Il liceo “Sylos” si distingue al festival di musica e filosofia
L’elaborato del liceo classico terlizzese tra i migliori alla convention barese
“Facere docet philosophia, non dicere”(La filosofia insegna a fare, non a parlare). Questo è quanto sostiene Seneca nella sua opera più compiutamente speculativa, l’opera da esiliato dal potere in età neroniana,le “Lettere a Lucilio”. Quindi non deve sorprendere il tentativo, compiuto dal CEDAM(Cultura Educazione Didattica Artistica e Musicale) e dal SIMC(Società Italiana Musica Contemporanea), in collaborazione con l’Associazione M.ar.E, di coniugare due aspetti così apparentemente remoti come la musica, più propriamente pratica, e la filosofia, prevalentemente teorica. Questo luogo comune viene sfatato proprio in occasione del concorso “Le misure del tempo”, culminato nella prima edizione del “Festival di musica e filosofia”, patrocinato dalla regione Puglia e organizzato con la complicità della Cittadella Mediterranea della Scienza di Bari, che ha offerto una degna sede a tale evento. L’iniziativa è nata e cresciuta come fruibile all’interno della comunità scolastica e ha invitato istituti di tutta la regione a presentare un elaborato che trattasse in maniera adeguata i temi protagonisti di tale avvenimento, ossia pensare e comporre la musica oggi, la musica e il tempo / la musica nel tempo. A raccogliere questo invito, tra i tanti istituti, è stato anche il liceo classico “Carmine Sylos” di Terlizzi, che ha presentato nello specifico un brano musicale composto da suoi due alunni, Giuseppe Dello Russo e Giuseppe Guastamacchia, rispondente a canoni filosofici che rimandano al filosofo e scrittore Jorge Luis Borges. Avvalendosi della supervisione del docente di storia e filosofia Alberto Altamura, i due alunni hanno ben evidenziato le analogie e dipendenze del loro brano rispetto al pensiero del filosofo argentino in Storia dell’eternità, a tal punto da meritare l’attenzione dei responsabili dell’iniziativa barese e rendersi protagonisti dell’evento svoltosi il 12 Aprile alla Cittadella. Insieme al liceo classico “Q. Ennio” di Gallipoli, una piccola rappresentanza dell’istituto terlizzese ha partecipato con entusiasmo alla giornata organizzata in loro onore. Il festival ha permesso ad alunni e docenti di confrontarsi, riguardo al tema musica e filosofia, con accreditati studiosi del settore, provenienti da università quali quelle di Udine, Modena, Roma e la stessa Bari. Approcci problematici sono stati affrontati riguardo ai temi: “Musica e narrazione”(Prof. Bertinetto),”Approccio fenomenologico al tempo musicale”(Prof. Mazzoni), “Il problema del presente”(Prof. Longo), “Costruire il tempo”(M° Putignano). Ai partecipanti è stato poi offerto un raffinatissimo Spazio Ascolto, a cura degli allievi del Corso di Composizione ad indirizzo tecnologico del Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari. A farla da padrone, in questo spazio, sono stati gli strumenti musicali, in particolare l’eleganza del piano e del violoncello, l’irruenza del violino e della chitarra elettrica, sapientemente accostati in composizioni musicali ad opera di musicisti contemporanei. Gli alunni hanno poi potuto toccare con mano ciò che sta alla base della composizione di un pezzo, specie elettronico, partecipando al Laboratorio di Informatica Musicale, guidati dal dott. Giovanni Costantini. Subito dopo vi è stata, finalmente, la presentazione dei lavori selezionati, in cui i due alunni terlizzesi hanno potuto, oltre che esporre il contenuto del loro vincente elaborato, realizzare il brano musicale alla base di esso, “Lookin’ back”, con la collaborazione di altri due compagni, componenti, con loro, del gruppo hard rock Starzerid (in foto a lato), già protagonisti di diverse kermesse musicali a Terlizzi. Si è tenuta, in seguito, la Tavola Rotonda con conseguente dibattito, che ha visto i relatori della mattinata rispondere ai quesiti posti dai partecipanti, con l’intermediazione della prof.ssa Mariantonietta Lamanna, vera organizzatrice dell’intero evento, nonché presidente dello stesso CEDAM. A conclusione dell’intensa giornata, gli organizzatori hanno voluto, infine, sottoporre gli interessati ad un esperimento musicale, un concerto di musica acusmatica,a cura del M° Degrassi, in cui non c’è nulla da vedere, solo brani da ascoltare ad occhi chiusi, brani che si compongono con la tecniche di reiterazione del suono modificato elettronicamente.
Esperienze del genere sono di sicuro da difendere, poiché tentano di conciliare la realtà giovanile e pratiche scolastiche ritenute limitate a quel solo ambito. E così la ostica filosofia ben si concilia con il mondo della musica, Kant con i Pink Floyd.
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