Vitagliano: “io dico a voi di resistere perchè la vittoria è solo rinviata”
Comizio di ringraziamento di Pasquale Vitagliano
Dal palco in piazza nel comizio di ringraziamento al suo elettorato, Pasquale Vitagliano analizza la sua sconfitta e attacca chi, a suo dire, ha bloccato la corsa della sua macchina elettorale, “una macchina fatta di una particolare sostanza, la sostanza dei sogni”.
Tra questi gli accordi il tacito accordo tra di Tria e Bonaduce e anche la questione delle plance e della sede elettorale attaccata da scritte spray inneggianti a lui riportata dalla nostra testata la mattina della domenica delle elezioni,”hanno detto che abbiamo violato la sede del PD, c’è uno spray e un messaggino, un adesivo, voglio bene a Pasquale Vitagliano, una sproporzione tra l’accaduto e il fatto, hanno violato le plance, con i cuori, non è venuto il sospetto che ci fosse una regia dietro tutto questo? Per trasformare una campagna elettorale aggressiva e violenta in un atteggiamento stalinista di vittimismo”.
L’attacco è poi passato anche al segretario del PD e all’elettorato di destra, colpevoli con il beneplacito di un voto fatto “a naso tappato”, di aver fatto entrare in consiglio comunale “due persone che per i fatti di Fitto stanno subendo un processo per violenza privata, per lesioni e per resistenza a pubblico ufficiale con la contestazione dell’associazione perchè era presente Caruso.
Quelli che si sono tappati il naso votando di Tria, quelli di destra, se così si possono chiamare, hanno portato in consiglio comunale due persone così, fino a prova contraria. È come se avessero votato in parlamento in no-global; il segretario del PD ha detto, e gli ha fatto eco quella gogna mediatica che è terlizzilive e gli hanno fatto eco pure nei blog, che non avrei dato la mano a di Tria: io pubblicamente ho fatto gli auguri a di Tria però la regola è che chi vince da la mano a chi perde, e io sono andato a dare la mano a Vito Bonaduce”. L’attacco non è mancato neanche all’indirizzo del Sindaco che per la sua proclamazione ha atteso la comunicazione scritta dall’Ufficio Elettorale Centrale invece che una cerimonia ufficiale, e anche alla classe politica che si è insediata nell’analisi dei voti ricevuti dalla propria coalizione, all’ultimo sostenuta anche da Alleanza per Terlizzi e il Melograno, dai Socialisti e dalle liste che appoggiavano Raffaele Cipriani così come da persone uscite da partiti di sinistra e che in campagna elettorale hanno portato testimonianze in favore di Vitagliano e la cui cosa ha inasprito il dibattito per il ballottaggio: “per avere la misura di quello che è accaduto dovete contare per cento. Di Tria è in minoranza: su 100erosne l’hanno votato 49, hanno votato per Vitagliano 46 persone, ne mancano 5 per arrivare a 100, e voi pensate che su 100persone non ci siano 5persone che votano per interesse, per opportunismo? Se voi guardate il partito democratico, lui rappresenta due persone, un partito fatto di due consiglieri, uno che rappresenta Scianatico e uno che rappresenta la camera del lavoro, una commistione di lavoro e capitale che neanche Mussolini era riuscito a combinare”.
Con l’eventuale vittoria di Vitagliano, dati alla mano, il consiglio comunale si sarebbe rinnovato del 65 %, ed è questo il dato che ha provocato la reazione di un sistema clientelare teso ad evitare che si compisse “questa rivoluzione”: “ho letto su Il Confronto <<le lobby che ci sono dietro Vitagliano>>, voi pensate che le persone che io ho nominato rappresentano una lobby? E se questa è una lobby, i consiglieri che sono entrati con Vincenzo di Tria, cosa costituirebbero? Una banda, altro che <<l’armata Brancaleone>>, lui esordisce, questo è il pensiero che ha di più di 6000persone, io ho grande rispetto delle persone che hanno votato Vincenzo di Tria, tanto rispetto che non abbiamo utilizzato i metodi che hanno utilizzato loro di aggressione.
Noi sui palchi avremmo potuto parlare di voto di scambio, di buoni di benzina; in alcuni cantieri, spero che ci siano le testimonianze, hanno fotocopiato il numero della tessere elettorale, di queste cose ne parliamo adesso e ne parleremo in consiglio comunale, perchè la cosa peggiore che vi potevate augurare è che entrassimo in consiglio comunale da opposizione; hanno assunto 15persone in una cooperativa di non so quale paese, che si chiama <<tre fiammelle>>, ponti d’oro al lavoro che viene fatto, ma qui si fa solo questo? E lo si fa per i propri parenti, per i propri amici, nelle altre realtà la risposta ai bisogni familiari è il traino dello sviluppo della città, qui è l’obiettivo principale, impiegano quotidianamente il loro tempo per sistemare i posti dei propri familiari, delle persone del proprio gruppo, e lo vediamo in consiglio comunale”.
Un sistema formato anche dalla lista La Ginestra, a sostegno del candidato Bonaduce, “una corte dei miracoli”: “voi le conoscete gran parte delle persone de La Ginestra? Mi verrebbe una battuta, molti, uno sì e uno no, noti all’ufficio, si potrebbe dire, una cosa è certa, e l’avevo detto con grande sincerità, avevo riconosciuto una vittoria morale al dott. Bonaduce, la vittoria morale è stata stracciata perchè il sottopasso si farà, anzi è stato già fatto, è quello che è servito a far passare 500voti dalla destra alla sinistra che poi con una bella bretella saranno tutti uniti perchè fanno parte dello stesso blocco sociale storico, quello degli apparati e dei notabili, che non sopportano che i figli dei falegnami riescano a conquistarsi un posto nella città e a dire <<noi ci siamo, noi contiamo>>.
Spesso mi chiedo se abbiamo fatto bene o no a non fare l’apparentamento, se penso agli amici di Alleanza per Terlizzi penso che abbiamo fatto male, se penso a La Ginestra penso abbiamo fatto bene: se avessimo vinto Michele de Chirico non sarebbe entrato con 400 voti, però se uno dei principali supporter del dott. Bonaduce è lo zio di questo consigliere, voi veramente pensate che potevano votare voi? Allora do un consiglio al dott. Bonaduce, di sedersi al banco del PSDI, perchè lui dice di essere comunista, lui invece in questo modo, subendo un processo di auto-asserimento, involontariamente è un socialdemocratico: ricordo un episodio storico, nell’89 il PCI non candidò più, per scelta del segretario Paolo Chiapperini, due persone tra cui Tanino Malerba perchè erano un po’ birichine, queste persone si candidarono nel PSDI ed entrò in consiglio comunale il 2° consigliere comunale nella persone di Michele de Chirico, la bretella storica di Terlizzi è questa, per uno scranno altro che batti dieci, un bel sovrappasso e i voti vanno da destra a sinistra o da sinistra a destra basta che gli apparati e i notabili non vengano toccati ed eresia se un pazzo organizza una coalizione che poi fa riferimento alla fine al popolo della libertà che due ceffoni gliel’ha suonati in tutta Italia”.
Chiusura del comizio per il ruolo che lui insieme agli eletti della sua coalizione, faranno in consiglio comunale dai banchi di opposizione, “colpo su colpo daremo un’opposizione corretta, leale, se ci saranno atti a sostegno della città, noi, con la responsabilità che ci contraddistingue, questi atti li sosterremo, ma non passeranno i loro interessi, il mio scranno è nell’ufficio tecnico, a cominciare dalla verifica di un fatto che può essere legittimo ma che qualche curiosità me la fa venire: che dove vedo progetti vedo sempre uno studio tecnico vicino ad un consigliere comunale tecnico e tra questi c’è anche, faccio la premessa del garantismo, una persona che è stata condannata in primo grado, e mi auguro che venga assolta, per interessi privati e falso ideologico, però io ho sofferto perchè mi hanno detto che imbrattavo i muri e loro non hanno imbarazzo con una condanna di primo grado a farsi vedere continuamente nei progetti.
Il nostro programma lo perseguiremo anche all’opposizione, incalzeremo su argomenti che sono di sinistra, il bilancio sociale, il difensore civico, lo statuto; se la consulta non viene convocata e rinnovata a Vito de Leo, che gli voglio bene, gli staccò il becco, lo dico con simpatia, perchè non è possibile che continuamente lamenti che la consulta non viene attivata e non succede niente”.
Precisazioni anche su uno dei punti di forti che ha caratterizzato la campagna elettorale di Di Tria nel rivolgersi al suo avversario, il famoso “batti dieci”, analizzando anche la storia del periodico cittadino Il Confronto: “Questo è soltanto l’inizio, noi abbiamo messo un mattone a questa grande costruzione, e va messa una parola fine sulla questione delle appartenenze, perchè questa casa non sarà solo la casa dei terlizzesi ma di una nuova civiltà politica a Terlizzi.
Il Confronto, quello che secondo gli schemi generali è un giornale di sinistra, ed è fatto bene, da una brava giornalista, Maria Teresa de Scisciolo, però se lo sfogliate non trovate braccianti, precari, voi trovate santini come questo (indicando la figura dell’on. Gero Grassi), è dall’87 che questo giornale è stato fondato e non è che prima era di sinistra, dall’87 ne abbiamo visti di santini qui, Leccisi, o leccesi, Sorice, Pisicchio, Binetti, Fusillo, i bisogni della città di Terlizzi non c’erano e non ci sono in un giornale pur fatto bene.
Io voglio dire solo una cosa, ho fatto moltissime capriole politiche, ma con un solo scopo: evitarvi! Bisogna fare grandi capriole per evitarvi! Se questo è un giornale di sinistra io sono di destra, i miei valori, che restano i valori di quando avevo vent’anni, sono di destra”.
Così un ultimo messaggio ai suoi elettori in previsione delle prossime elezioni: “l’invito è a non dissipare questo patrimonio, bisogna farne tesoro, è soltanto l’inizio della nostra grande battaglia, per quanto mi riguarda, dedico questa grande avventura a mio padre, che è una persona di destra ma che mi ha dato due grandi valori, l’educazione e la libertà, ma io dico a voi di resistere perchè la vittoria è solo rinviata”.
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