Il Tribunale del Malato loda il centro dialisi del nosocomio di Ruvo
Servizio a tante persone dializzate di Corato, Terlizzi e Ruvo
Una delle prerogative del Tribunale del Malato è quello di accorrere in difesa di chi soffre anche per la difficile situazione in cui versa la sanità nazionale. La sezione di Corato del Tribunale del Malato, questa volta, invece, vuole mettere in risalto una situazione positiva che, all’interno della ASL territoriale di Corato, Ruvo e Terlizzi, già da tempo ha saputo risolvere delle grosse problematiche in tema di dialisi. «Il nostro compito – esordisce Anna Melillo presidente del Tribunale del Malato di Corato – è quello di sorvegliare attentamente ciò che succede in campo sanitario nel territorio di nostra competenza. Questa volta è con grande piacere che vogliamo sottoporre all’attenzione di tutti, uno dei tanti casi di buona sanità che si vedono negli ospedali. Sicuramente, fa più notizia un caso di malasanità, ma quando avviene il contrario, ci sembra giusto evidenziarlo».
Anna Melillo si riferisce al centro dialisi del nosocomio di Ruvo che serve anche tante persone dializzate di Corato, Terlizzi e, naturalmente Ruvo. «Grazie all’impegno costante dei medici e di tutti gli operatori sanitari che operano all’interno di questo centro – continua la Melillo – il servizio funziona 24 ore al giorno, con due turni e con la reperibilità notturna e nei giorni festivi, in modo da coprire ogni eventuale emergenza che si dovesse creare. Le attrezzature sono tutte di ultima generazione e si assistono circa quattrocento pazienti, senza lista di attesa, con la possibilità di effettuare esami diagnostici per pazienti ipertesi e diabetici». Una delle ultime novità, riguarda l’assistenza a chi si trova in vacanza nel territorio. «Dal mese di Aprile è stato programmato un piano di accoglienza per coloro i quali, in vacanza nelle nostre città, avessero bisogno di fare una dialisi. Inoltre il servizio ambulatoriale si occupa dell’inserimento e mantenimento dei pazienti in lista di attesa per il trapianto del rene, cosa capitata nell’ultimo anno a due giovani pazienti di Corato e ad uno di Ruvo. Se tutto funziona, all’interno della struttura emodialitica, si deve al direttore sanitario distrettuale, dott. Savino Brudaglio, al dirigente medico dell’ospedale di Ruvo, dott. Crispino, e agli altri medici come le dottoresse Centrone, Gattullo Picciarelli e Traversa, che insieme a tutto lo staff sanitario, rendono possibili questi risultati eccellenti». Se questi sono i lati positivi, la presidente del tribunale del Malato, non esita però a chiedere ulteriori miglioramenti per la struttura. «Questa bella realtà sanitaria – conclude la Melillo – necessita di un ampliamento e potenziamento dei locali, anche perché, visti i risultati, la domanda cresce in maniera esponenziale. Attualmente i posti “tecnici” per emodialisi sono dodici e sono tutti sempre occupati a rotazione. Servirebbero altri posti e quindi altri luoghi, sappiamo che a livello regionale, il piano di assistenza ai pazienti neuropatici, ha già individuato i nuovi ambienti. Ora non resta che applicare quanto già programmato per migliorare un servizio vitale della nostra sanità».
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