Vi riconsegniamo questa città
Comizio di Città Civile
Sul palco in Piazza c’erano tutti i candidati Consiglieri di Città Civile ad ascoltare gli interventi di Michele Cagnetta, Renato Brucoli e del candidato Sindaco Pasquale Vitagliano.
Città Civile, non “una lista civica dell’ultimo momento improvvisato con senso di opportunismo, già nata da almeno 4 anni”, vuole ripartire dallo slogan del simbolo, “è fatto giorno” per inaugurare una stagione “di impegno e di responsabilità”, non un Sindaco che “morda il culo” o un Sindaco che “emargina chi si permette di rivolgergli una critica”, per una Città di tutti, un contesto vivibile da tutti.
Per fare ciò ci sono delle “macerie” da tirare via prima di una nuova opera: quelle ereditate dall’amministrazione insediatasi nel 2003 e che sono gli stessi problemi irrisolti di allora, come quelli della casa, “rinviando all’ultimo consiglio comunale le decisioni più importanti e di più vasta portata”, o come relativamente agli espropri nella 167, “facendo levitare con le cause perse con coloro che hanno fatto ricorso la somma da 2milioni a 5.400.000euro”, e sempre in zona 167 “manca la scuola prevista nel piano di zona, manca l’asilo nido, la farmacia, la pista di pattinaggio, mancano le arterie stradali trasversali, il centro di vita associata comunale, il centro commerciale”.
Su tutte la questione ambientale “di proporzioni gigantesche come evidenziato dall’ARPA nel novembre 2004, con le indagini condotte nel periodo estive per 32 giorni, dove in 7 di questi 32 si rivelò il picco oltre la soglia di regime, la legge dice che se in un anno quel picco viene superato 35 volte, come anche nelle grandi città, si è in situazione di rischio, a Terlizzi quel picco è risultato superato 84 volte”, accusando il Sindaco in seguito di aver nascosto quasi un anno quei risultati per avviare “la bufala della delocalizzazione fondata proprio su quei dati, tra il Sindaco del Comune di terlizzi e la proprietà, senza altro coinvolgimento” e lamentando anche i continui ritardi delle scadenze dell’operato dei tecnici che dovevano valutarne la fattibilità, concludendo che al momento quella delocalizzazione “non si fa più”.
Riscontrate anche la mancanza del bilancio partecipato, delle organizzazioni di quartiere e della partecipazione diretta dei cittadini alla vita amministrativa e accuse vero il bluff Pinacoteca De Napoli, del cine-teatro Millico e una pista ciclabile "che ha intasato il traffico ed è anche pericolosa", con una città che nel frattempo "vede crescere i propri bisogni".
La conclusione degli interventi spetta al candidato Vitagliano:
“Io sono tranquillo perchè la vera forza è nella tranquillità, piuttosto vedo agitarsi gli avversari e anche chi non è avversario.
In questo periodo mi hanno fatto un manifesto contro, ci sono state anche delle lettere anonime ma per noi non finisce il 13 aprile, noi c’eravamo e ci saremo comunque vada a finire, lo dico all’amministrazione di centro-sinistra e anche a Bonaduce e agli amici che lo sostengono: i nostri avversari sono questo centro-sinistra però noi lezioni non ne riceviamo da nessuno.
Hanno detto che mi hanno messo <<una bretella addosso>>, ma la legalità è la ma pelle, l’ordine è la mia spina dorsale perchè la legalità non è un’invocazione che si fa solo in campagna elettorale, la legalità è un pane quotidiano che si mangia ogni giorno.
Su Scianatico Città Civile e Pasquale Vitagliano dal 2004 è presente, sul Mercato dei Fiori presenti, sul Cimitero, sulle altre questioni, sul problema delle antenne, dov’erano gli altri? Noi c’eravamo e ci saremo comunque vada.”
Sulla questione del cimitero Vitagliano presenta ulteriori precisazioni: “sulle tumulazioni provvisorie è stata aperta un’inchiesta giudiziaria, aperta per un’inchiesta giornalistica fatta da La Nuova Città, anni fa, e già di fronte ad una questione così delicata un’amministrazione seria si sarebbe dovuta fermare: stanno costruendo mille loculi su un fazzoletto di terra che, per il rapporto tra spazio e loculi, al massimo consente la costruzione di 400 loculi, stanno facendo un’aggressione urbanistica per i morti così come è stata fatta per i vivi.
Nei prezzi si confondono senza precisare che è discrezionale e facoltativo anche il prezzo dell’arredo e del corredo funerario e stanno mettendo in difficoltà anche i marmisti di Terlizzi da questo punto di vista, dicono sia a costo zero ma il prezzo di quei loculi e ossari non venduti sarà accollato a carico dell’amministrazione comunale.”
L’unica vera questione sulla quale si sarebbe dovuto lavorare era l’ampliamento del cimitero, fin dal 2003.
“Per quanto mi riguarda, siccome la legalità è la nostra pelle, quella di città civile e di tutti gli altri candidati della coalizione, perchè non si pone il problema delle condizioni in cui si trova l’ingresso monumentale del cimitero? Quest’anno è un anniversario per Michele de Napoli, andate a vedere in quali condizioni versa la parte monumentale, il cippo funerario, in condizioni vergognose.
Una società migliora passo dopo passo, migliora dai piedi non dalla testa.
Io sto con Terlizzi, la differenza con Vincenzo Di Tria sta nello slogan, noi non stiamo con una persona, e voglio rispondere al Batti dieci!
Batti dieci per noi è un augurio, abbiamo un progetto per dieci anni e fra cinque anni noi veramente batteremo dieci perchè faremo cinque più cinque, perché noi questa città la capovolgiamo, la facciamo rinascere, ve la riconsegniamo.”
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