Sequestrate le 900 traversine utilizzate come staccionata dall’ex Sindaco

Nico Andriani

Migliaia di sequestri della Guardia di Finanza in Puglia nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Trani

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Sono due giorni che è partita un’inchiesta da parte della Procura della Repubblia di Trani dopo varie segnalazioni giunte sull’allarme dovuto alla tossicità delle ex-traversine ferroviarie.
Su via Mariotto all’altezza dello svincolo per la via Appia girate a sinistra, dopo qualche centinaio di metri sempre sulla sinistra troverete una staccionata curata nei minimi particolari, una grande staccionata fatta totalmente di traversine per centinaia di metri a circondare la grande proprietà terriera dell’ex Sindaco di Terlizzi Alberto Amendolagine.
Quelle travi sono tutte traversine ex ferroviarie, alcune delle quali con ancora i supporti metallici sui quali venivano fissati i binari, contententi pertanto il creosoto, sostanza dichiarata fuorilegge nel 2001 dall’Unione Europea a causa della sua pericolosità presentata dallo «Iarc» di Lione, organo tecnico che ha compilato le schede di diversi prodotti pericolosi, come composto cancerogeno di seconda categoria (vale a dire che la sua cancerogenicità è del tutto certa).
Fino a qualche anno fa, su quei pezzi di legno, le traversine, poggiavano i binari. Poi sono state rimosse e sostituite anche se, migliaia di esse, solo contando le effettive segnalazioni pervenute, sono entrate nel circuito di un mercato nero; numerose indicazioni infatti giungono costantemente al numero verde per la prevenzione delle violazioni ambientali, gestito dalla Regione Puglia con il Wwf, che denunciano la presentza di migliaia di traversine «ex ferroviarie» in stazioni, parchi ferroviari ma anche luoghi esterni, come campagne, giardini e campi privati e pubblici, nonchè anche gli interni, come supporti per camini.
Il premio della “Traversina d’oro”, con ben 900 traversine sequestrate dalla Guardia di Finanza di Molfetta, all’ex Sindaco di Terlizzi.
Le traversine, ancora lì presenti, sono state infatti sottoposte a sequestro ma non rimosse, la quale cosa è a totale discrezione della Procura, che dovrà decidere cosa farne, visto che la bonifica di una sola traversina costa circa centosettanta euro.
I costi alti naturalmente non hanno mai consentito anche in passato trattamenti di bonifica, e quindi, come rifiuti speciali pericolosi, complici la loro resistenza ed il basso costo entrando in possesso sfruttando le vie del mercato nero (è documentato che dal 1985 al 2000 era possibile entrare in possesso di una traversina con prezzi che oscillavano tra le 1000 e le 2500 lire).
Nella vicina Molfetta sono state utilizzate anche come filari nei vigneti con altissime possibilità di inquinamento dei prodotti coltivati, del suolo e del sottosuolo (altre traversine, che erano anche pali della luce, sono state trasformate in panchine, camminamenti nei giardini delle ville signorili, staccionate e palizzate. Anche nei parchi giochi).
Negli anni scorsi, alcune decine di migliaia di esemplari sono stati venduti in Albania a costi naturalmente contenuti e vantaggiosi rispetto ai costi di bonifica, mentre decine di migliaia venivano vendute a contadini e giardinieri della zona.
Nelle stazioni e città della Terra di Bari, come Torre a Mare, Bari Parco nord, Bitonto, Modugno, Cassano, Gioia, Altamura e Molfetta, si contano oltre dodicimila traversine.
Nelle ultime due settimane, nel solo territorio di Molfetta, Guardia di Finanza e Wwf regionale hanno effettuato quattro sequestri.
Senza contare tutte le traversine ancora custodite nelle ferrovie: solo nella stazione di Mellitto, frazione di Grumo Appula, le traversine sono quattromila, accatastate all’esterno della piccola stazione ferroviaria e lasciate all’azione meterologica, allo sguardo e al pericolo della vicinanza delle persone.
Questa vicenda, solo agli inizi, si prefigura come una vera propria bomba ecologica, più di quella costituita dall’eternit che ancora inquina gran parte dell’agro terlizzese e, naturalmente, pugliese; i Carabinieri del Nucleo operativo ecologico stanno compiendo accertamenti e prelievi per verificare la natura delle sostanze che per la calura si sprigionano dalle traversine.

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