La terza repubblica

Chiara Magrone

Analisi sul voto a destra e sinistra

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Credo che sia impossibile non percepire i risultati elettorali come una svolta epocale.
Con tutto quel che ciò comporta: timori, incertezze e in qualche caso sgomento.
C’è molto su cui riflettere. E’ necessario tuttavia partire da una riflessione seria e profonda sulla società, sui nessi e sui meccanismi.
Ciò che è evidente è che Berlusconi ha vinto. Ma, e questo è meno evidente, la sua vera vittoria non sta nell’aver ottenuto la maggioranza. Non è solo in quel 47% di preferenze in una regione che ha eletto come proprio Presidente un comunista omosessuale, non è solo nella sconfitta di comunisti e socialisti, non è solo nelle percentuali esorbitanti della Lega Nord.
La vera vittoria di Berlusconi si cela nella perfetta riuscita di una operazione di marketing, di una campagna elettorale perpetua. E’ in tutto ciò che c’è dietro il risultato elettorale. E’ in circa vent’anni di persuasione e distrazione. Persuasione che non ha coinvolto solo gli indecisi e le fasce più deboli e meno alfabetizzate della popolazione, ma anche i lavoratori tradizionalmente legati al mondo dei sindacati. Distrazione che non ha solo allontanato dal dibattito politico i più giovani, offrendo loro alternative di divertentismo, ma ha trascinato lontano dalla realtà anche le forze di Sinistra, che abbandonano le proprie armi per parlare il suo stesso linguaggio, che pare più accattivante e convincente.
Ed in questo sta la vera sconfitta della sinistra. Nel non aver saputo intercettare il bisogno reale della società, nell’aver trascurato di analizzarne i cambiamenti, nell’essere rimasta un passo indietro.
Venendo a mancare quella politica alta e altra, facile presa ha una propaganda politica che punta sui bisogni più bassi dell’animo umano: sulla paura (del diverso, dell’altro, della povertà) e sugli appetiti del singolo individuo, non più membro di una comunità che lavora per il bene comune, ma animale allontanato dal branco che ragiona in vista dell’immediata sopravvivenza.
E’ questo il significato della frase dell’invito alla giovane ragazza precaria a sposare suo figlio.
E’ una filosofia di vita.
E ciò che più deve allarmare è la scomparsa dal Parlamento di quel partito che per anni ha lottato per il bene comune e che ha insito nel suo stesso DNA il concetto, il senso profondo di comunità.
Deve preoccupare questo vuoto, perché è un pericolo per la pluralità e per la democrazia.
Soprattutto ora che ad avere rappresentanza in Parlamento c’è chi da molti anni chiede la secessione e chi impone il pizzo ai commercianti siciliani nelle persone di un ministro che ha passato una legislatura a disinfettare i treni che avevano ospitato gli emigranti e di un Presidente della
Regione che ha festeggiato pubblicamente la propria condanna a 5 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa.
Ma occhi abituati allo scandalo, occhi che rincorrono il mito del lusso in uno yatch ormeggiato a Portocervo, occhi persi nel caravan serraglio di show televisivi nazional popolari…quanto lontano possono guardare?

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