Una Festa in continua tensione tra tradizione ed innovazione
Una brochure della risalente al 1964 disponibile sul sito della festa
L’occasione della Festa Maggiore come sempre è un momento anche per far spazio ai ricordi e ritrovare pezzi di una storia che si pensavano persi nella memoria.
È così che adesso, pubblicato sul sito della festa www.festamaggiore.eu, trova spazio una brochure risalente al 1964 interamente disponibile in formato .pdf.
Una brochure monocromatica, articolata tra cenni storici sul Carro e sulla Festa a cura del prof. Alessandro Pappagallo e la proposizione del Comitato Feste Patronali d’allora, presieduto dal dott. Francesco de Vanna e dal comitato d’onore composto dal Sindaco, dott. Vincenzo De Candia e da Mons. Achille Salvucci</strong>; un salto nel tempo e allo stesso tempo un filo conduttore che rende la Festa anche visivamente sempre in tensione tra la tradizione che si ripete e l'innovazione di ogni anno in cui si ripropone alla cittadinanza.
Vi si legge, “la festività religiosa esterna dedicata a S. Marco, poi alla SS. Vergine di Sovereto, risale al 1466, secondo l’istituzione voluta dal Re Ferdinando d’Aragona.
Il suo annuale svolgimento andava dal 23 aprile alla prima domenica di maggio; ma dalla metà di questo secolo, per motivi intimi della <<cassa del comitato>> la festa si effettua nella prima metà del mese di agosto, non spostando il secolare 23 aprile.”
Interessanti anche i cenni che raccontano la costruzione del Carro, prima del progetto dell’attuale “macchina” a firma nel 1868 di Michele de Napoli, Sindaco della città, ripreso ogni anno allo stesso modo, con Michele De Napoli “padre” della scenografia mentre lo scenografo foggiano Affaitati ne era il maestro esecutore.
A testimoniarlo è il contratto che gli stessi hanno stipulato il 23 febbraio 1868, scoperto sempre dal prof. A. Pappagallo nel 1964, in cui si afferma: « L’Affaitati assume l’incarico di fare il Carro e il detto Carro si obbliga di eseguire secondo il disegno del Sindaco, annesso al contratto, e firmato dall’intera Giunta e dallo stesso scenografo… Il materiale del Carro deve essere a carico del Municipio mentre il rivestimento esterno dell’Affaitati. Al Municipio spetta anche la spesa riguardante l’illuminazione…».
A scegliere l’artista foggiano fu lo stesso De Napoli che lo aveva conosciuto nell’ambiente artistico napoletano e nei cui confronti provava un’immensa stima. In un disegno, situato nella stanza “del manichino” della Pinacoteca “De Napoli”, dove il pittore-sindaco visse, lavorò e morì, erano presenti, nell’attuazione del Carro, elementi barocchi che richiamavano i campanili di Santa Agnese, chiesa situata in piazza Navona a Roma.
Fino ad allora però, come si legge nella brochure, il disegno ed i lavori di allestimento erano ad appannaggio di vari artisti e variavano continuamente, almeno dalla data di cui si ha effettivamente notizia di tale tradizione (e risalente a prima del 1749) e tra le righe di un documento risalente al 1834 si leggono anche i dissapori tra gli artisti locali (specialmente tra i fratelli Quercia di Terlizzi e il pittore Villari), che diventavano responsabili dell’allestimento del carro, segno del prestigio che tale compito riportava: “Considerando che il pittore Vito Quercia in goni anno angariava il pubblico, perchè si credeva il solo capace di poter formare questo Carro Trionfale, e dettava leggi al pubblico, e che sin dallo scorso anno si diniegò assolutamente di voler fare il Carro, perchè voleva quella somma che a lui piaceva, e che se non si fosse trovato il pittore forestiere Sig. Giuseppe Villari, che si presentò a formarlo, altrimenti il popolo avrebbe chiassato contro l’autorità. Condizioni:
1 – per il pittore Giuseppe Villari si obblighi di fare per 4 anni consecutivi il carro trionfale della Vergine.
2 – che il carro sarà formato uniformemente al disegno fatto dal Villari, approvato dal pubblico noto, e se vi sarà bisogno di modifiche, queste saranno fatte sotto la direzione del Sig. D. Pietro de Paù, che avrà cura pure di osservare la qualità del colore.
3 – sarà nel dovere il Villari di far trovare disbrigato il carro trionfale il sabato precedente alla prima domenica di maggio di ciascun anno, dovendo questo il primo anno e dovrà terminare il 1837.
4 – il prezzo per questo primo anno – ducati 105 – ducati 60 del Comune e 45 dai devoti.
5 – sarà obbligato il Sig. Villari di incartare nuovamente e dipingere interamente il detto Carro negli tre anni consecutivi al presente, con l’obbligo di riformare il 4° piano superiore in ogni anno, sotto la direzione del Sig. Pietro de Paù.”
Successivamente, gli stessi fratelli Vito e Nicola Quercia fecero ricorso a tale contratto e, nel 1837, tornarono appaltatori della costruzione del carro; per tale anno “l’articolo 7 dice: l’appaltatore sarà nell’obbligo in ciascun anno presentare il disegno tanto nella forma del carro che del colorito, che sarà diverso in ciascun anno nel corso dell’appalto – quale disegno dovrà presentarsi al Sindaco e deputazione generale.
Art. 8: il Sindaco darà il locale per la costruzione del carro che sarà quello della Stella ed ove occorresse oltre sarà il chiostro degli ex osservanti.”
Così, tra le righe si leggono gli elementi ancora attuali (come i locali adibiti alla costruzione del Carro stesso) che costituiscono le fasi, ormai da cerimonia, che accompagnano ogni anno i preparativi della grande Festa.
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