Niente di nuovo sul fronte ballottaggio

Nico Andriani

Esclusi apparentamenti, nel frattempo alla nostra intervista Michele D’Amato (Il melograno): “la nostra una protesta democratica”

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Il tema del ballottaggio è stato il banco di prova e di dialogo per una settimana intera fra le varie forze politiche di entrambi gli schieramenti, ciò a cui si guardava in maniera principale era però la coalizione di centro-destra composta da Città Civile, U.D.C., Forza Terlizzi e DC a sostegno del candidato Vitagliano, dove aritmeticamente il 22% raccolto da Bonaduce e dal suo schieramento come valore aggiunto avrebbe potuto fin dall’inizio garantire la vittoria.
Ieri alle 14 scadevano tutte le comunicazioni ufficiali in tal senso, comunicazioni che non sono pervenute e che così hanno lasciato invariato lo scenario politico terlizzese al voto, almeno ufficialmente.
Perchè c’è da considerare comunque la provenienza politica e l’appartenenza dei singoli elettori al Partito Comunista, a quello Socialista, come all’UDC, alla vecchia Alleanza Nazionale e a Forza Italia che si sono presentate divise al voto sui candidati da appoggiare e non unite nel Popolo della Libertà e che così si troverebbero tutte in un unica coalizione, molti gli inviti al dialogo pronunciati dal palco oltre tutti i vari dissidi pre-campagna elettorale fino alla campagna vera e propria che hanno caratterizzato entrambi gli schieramenti; così ieri sera nei comizi dei due contendenti, mentre Vitagliano si faceva garante e ambasciatore dei voti di protesta incanalati da tutte le altre liste, da Cipriani fino a Bonaduce, passando per Antonelli e d’Amato, unite dall’opposizione a di Tria incarnate nella sua proposta, quest’ultimo invece ha lodato, oltre lo scontro politico, la coerenza del candidato di Alleanza per Terlizzi che non è sceso a patti: "alla disinvoltura del candidato che si confronta con me c’è la coerenza dell’altro avversario, del dr. Bonaduce, che non si è apparentato, non ha cambiato volto e penso che la politica sia anche questo, coerenza, venire sul palco, dire come la si pensa e andare dritti per la propria strada, non si può girare le spalle agli stessi cittadini con i quali si è parlato, perché ci sono stati anche battibecchi, così come questo rincorrere inutilmente i partiti della destra e le liste civiche che appoggiano Bonaduce, se si è convinti dei propri valori, delle proprie idee si va dritti come i fusi".
I dubbi e tutti i relativi calcoli su quelle che così si saranno rivelate solo strategie o veri e propri accordi saranno perciò definitivamente sciolti solo allo scrutinio. L’unico dato certo è il dato di partenza dei contendenti: di Tria al 40 %, Vitagliano al 27.
Infine, nel continuare le nostre interviste ai candidati Sindaci esclusi dal ballottaggio abbiamo intervistato anche il candidato della lista Il Melograno Michele d’Amato (in foto a lato):
Come considera l’esito del voto sia dal punto di vista personale e della sua lista e nello scenario complessivo terlizzese?
Il Melograno nasce come lista civica di protesta pertanto non avevamo scopi particolari se non questo: togliere consensi alla politica, ritenendo questo atteggiamento una protesta democratica.
Si aspettava qualcosa di più dai terlizzesi?
Avremmo gradito che i terlizzesi “avessero usato” il diritto al voto con più responsabilità e con atteggiamento meno servile nei confronti dei partiti che hanno male operato per il paese.
Qual è la sua posizione sul ballottaggio?
No Comment.
A livello nazionale c’è stato uno stravolgimento del panorama del parlamento ialiano, come considera la scomparsa di componenti storiche dello scenario politico nazionale come il partito socialista o la nenonata sinistra arcobaleno e allo stesso tempo il potere sempre più forte del bipolarismo e della Lega?
Gli italiani responsabilmente hanno bocciato chi ha provocato una paralisi soprattutto economica del nostron paese, coloro che hanno solo detto “no”.
Lei si è legato molto alla figura di Grillo, lei come considera la sua posizione a Terlizzi affiancandosi all’esempio di Grillo? Crede sia possibile davvero una politica fuori dai partiti che però abbia grande rappresentanza e rappresentatività nelle amministrazione come in Parlamento?
Tengo a chiarire che Grillo per noi è sinonimo di protesta alle prepotenze della politica, altro non è da noi condiviso.

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