Vitagliano: “di Tria in questa città già oggi è minoranza”
Il candidato del centro-destra all’attacco nel comizio in vista del ballottaggio del 27 e 28 aprile
In occasione del ballottaggio si sono scontrate le due proposte per il 27 e il 28 aprile, a salire sul palco è toccato prima a Pasquale Vitagliano, con la stessa coalizione con la quale si è affacciato al voto del 13 e 14 aprile, senza apparentamenti dell’ultimo ora.
A cominciare il suo discorso una parentesi sulla musica che ha accompagnato i loro comizi, il tema de I pirati dei Caraibi: “come vedete questo è un veliero, la musica che ci ha accompagnato è la musica dei pirati dei caraibi, e non è neanche questa musica scelta a caso, questo è un veliero di libertà dove al centro c’è l’essere di Terlizzi ed essere cittadini, le appartenenze politiche vengono fuse in questa comune appartenenza alla comunità, alla città.
Noi un primo risultato l’abbiamo ottenuto, già per questo sono contento politicamente, una cosa è certa: di Tria in questa città già oggi è minoranza.
Il merito è degli elettori e degli uomini che hanno costruito e alimentato questa colazione, una coalizione fatta di 4 pilastri: l’U.D.C. che ha portato la tradizione del cattolicesimo democratico, che ha la bara sempre ferma e non accetta i marosi del governare facile, Forza Terlizzi che ha scelto di cambiare nome per supportare questo progetto, la DC che si ripresenta con un simbolo che ha costruito questa città e si presenta come simbolo di libertà e il quarto pilastro di Città Civile, che canterà il giorno della vittoria di Terlizzi”.
Nel suo intervento riconosce la forza degli altri candidati alla carica di sindaco che hanno contribuito a realizzare questo risultato: “la vittoria morale di questo dato storico è del candidato sindaco Vito Bonaduce e della sua coalizione, del suo popolo, ma ci sono anche i popoli degli altri candidati sindaci, popoli feriti da questa cultura dell’odio e della divisione che hanno coltivato in questi giorni; noi daremo cittadinanza a questi popoli, quelli di Antonelli, di Cipriani, di D’Amato”.
L’apertura alle questioni importanti non avviene però prima di sottolineare ancora l’aggressione subita da Vitagliano in questa campagna elettorale a partire dal manifesto che presentava le sue varie appartenenze politiche: “hanno messo in gioco le nostre biografie, io dico soltanto una cosa, che lui se non fosse stato un ingegnere non avrebbe mai fatto politica. Nel ‘90 sono partito per andare a Milano, sono tornato nel ‘93, lui dov’era, cosa faceva? Nel ‘93 ho attaccato i manifesti per una persona che considero il mio padre spirituale, Pietro Fusaro, forse lui (di Tria, ndr) cominciava a pensare che gli poteva essere utile la politica, nel ‘96 sono ripartito, sono ritornato a Terlizzi nel 2000, lui dov’era? cosa faceva?”
La prima questione da risolvere è quella della 167, definito dallo stesso risolto con manifesti diffusi da “monatti”: “un ingegnere non può governare questa città perchè è in conflitto permanente di interesse, e chi è in permanente conflitto d’interesse non può risolvere i problemi della 167, non può risolvere il problema della casa. Domandatevi perchè si costruisce a macchia di leopardo e ogni tanto qualche cantiere si interrompe. A Terlizzi la casa è arrivata a quasi 3000euro a metro quadro, noi in questa città stiamo solo favorendo le rendite patrimoniali e di quelli che godono dal fatto che questa città sia ferma, così qualcuno che ha una rendita può riuscirci a guadagnare qualcosa.
Noi questo circuito vizioso lo dobbiamo spezzare, e non voglio ritornare su quello che è accaduto il giorno prima il silenzio elettorale, quando hanno dato per conclusa la questione della 167: ci sono due persone, Z.Z. che come i monatti della colonna infame sono andati per la 167 ad ungere, a dire attenzione agli untori, perchè noi il problema della 167 l’abbiamo risolto. Te lo sarai risolto per te, per il tuo amico, per l’amico del tuo amico. Non si può pensare di risolvere una questione soltanto con una parte minoritaria di tutti i soggetti coinvolti, verrebbe il sospetto che queste parti vogliano costituirsi una posizione di favore al momento della vera risoluzione, e la vera risoluzione avverrà con la nostra amministrazione con la responsabilità giuridico-amministrativa di tutte le parti. Noi vinceremo ma se perdiamo non ci strapperemo le vesti perchè fare opposizione è una cosa nobile, mi viene il dubbio che siate così agitati, quali affari pensate di completare?”.
I primi 3 consigli comunali saranno tematici e fatti in altrettanti luoghi simbolo di Terlizzi: “il primo consiglio comunale della nostra amministrazione sarà tematico e lo svolgeremo non nel Palazzo di Città, che diventerà la Casa di tutti i cittadini, ma lo svolgeremo proprio per affrontare questi problemi nel Palazzetto dello Sport.
Su Scianatico faremo il 2° consiglio comunale, lo faremo nel mercato dei fiori, i primi atti amministrativi, lo dico, è un impegno che prendo solennemente anche nei confronti di Vito (Bonaduce), farò fare un’indagine epidemiologica sulle emissioni, non abbiamo alcuna cultura punitiva nei confronti di Scianatico.
Un terzo consiglio comunale monotematico lo faremo sullo sviluppo economico e lo faremo sull’utilizzo del nuovo Mercato dei Fiori e lo andremo a fare nel nuovo Mercato dei Fiori”.
Prima di concludere però torna all’attacco sulla figura dell’avversario: “a proposito di Vincenzo, quando faceva parte del comitato contro Scianatico bloccò un’iniziativa di un nostro amico, Francesco Fiore, lui disse organizziamo un convegno tematico su Scianatico e fu bloccato perchè gli dissero "Scianatico se ne deve andare"; lui ha rappresentato l’amministrazione di Scianatico, questa è la verità, e lo dico con grande rispetto per chi fa intrapresa economica, ci sono tanti lavoratori, quello che conta è che rispetti la legge.
Ha avuto ragione un importante politico terlizzese, il sindaco di Terlizzi è profondamente tormentato tra ciò che vuole essere e ciò che è. L’esperienza di Scianatico lo dimostra e lo dimostra anche l’appartenenza al comitato per lo sviluppo economico, quando amministrava Amendolagine, si mise di traverso per dire che sulle tariffe e sui coefficienti ICI non si passava, e quando è andato ad amministrare ha fatto quello che contestava ad Amendolagine.
Hanno strumentalizzato il mio riferimento ad anni bui di questa città, noi siamo una coalizione garantista, rispetto a quella esperienza ho solo detto che noi c’eravamo a difendere la dignità di Terlizzi, lui non c’era.
Noi siamo gli unici che possiamo togliere quel marchio perché sappiamo chi ha fatto carriera politica strumentalizzando questo episodio.
È arrivato a paragonare gli amici di Forza Terlizzi con lo stalliere di Berlusconi, e se si cita Falcone, la storia bisogna ricordarsela bene: Falcone quando fu ucciso non stava a Palermo, all’antimafia, stava a Roma, al ministero, alla direzione affari generali, chiamato da Martelli, ministro della giustizia.
Allora, lo dico anche facendo autocritica, l’antimafia chiamò traditore Falcone, perchè disse <<hai abbandonato la lotta, te ne sei andato nelle stanze del potere>>, poi Falcone è morto ed è diventato un santo, un martire, e me lo ha scaricato come una croce in questa mia laica via crucis. Io dico solo una cosa, con grande rispetto, sulla mia lettera di assunzione c’è una firma a timbro, quella firma è di Falcone, e io, da chi si ricorda l’impegno civico quando sorge il sole del proprio avvenire, lezioni non ne accetto”.
La conclusione con un messaggio lanciato in vista del 27 e 28 aprile: “voi dovete scegliere domenica tra Davide, che siamo noi, e Golia, voi dovete scegliere tra la città del sopruso e la città della libertà, voi dovete scegliere tra la città del privilegio e la città dei diritti, voi dovete scegliere tra la città del potere e la città del sole”.
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