Città Civile: «Terlizzi non può diventare luogo di sversamenti a vantaggio di pochi»

La Redazione
Centrale a biomasse

Il movimento politico ha espresso attraverso mediante il proprio rappresentante in consiglio Roberto Lusito la propria contrarietà alla realizzazione della centrale a biomasse in Via Mariotto

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Giovedì scorso, 4 marzo 2021, si è svolto il consiglio comunale monotematico sul progetto di realizzare una centrale a biomasse su via Mariotto. All’assemblea hanno partecipato diverse associazioni ambientaliste e di categoria.

Città Civile, attraverso il consigliere rappresentante Roberto Lusito, ha espresso “la sua ferma e motivata opposizione” all’iniziativa dell’amministrazione comunale invitando “a ragionare sui fatti e sui dati e a non lasciarsi prendere dagli slogan o da posizioni preconcette. Nessuno, men che meno Città Civile, è contro gli impianti che utilizzano i sottoprodotti di natura vegetale o zootecnica per la produzione di ‘energia’. Né tanto meno Città Civile sottovaluta il problema dello smaltimento della sansa che sta provocando enormi disagi alle cooperative agricole e ai frantoi. Città Civile, tuttavia, non ritiene che questo progetto porti vantaggi alla comunità terlizzese”.

Tra i principali motivi di critica vi sono le dimensioni previste dell’impiantoche vedrà lo stoccaggio dichiarato coperto di 730000 tn/anno di cui 90 % sansa più 10% pollina. “Il raggio di conferimento è estesissimo, si scrive di 30 km ma in realtà sono molti di più. Infatti la Sorgenia ha sottoscritto già accordi per il conferimento di sansa con oleifici di Alberobello (75 KM), Minervino Murge ecce cc. Dunque l’aria di conferimento si estende, ad oggi, dal sud barese a tutta la Bat. Il combinato disposto tra la vastità dell’area di conferimento e la concentrazione in 3-4 mesi del conferimento comporterà che in tale periodo centinaia di Auto-cisterne raggiungeranno Terlizzi per conferimento della sansa con evidenti impatti ambientali dovuto principalmente al traffico e all’inquinamento atmosferico e acustico.Inoltre ci chiediamo. Negli altri mesi dell’anno, ben 8 mesi, che cosa si brucerà in quell’impianto? Tentativi di costruzione di impianti di questo tipo in questi anni hanno interessato tante città. Tutti i progetti sono stati bocciati dalle comunità locali. Attualmente esiste un solo impianto, ad Andria, di dimensione molto più ridotte”.

Inoltre il movimento politico si chiede perché la centrale debba sorgere proprio a Terlizzi, per di più “in una zona a pochissima distanza dalla strada Appia Traiana, che risulta positivamente inserita all’interno del Progetto della Via Francigena del Sud”. Peraltro – prosegue il ragionamento di Cc – “il Comune di Terlizzi risulta quello con minore estensioni di ettari coltivati, circa 6.923 a fronte di 16.935 di Corato e di 17.474 di Bitonto. Non solo. Terlizzi registra circa 3.735 di aziende olivicole a fronte di 5.130 di Corato e di 5.127 di Bitonto. E per non parlare di altri centri come Andria, Barletta, Cerignola. 

E dunque come mai Terlizzi tenuto conto che nel piano di approvvigionamento redatto dalla Sorgenia Bio Power SrL è riportato che sarà cura della stessa società il ritiro presso i frantoi della sansa? Non sarebbe stato economicamente più conveniente per la Sorgenia installare il proprio stabilimento in prossimità di territori con maggiore presenza di frantoi? Scelgono Terlizzi – osserva Cc – “perché qui hanno trovato una politica ‘debole’ nel difendere le ragioni complessive della comunità”. 

A monte di queste considerazioni, si dovrebbe anche valutare secondo il movimento civico l’effettiva affidabilità della società proponente: “Ci chiediamo se la società Sorgenia Bio Power SrL abbia mai realizzato altri impianti di questo tipo? Dove? Quando? A noi risulta che questa società, costituita solo il 20/03/2018, risulta avere come “stato attività”: “impresa inattiva”. Non solo. Ci chiediamo come possa, una società come Sorgenia Bio Power SrL con soli 10 mila euro di capitale deliberato e versato, proporre la costruzione di un impianto on un investimento che si aggira intorno i 14 milioni di euro.

Inoltre, ci chiediamo quali garanzie possa dare una società con un capitale sociale cosi misero rispetto ai pericoli di inquinamento causati da possibili incidenti dell’impianto (rotture, incendi, sversamenti)”, nota Cc, la cui risoluzione è, dunque, negativa: si tratta di “un progetto nato male, antieconomico per la collettività. Civile non dice solo no. Propone soluzioni alternative. La problematica dello smaltimento della sansa è un problema reale che riguarda quasi tutte le città della nostra regione. Pertanto la soluzione va ricercata in collaborazione con le altre città. Un sindaco sveglio e capace non subisce l’iniziativa privata, ma l’anticipa nell’interesse globale della città. Il sindaco deve svegliarsi – esorta il movimento -. Deve interagire con gli altri sindaci, coalizzarsi con alcuni comuni con le medesime esigenze. Promuovere la costruzione di un impianto per lo smaltimento della sansa al servizio dei comuni aderenti. Individuare il sito di costruzione in prossimità del comune a maggior presenza di frantoio e aziende olivicole. Prevedere strumenti di ‘risarcimento’ per quelle comunità che accettano l’insediamento sul proprio territorio a vantaggio di altri. Terlizzi non può diventare il luogo di sversamento della sansa della Puglia! Senza alcun ristoro per la comunità ma ad esclusivo vantaggio economico di pochi”.

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