Domenica 7 settembre box per la sicurezza stradale: “mettiamoci sulla buona strada”

Iniziativa ad opera del Ministero dei Trasporti e dell’Assessorato alla Legalità e Sicurezza

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Domenica 7 settembre interessante iniziativa sulla sicurezza stradale.
In Piazza Cavour infatti si svolgerà la campagna di sensibilizzazione stradale “mettiamoci sulla buona strada”.
La manifestazione è promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale Territoriale Sud e Sicilia, dal Comune di Terlizzi e dall’Assessorato alla Legalità e Sicurezza.
Per tutta la durata della manifestazione, dalle 17,30 alle 22,30, saranno disponibili i servizi di:

  • Etiltest
  • Drugtest
  • Simulazione quiz
  • Verifiche tecniche su veicoli

rnVerranno posizionati in piazza Cavour 3 tir, che stanno già girando alcune città della provincia, per l’informazione e le prove. Nello specifico si faranno simulazioni di quiz, in forma anonima, drugtest e alcoltest tramite sistemi non invasivi (esame della saliva), in forma volontaria e assolutamente anonima, in modo da attestare a quale grado di pericolosità si espone l’autista quando si trova nelle condizioni in cui si presenta per il test (per es. se prima del test ho bevuto una birra, e il test dà un risultato, oggettivamente posso conoscere le mie condizioni psicofisiche ogni volta che berrò una birra). Questi ultimi comporteranno anche un presidio medico.
Ci saranno anche dei test sulle auto, relativi all’efficienza frenante e al grado di inquinamento delle emissioni degli scarichi.
Un maxischermo trasmetterà immagini del pubblico e interviste.
Fra le 20.00 e le 21.00 ci sarà la diretta sky sul canale 925 di interviste di autorità e personale coinvolto.
L’intervento dell’Assessore alla Legalità, Giovanna Spada, a presentare questa iniziativa:
“Provocano in noi sempre grandi emozioni gli articoli dei quotidiani che danno notizie sugli incidenti stradali. Rabbrividiamo dinanzi a dinamiche sempre più sconcertanti di disgrazie agli automobilisti, alle volte inconsapevoli e incolpevoli. Patiamo accoratamente il dolore altrui, quello di famiglie spezzate, di genitori orfani di figli e di vittime per caso.

Deve trattarsi però di emozioni passeggere, se queste autentiche tragedie non trovano, poi, adeguato sostegno nei programmi di prevenzione e da parte di quegli organismi che devono imporre la prudenza e il rispetto del codice della strada.

Il rispetto delle regole relative all’uso del cellulare, l’utilizzo corretto di sistemi di sicurezza passiva (cinture e casco), l’affrontare la guida sempre nelle adeguate condizioni fisiche, non sono prescrizioni che valgono solo per gli altri né sono violazioni che producono conseguenze solo per chi le commette: vittime lo si diventa, sempre più soventemente, senza responsabilità.

E’ tempo di squarciare la coltre di indifferenza che nasconde alla società la verità terribile che per i ragazzi, i sinistri stradali costituiscono la prima causa di morte. Una società come la nostra, che invecchia velocemente, non può permettersi di ignorare questo dramma: deve investire decisamente sulla sicurezza.
E’ l’obiettivo della incisiva campagna di sensibilizzazione del Ministero dei Trasporti “Mettiamoci sulla buona strada” che, attraverso immagini e iniziative sul territorio, tende ad avvicinarsi il più possibile ai giovani, la fascia maggiormente esposta al rischio, e a testarne la sua idoneità fisica (test di guida sicura), culturale (simulazione quiz) e psicofisica (etiltest e drugtest) alla guida senza azzardi e insidie.

Anche Terlizzi non vuole perdere l’occasione per lanciare il suo appello alla sicurezza e alla prudenza sulle strade. Lo fa aderendo all’iniziativa e dedicando una giornata a informare, esaminare e valutare il popolo dei giovani piloti, vagliandone il grado di preparazione e correggendone quelle superficialità che, negli eccessi di velocità, nelle sregolatezze alcoliche e nel consumo di stupefacenti, cedono in contropartita la vita.

Prima che intitolare associazioni di memorie dolorose, prima ancora che punire e reprimere, prima di rimproverarsi di non aver puntato abbastanza su una nuova mentalità con l’educazione stradale dei più piccoli già negli ambienti scolastici, cominciamo a lavorare affinché chi mette le mani sul volante pensi alla vita, e non solo la sua, e guidi con coscienza
”.

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