Vitagliano: “Vogliamo una città unita, dove tutti sono cittadini, dove il Sindaco è il Sindaco di tutti i cittadini”

Nico Andriani

Intervista al candidato Sindaco al ballottaggio Pasquale Vitagliano

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Continuiamo con l’intervista allo sfidante al ballottaggio, Pasquale Vitagliano, che parte dal 27 % dei consensi:

Qual è il suo giudizio sul risultato ottenuto al voto del 13 e del 14 aprile?
Il giudizio è positivo, abbiamo ottenuto il risultato elettorale che ci aspettavamo e che marca, con circa 24 punti in meno per la coalizione di centro-sinistra, una cocente bocciatura per questa esperienza amministrativa.
Al primo turno certo non potevamo pretendere la vittoria immediata, come invece si illudeva la coalizione di centro-sinistra quindi per noi l’obiettivo è stato raggiunto, magari con rammarico perché se avessimo avuto anche Alleanza per Terlizzi e il sostegno di Vito Bonaduce, che in una parte iniziale del percorso di città civile è stato anche presente, avremmo vinto.
Ci rimettiamo in cammino per cercare di riconfermare e ampliare il consenso ottenuto.
L’ago della bilancia si prefigura Bonaduce, crede ci siano margini per convergere in un unico gruppo in vista del ballottaggio?
Abbiamo avuto un’impostazione parzialmente diversa, nel senso che la nostra campagna elettorale è stata una campagna elettorale di grande contrapposizione a di Tria ma di ragionamento, ci siamo contrapposti su questioni programmatiche, abbiamo parlato al cuore e al cervello; Vito, anche per la sua formazione meno politica, ha saputo, e questo gli va riconosciuto, raccogliere un grande voto di protesta, peraltro aggiungo anche trasversale, ci sono anche voti di sinistra che sono andati a Bonaduce, ora bisogna avere la capacità, e spero che lui ne colga la necessità politica e storica, di unire il voto di protesta che lui ha saputo incanalare con una proposta di governo alternativo a questa città.
Penso ci siano margini perché una sensazione molto forte che ho percepito anche da parte dei candidati consiglieri per di Tria, è che c’è una forte delusione nei confronti del Sindaco uscente, perfino eccessiva, lui fa da capro espiatorio, ma è un dato di fatto perché ha convogliato tutta la delusione rispetto a questi 5 anni di amministrazione anche oltre le sue responsabilità individuali.
Previsioni sul ballottaggio?
Nei numeri, nelle aspettative e nelle speranze dei cittadini, la partita è aperta se non addirittura a favore nostro, ovviamente noi siamo Davide mentre Golia è questo centro-sinistra, loro hanno capacità organizzativa e peso elettorale di grande rilievo, anche una certa offensività.
A tal proposito vorrei sottolineare che personalmente ho cercato di fare una campagna elettorale e voglio continuare a farla sui programmi, senza offendere e aggredire, se ho alzato i toni è per risposta. Sono stato invece bersaglio di un’aggressione personale; nella politica ci sta pure, ho ricevuto messaggini intimidatori, una lettera anonima è girata per la città, un manifesto ad personam, ma possiamo ridurre la politica a questo? Peraltro non ho mai avuto ruoli di potere, quella aggressività se la meritano grandi uomini di potere che hanno anche amministrato, ed io dovevo dare conto di quello che facevo a vent’anni? E non dico il fatto che, ma questo è a chiudere, uno può anche cambiare idea: c’è chi per difendere le proprie idee cambia partito, e c’è chi per difendere il proprio partito, cambia idea.
Questo è ciò che mi ha ferito da parte di persone che conosco, io vivo in questa città e mi interessa solo chi ho di fronte, non di che partito fa parte, e spero in questi giorni di non essere “tirato per la giacchetta”.
Come sarà condotta la campagna elettorale in queste settimane?
Continueremo facendo una campagna politica porta a porta, con la convinzione che se stabilisco un contatto diretto con i cittadini e non filtrato da pregiudizi per sentito dire, cito una battuta: “chi mi conosce non può non votarmi”, spero anche di tornare alla 167 dove c’è stata l’operazione proditoria di dare per risolto l’ultimo giorno di campagna elettorale ciò che non sono stati capaci di risolvere in cinque anni e che non possono risolvere per un conflitto d’interessi. Voglio dire ai cittadini non fidatevi di chi non sa distinguere un attimo amministrativo, che è vincolante, da una dichiarazione d’intenti, peraltro diffusa da un gruppo di abitanti che mi da un po’ di monatti, cose che anche vent’anni fa non ammettevo.
Non si può prescindere dal dato nazionale anche a Terlizzi, con l’UDC che si è confermato il terzo partito a Terlizzi con l’11,58 % dopo Alleanza per Terlizzi (all’11,76 %) ma che a livello nazionale non fa parte della maggioranza e non ha intenzione di dare fiducia al Governo Berlusconi, non crede che in una grande coalizione con queste componenti a Terlizzi questo possa creare problemi a livello amministrativo?
Il dato locale conferma quello nazionale, in Italia, credo nel bene e nel male, è avvenuto un evento storico: c’è stata una forte semplificazione politica che può porre le basi per sistemare la nazione. Il fatto che ci sia a tutti gli effetti una Destra democratica che si rifà al PPE e un centro-sinistra senza gli estremi avvicina gli stessi due partiti. Il dato negativo è che da una parte le forze di sinistra hanno purtroppo dimostrato che sono incapaci di fare la forbice tra principi programmati e azione amministrativa, la sinistra si è dimostrata immatura di governare ed è anche un fatto negativo perché lascia un vuoto, e dall’altra è che io ho stesso ho avuto difficoltà nel definire il centro-sinistra; mentre nel centro-destra c’è un’identificazione, il richiamo al PPE, a sinistra non si può dire la stessa cosa: il partito socialista è scomparso e in Europa l’unica sinistra legittima è il PSE: il PD è un prodotto Berlusconiano tutto sommato. Questo non è affatto positivo e lo si è scontato anche a Terlizzi, dove checché ne dicono i militanti anche in buonafede del centro-sinistra la realtà è che il centro-sinistra ha fallito e ha fallito sul proprio terreno: l’amministrazione non è stata partecipata, aperta, sensibile ai problemi sociali, basta parlare con la Caritas o chi si occupa di problematiche sociali per averne un’idea.
Il bilancio sociale se ne è discusso ma non è stato fatto; il centro-desta è obiettivamente più programmatico e ha una forbice molto più ridotta: è venuto ad inaugurare la sede della Democrazia Cristiana il Sindaco di Fasano che è di Forza Italia e sperimenta da due anni il bilancio sociale; ora l’impostazione della nostra coalizione è di tipo riformista, a me interessa il bilancio sociale chiunque lo faccia, l’impostazione della nostra coalizione alla Sarkozy, se posso azzardare il paragone, è che per noi è importante quello che si fa, la centralità ce l’ha il programma, con chiunque lo voglia e mi permetta di farlo. Tutto il resto è ridurre politica a tifoseria.
A sinistra ci sono persone di cultura e di grande valore che sono state emarginate, e io a destra non solo ho ragionato ma ho anche lavorato, abbiamo fatto iniziative comuni, su questo terreno voglio esser giudicato e lancio la sfida.
Un ultimo messaggio da lanciare agli elettori in vista del ballottaggio.
Noi vogliamo una città non più divisa tra amici e nemici, tra privilegiati e sudditi, vogliamo una città unita, dove tutti sono cittadini, dove il Sindaco è il Sindaco di tutti i cittadini, anche di quelli che non l’hanno votato; questo è il nostro obiettivo e speriamo di essere giudicati per le facce che abbiamo, per quello che abbiamo fatto senza chiedere aiuto a nessuno e per i programmi che abbiamo presentato.

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