Nel secondo consiglio comunale approvato il Piano Strategico della Terra di Bari

Approvazione all’unanimità per BA2015, sola maggioranza per le variazioni di bilancio e i debiti fuori bilancio
Un consiglio comunale “soft” rispetto alla immensa mole degli 11 punti iscritti all’ordine del giorno, con la discussione di “soli” quattro punti per una sessione che comunque si è spinta fino al pomeriggio inoltrato.
Il consiglio è ripreso con l’eco del precedente turno, con la questione della vicepresidenza del consiglio alla minoranza e le attese spiegazioni delle posizioni di Ceci e Grassi del PD.
Per quanto attiene la prima questione la minoranza si è rifiutata di accettare la vice-presidenza del consiglio comunale e così il posto resta ancora vacante rinviando l’elezione alla carica al prossimo consiglio, dopo che durante il primo la minoranza aveva chiesto, come segno distensivo e prova di dialogo tra gli schieramenti, che la presidenza stessa fosse lasciata a loro, proposta respinta secondo le ragioni storiche della vita dell’amministrazione terlizzese e le ragioni politiche della stessa vittoria durante le elezioni.
La presidenza del consiglio è stato un tema scottante anche per i due consiglieri del PD sui quali si erano concentrati gli occhi, che hanno in sostanzachiesto al presidente del consiglio Sigrisi di dimettersi per essere poi rieletto attraverso il voto di tutta l’assemblea, visto che la scorsa votazione era avvenuta essenzialmente con il solo voto di maggioranza , Ceci ribadendo la sua adesione al Gruppo Misto di maggioranza e Grassi la sua appartenenza al PD, seppure mostrando una situazione interna non idilliaca ma che richiede una serena riflessione al suo interno da estendersi a tutto lo scenario politico terlizzese.
Chiare le parole del consigliere Grassi a tal proposito: “è mio dovere precisare, affinché sia chiaro a tutti, che la mia assenza per un certo periodo dallo scorso Consiglio Comunale è stata determinata da un profondo senso di responsabilità, non solo politica ma anche umana. E proprio perché mi sono assunto la “responsabilità”, che mi sono allontanato temporaneamente dal Consiglio, per cercare di comprendere le ragioni che hanno portato l’amico collega Consigliere Ceci ad un gesto “forte ed emblematico”, fatto esclusivamente con l’intento di far riflettere tutti sull’opportunità di trovare confronto e dialogo, non solo all’interno del Partito Democratico, ma anche nell’ambito del Centro-Sinistra e forse anche nell’ambito delle opposizioni […] se un po’ tutti avessimo avuto più coraggio nel metterci in atteggiamento di ascolto e dialogo di tutte le posizioni, probabilmente oggi staremmo parlando di altro, saremmo più sereni, più tranquilli. Invece, si è voluto un “clima teso”.
Non siamo stati in grado di sfruttare il lungo tempo intercorso tra le elezioni amministrative del mese di Aprile e il primo Consiglio Comunale, avvenuto soltanto nel mese di Giugno; ci saremmo potuti organizzare meglio per evitare questo “strappo” politico ed istituzionale non solo con il Consigliere Ceci, ma anche e soprattutto tra le forse della maggioranza e quelle di opposizione .
Un momento topico in negativo di tale situazione è stata l’elezione del Presidente di questo Consiglio Comunale.
Presidente, io non intendo “sminuirla”, non intendo farne una “questione personale” come lei, invece, ha fatto con me e non solo con me. Io non ho nessuna intenzione di “sostituirmi al partito”, come recentemente ha detto in una intervista alla stampa. Io non sono “formalmente” all’interno del PD, io lo sono nei fatti, col cuore, con il largo consenso, con l’assenso e il dissenso che mi vede eletto nel P.D., sia quale Dirigente che quale Consigliere Comunale. Io l’avrei voluta votare e sarei orgogliosissimo e dispostissimo a votarla anche oggi, se lei me lo consentisse. Se tale elezione fosse frutto di un confronto e di un dialogo, anche e soprattutto, con le forze di opposizione, con le quali io stesso avrei dialogato per caldeggiare fortemente la sua elezione.”
Grande vivacità per le domande di attualità discusse, con la questione dell’incompatibilità del Sindaco con la sua carica rinnovata da Vitagliano, vista l’insolvenza degli inquilini della 167, alla quale lo stesso Di Tria ha risposto forse definitivamente a questa parentesi personale ribadendo che gli oneri relativi agli espropri non competono a lui in quanto non è l’intestatario della sua abitazione.
Lo stesso Vitagliano ha presentato perplessità sul Corso Dante dove a breve dovrebbe essere ripristinato il doppio senso di marcia (si aspetta solo la determina dirigenziale) e i parcheggi torneranno lineari; la contemporanea presenza della pista ciclabile potrebbe costituire così un pericolo in quanto “terzo senso di marcia”, ma la pista ciclabile, posta la sicurezza della sua percorribilità anche sul corso, così come la mobilità sostenibile, restano sempre un punto fermo dell’attività amministrativa, anche a seguito dei lavori di riasfaltamento in Piazza che hanno momentaneamente cancellato la segnaletica orizzaontale della pista.
Altro tema delicato la Sanità con lo stato dell’ospedale Sarcone, “una struttura degli anni’70 e che quindi è difficile portare ad un adeguamento degno del 2000”, su cui però il consigliere Bonaduce ha espresso l’esigenza di badare maggiormente alla sua funzionalità piuttosto che alla sua architettura, lamentando anche lo spostamento di alcuni servizi presso il centro invalidi civili piuttosto che nell’ospedale.
Il consigliere Tesoro (UDC) ha chiesto anche spiegazioni sui ritardi dei pagamenti da parte dell’ufficio invalidi civili, situazione che lo stesso Sindaco ha presentato come in emergenza, in quanto l’ufficio non dispone del personale necessario a sbrigare in maniera rapida tutte le pratiche e così si attende di operare con un adeguato piano di assunzioni.
In seguito si è deciso di preparare un Consiglio Comunale monotematico per la discussione del Piano della Sanità pugliese, la cui discussione in assise regionale è stata rinviata a dopo la pausa estiva.
Passa all’unanimità invece il punto 2, l’approvazione del Piano Strategico della Terra di Bari, discusso in anticipo per la presenza dell’assessore del Comune di Bari, Sannicandro, e del coordinatore del Piano Strategico, Scandale.
Anche Terlizzi ha preparato un suo piano, coinvolgendo ad esempio il Mercato dei Fiori, le misure per la mobilità e la viabilità per raggiungere la struttura stessa ed il Piano de Tratturi, in questa grande manovra di concertazione e sviluppo tra i 31 comuni della Terra di Bari per la pianificazione e la condivisione di una visione futura del territorio, mediante politiche e interventi pubblici e privati tese allo sviluppo di idee, opinioni e competenze di tutti i soggetti della vita sociale, culturale, economica, scientifica e politica della città, messe in comune tra tutti gli altri attori partecipanti del Piano che si trasformano in scelte condivise per un progetto concreto di sviluppo del territorio attraverso l’aggregazione e il coinvolgimento di tutte le comunità locali.
Discussione accesa invece per i punti 8 e 9, di cui è stata chiesta in anticipo la discussione su proposta del consigliere De Palma (PRC), rinviando tutti i punti non discussi al prossimo consiglio dopo la pausa estiva.
Le variazioni di bilancio e i debiti fuori bilancio risultano inconcepibili secondo il consigliere Gemmato (AN), soprattutto presentandole e giustificandole sempre come emergenza, come nel caso del pagamento per la manifestazione di BattitiLive, ed invitando perciò ad un’amministrazione più attenta dei fondi comunali, parole ricalcate da Vitagliano che invece ha puntato il dito contro le sentenze che il Comune si trova a pagare puntualmente come risarcimenti e richiedendo l’istituzione di un legale comunale che si occupi di curare tali aspetti della vita Comunale.
Con tali premesse, i due punti sono passati con il solo voto favorevole della maggioranza.
Chiusura della seduta con il voto per due domande di attualità che ricalcano la situazione nazionale ed internazionale degli ultimi giorni: passa con il voto della maggioranza insieme a qualche consigliere di minoranza e con l’astensione di Vitagliano e Bonaduce una presa di posizione negativa da parte del Comune di Terlizzi, su proposta del consigliere De Vanna (PD), sulla questione delle “impronte digitali ai bambini rom”, disposizione contenuta all’interno del pacchetto Maroni, mentre passano all’unanimità le felicitazioni, con una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, per l’arresto del latitante serbo Karadzic, responsabile dell’assedio di Sarajev e del massacro di Srebrenica, domanda posta dal consigliere De Chirico (Città Civile), ricordando anche l’esperienza dell’indimenticato don Tonino Bello, con la sua missione proprio tra le macerie dell’allora Jugoslavia, martoriata in quei giorni dalla guerra.
Da notare anche come dal pubblico è stato concesso di parlare ad un rappresentante del Gruppo Agesci “I Care”, con la proposta, passata all’unanimità, di monitorare e garantire un adeguato sostegno ai flussi migratori che interessano Terlizzi, impegnando l’amministrazione a risolvere tutti i problemi relativi all’accoglienza degli immigrati nella nostra città.
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