Comizio della Sinistra Arcobaleno

Chiara Magrone

Interventi di Mimmo Paparella, Michele de Palma e l’on. Pietro Folena

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Sabato 5 Aprile, piazza Cavour si è vestita di colori per ospitare il pubblico comizio de la Sinistra l’Arcobaleno al quale sono intervenuti il consigliere uscente Mimmo Paparella, il candidato al consiglio comunale Michele de Palma e l’On . Pietro Folena (in foto a lato).
Nell’apertura, emozionata ma non per questo meno grintosa, affidata a Francesco Parisi membro del coordinamento della Sinistra Arcobaleno di Terlizzi, è stata disegnata una panoramica della situazione politica nazionale e regionale, sottolineando l’inadeguatezza delle destre alleate con la Lega Nord ad affrontare e risolvere la questione meridionale.Quali potranno essere le prospettive di sviluppo e futuro del Sud con questi presupposti? D’altra parte, ricorda Parisi, queste sono le destre che contestano l’operato di Vendola, mentre campeggia il nome di Totò Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia condannato a cinque anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, nelle liste dell’udc. Capolista.
Qui nella nostra Puglia, al contrario, si lavora con serietà ed impegno per consentire ai giovani che ogni anno emigrano per cercare lavoro, di tornare. E soprattutto di desiderare di tornare.
Le destre, specie nelle realtà locali, specchio, d’altra parte, di quelle nazionali, cavalcano l’onda del populismo e del qualunquismo. E del trasformismo, sottolinea Parisi.Superflua qualsiasi tipo di delucidazione a riguardo, considerata la diretta esperienza che i terlizzesi ne stanno facendo, da ultimo, in questa campana elettorale.In conclusione Parisi ritorna sulla politica locale. E lo fa, con stile, soffermandosi su un breve passo del De Brevitate Vitae di Seneca, citato durante un comizio dal candidato sindaco della destra terlizzese, “di quelle destre forti e violente che non si vedevano da tempo” commenta Parisi, Vito Bonaduce. Il passo recita: “Che ti importa del fango che calpesti sotto i tuoi piedi, se sopra il tuo capo il cielo è sereno e stellato.” Come Groucho Marx in Un giorno alle corse dinnanzi ai cavalli alla volata finale, Parisi commenta “Non ho mai visto volare tanto fango dall’ultima campagna elettorale.” E si rivolge a Bonaduce ricordando che “la politica non si fa infangando volontariamente, senza alcuna logica e senza alcun programma il lavoro che questa amministrazione ha fatto in 5 anni, mentre bisognerebbe ricordare che la precedente amministrazione comunale guidata dalla destra ha concluso il suo mandato con l’onta più grande, quella del commissariamento .”
Nel passaggio conclusivo del suo discorso, Parisi parla di partecipazione.
“La Sinistra Arcobaleno intende avviare un discorso politico circolare dedito alla partecipazione che attende però anche una reazione, come richiede una delle leggi base della fisica, quella della partecipazione dal basso. Un invito, questo, a quanti di dichiarano insoddisfatti e indecisi. Quanto al fango che spesso è schizzato dall’alto di questo palco, ebbene, il fango soffoca e uccide ed è questo l’intento della destra, quello di soffocare la passione politica dei giovani, per far sì che si disinteressino della cosa pubblica! Questo significa far politica per i propri interessi. La Sinistra Arcobaleno vuole far politica per il bene comune e perché l’uomo si senta animale sociale , partecipe del destino della propria comunità!”

Intervento lucido, schietto e forte è stato quello del consigliere comunale uscente, Mimmo Paparella, che in apertura riprende l’idea della collettività e parla di passione politica collettiva a proposito della sua esperienza nel consiglio comunale. Un’ esperienza nuova in una maggioranza in cui “per assurdo essere in maggioranza è più difficile”.
“La mediazione tra le parti- dice paparella- non è in genere molto stimolante per noi di sinistra, ma ci siamo riusciti. Chi media non è un corrotto. Questa era la nostra sfida e si può continuare a lavorare a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha alzato la mano ogni volta per votare e non ha mai abbassato la testa.”
Sono parole forti, che si illuminano di chiarezza nel momento in cui Paparella risponde alle insinuanti voci di corridoio sui motivi della sua mancata presenza in lista.
“Non ho appeso la giacca e la cravatta al chiodo, come qualcuno dice, perché non sono in lista. Non ho cambiato partito, non ho problemi di salute, non sono stato ‘trombato’, non mi sono fatto da parte. Ho fatto invece una scelta di parte che si chiama Sinistra Arcobaleno per la quale voglio continuare a lavorare offrendo la mia esperienza di questi anni.”
Nel parlare di liste e candidature Paparella sostiene la necessità di un rinnovamento della classe politica che passi attraverso l’incontro con volti nuovi e giovani, di cui è costellata la lista di Sinistra Arcobaleno, e non attraverso i fili del telefono, non attraverso le richieste dell’ultimo minuto funzionali a colmare i vuoti con facce giovani per uno svecchiamento di facciata.
A livello nazionale il PD non tornerà alle vecchie alleanze con la sinistra, dice Paparella commentando le dichiarazioni di Veltroni. PD e PDL vogliono cancellare la sinistra in Italia. E chiede “Cosa ne sarebbe della politica con il veltrusconi ?” Ma l’abusato pensiero di Moro sul quale sembra volersi fondare questa tendenza al centrismo, sorgeva,al contrario, sul concetto di compromesso storico tra due forze politiche, quella della DC e quella del PCI, non sulla creazione di una forza di centro, non sull’esclusione della sinistra.
Spostando l’attenzione sull’esperienza amministrativa, Paparella, riferendo alla città le dovute spiegazioni delle scelte operate, ripercorre tutte le conquiste dell’amministrazione in termini di cultura, spazi e ambiente. Del dialogo e della mediazione che hanno portato alla realizzazione di spazi come il campo sportivo, la pinacoteca de Napoli, dello squallido e malfunzionante sottopassaggio , frutto , assieme ad uno squallido bagno pubblico, di 7anni di amministrazione di destra, riqualificato con pochi euro con il colore dai giovani del progetto Jump. E ancora del restauro delle opere del de Napoli, della torre delle Clarisse, dei lavori di ristrutturazione del Teatro Millico.Tutti cantieri aperti al pubblico, sottolinea Paparella. Aperti a chi voglia rendersi conto. A proposito del progetto MAT, “trasformare attraverso fondi regionali e comunali una struttura di morte in un grande cantiere della creatività dando spazio finalmente ai giovani”, Paparella specifica che il MAT non è stato dato già in gestione e quindi esorta i giovani terlizzesi ad approfittare di questo spazio importante per la nostra cultura! Si parla poi di ambiente, e quindi di Parco Marnelli, della riqualificazione dell’Appia Traiana, della distribuzione dei riduttori di flusso per evitare lo spreco del bene più prezioso che è quello dell’acqua, della piattaforma ecologica in via Mariotto, delle isole ecologiche.
Ma anche di Scianatico. “Abbiamo aperto un confronto con l’azienda, con la supervisione del Presidente della regione Nichi Vendola – spiega Paparella. Siamo onesti : la delocalizzazione non c’è ancora. Ma non è fallita. Siamo lavorando per la chiusura e lo spostamento dell’azienda. Ma non possiamo accettare, né l’ha fatto l’assessore regionale Michele Losapio, né l’ha fatto Nichi Vendola, le proposte attualmente avanzate dall’azienda! Vogliamo che si cambino i termini della tipologia produttiva. L’azienda deve spostarsi, garantendo l’occupazione e rispettando l’ambiente.Non si può fare una cosa senza l’altra.” Il sociale. Paparella parla del Centro di aggregazione per gli anziani, istituito all’interno di locali comunali, gli alloggi per le fasce più deboli, la comunità alloggio per i portatori di handicap gravi.
Poi Paparella parte dal mantra del piano regolatore bloccato, ripetuto in molti dei comizi della campagna elettorale del centro destra, per parlare dell’edilizia e degli arredi urbani.
“Il piano regolatore non è bloccato. In questi anni si è lavorato molto sul piano regolatore, si sono fissate delle regole importanti,abbiamo anche invertito la percentuale che inizialmente assegnava il 60% alle imprese e il 40% alle cooperative. Abbiamo invertito la tendenza e abbassato i costi delle case. Otto lottizzazioni: altro che piano regolatore bloccato!” Inoltre sono stati ottenuti fondi per l’adeguamento delle case sulla via di Molfetta,da ricongiungere alla zona 167 e riqualificare con il PIRP, creata la pista ciclabile e il progetto delle biciclette comunali.
Ma tutto questo va migliorato, necessita d’essere completato, bisogna dar seguito ai progetti, conclude Paparella, e le critiche devono servire a questo, non mirare a distruggere tutto ciò che si è costruito.
Soprattutto in considerazione del fatto che tutto ciò è stato realizzato senza aumentare l’ici e in considerazione dello stato di totale abbandono e incuria in cui versava il comune, all’inizio del mandato.
In conclusione Paparella si rivolge a chi di mostra il desiderio di disertare il voto.
“Le critiche, per quanto giustificate, non possono esprimersi in questo modo e non fanno altro che favorire proprio quelli che noi vorremmo mandar via, quelle poche persone che i voti li prendono comunque! Allora andiamo a votare! Rivolgo questo appello alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinistra, a tutte le singole persone che credono nella partecipazione come strumento di cambiamento!”.
Anche Michele de Palma,candidato al consiglio comunale, nel suo breve intervento riprende “le volgarità e la violenza di un candidato che non è venuto a raccontare quale Terlizzi vuole”, proponendosi di non rispondere a quelle provocazioni e a quella violenza, ma di dimostrare un altro modo di fare politica.
Diverso da quella diffamatoria da bar sport di chi non è capace di attaccare sul lavoro svolto, sui fatti.

L’intervento di chiusura del comizio, da parte dell’On. Pietro Folena, ha riportato infine l’attenzione sulla situazione politica nazionale e sui temi cari alla nuova realtà politica nascente. Primo fra tutti quello dell’essenza che il nuovo partito vuole rappresentare, delle proposte per la risoluzione dei problemi fondamentali del Paese, in primo luogo quello del lavoro(precariato e sicurezza). Folena sottolinea che la nuova forza non viene costruita per abbandonare quegli ideali che erano racchiusi nei simboli del partito comunista,gli ideali di Sandro Pertini, ma per realizzarli.“Noi- sottolinea Folena- siamo con questi ideali perché non crediamo nel mercato come meccanismo regolatore del mondo nè nell’adorazione dei beni accumulati illegalmente. La sinistra dopo 25 anni di sonno, deve risvegliarsi e portare finalmente gli uomini, le donne e i giovani con le loro vite e le loro storie pienamente all’interno della politica.”
Folena parla anche delle donne.
“La decisione ipocrita di non parlare di questioni eticamente sensibili in campagna elettorale è solo un modo per mettere un bavaglio alle donne!”Propone come esempio la nuova politica dei contraccettivi, dei consultori e dell’informazione e dell’educazione sessuale decisa dalla giunta regionale per sradicare l’aborto, a fronte della ottusa campagna per l’abolizione della legge 194 che come immediata conseguenza provocherebbe solo il ritorno all’aborto clandestino.“Vorrei fare una domanda a questi farisei e sepolcri imbiancati: i cinque morti di Molfetta, non sono forse anche loro una questione eticamente sensibile? Non sono vite anche quelle?” Ci sono volute quelle morti , dice Folena, perché il Governo approvasse i decreti delegati sulle morti sul lavoro. “Occorre oggi – ribadisce Folena- una sinistra senza se e senza ma!”
Riguardo la rottura di Veltroni con la sinistra italiana,Folena porta gli esempi di Terlizzi, della provincia di Foggia, di Rutelli a Roma in cui la forza de la Sinistra l’Arcobaleno è ritenuta essenziale, non solo per vincere, ma per governare.
Folena esorta dunque al voto per la sinistra l’arcobaleno per lanciare un segnale, così che a livello nazionale il Partito Democratico cambi rotta e si possa assistere alla nascita della nuova Sinistra.

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