari, 2 astenuti – un ordine del giorno presentato dai gruppi Italia dei Valori, Partito Democratico, Arcobaleno, Partito della Rifondazione Comunista, con il quale, nell’aderire allo sciopero generale del 30 ottobre, contesta apertamente il D.L. n.137/2008 convertito in legge (legge di riforma della scuola voluta dalla Gelmini) e la legge 133/2008 e invita il “Governo ad aprire urgentemente un tavolo di concertazione con le rappresentanze degli studenti, degli insegnanti e dei docenti al fine di potenziare ed investire nella ricerca, nell’istruzione come fattore essenziale per la crescita civile e democratica del Paese”.

Nell’ordine del giorno si ribadisce che le leggi approvate “riportano indietro di oltre trenta anni la scuola italiana distruggendo una formidabile esperienza didattica e pedagogica” cancellando di fatto la legge 148/1990 che ha fatto della nostra scuola primaria una delle più qualificate sia a livello europeo che mondiale”. Si evidenzia che la “riforma del Ministro Gelmini colpisce la scuola pubblica, riducendo le ore settimanali, eliminando insegnanti specializzati, reintroducendo la figura del maestro unico “tuttologo” e tagliando le spese” e che il Governo “con il taglio dei finanziamenti, finisce col considerare la scuola solo una voce di spesa e non un servizio imprescindibile alla base della nostra società”. Il Consiglio Comunale di Terlizzi considerato che “l’approvazione a colpi di maggioranza da parte del Senato della Repubblica di fatto non fa altro che confermare l’assoluta mancanza di volontà a condividere e partecipare scelte importanti sul futuro dei nostri giovani”, ribadisce “la salvaguardia del diritto all’istruzione per tutti, senza discriminazioni etniche e linguistiche, senza test di ingresso per gli immigrati”; esprime una “chiara e forte condivisione delle motivazioni della protesta pacifica e democratica che sta coinvolgendo l’intero paese” esprimendo piena solidarietà anche agli studenti, insegnanti e famiglie delle scuole di Terlizzi che nella mattinata avevano sfilato per le vie cittadine e ancora solidarietà agli “studenti aggrediti da squadre nazifasciste mentre stamane manifestavano a Roma in Piazza Navona contro l’approvazione del Decreto Legge”. il Consiglio si impegna a mettere in atto ogni utile iniziativa, a partire dall’azione referendaria, volta a contrastare la volontà del Ministro Gelmini e a sensibilizzare in tutti i modi l’opinione pubblica”: da qui l’invito al Governo a riaprire il dialogo con studenti, insegnanti e docenti nell’interesse del futuro del Paese e dei giovani.

L’ordine del giorno sarà inviato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato “al fine di consentire la presa d’atto da parte dei deputati e senatori”.

* Si ringrazia l’Ufficio Comunicazione di Terlizzi

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