Botta e risposta sulla questione cucine all’ospedale Sarcone

Nico Andriani

Una lettera aperta alla nostra redazione con la risposta del Direttore Sanitario chiamato in causa

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Una lettera ricevuta in redazione ci ha riportato indietro ai problemi relativi all’ospedale Sarcone: la lettera ricevuta a firma Michele d’Agostino, Operatore Tecnico Coordinatore Cucina ASL. BA, Maestro di Cucina ed Executive Chef e Consigliere Nazionale dell’ordine dei Maestri di Cucina, ha lamentato la chiusura delle cucine dell’ospedale di Terlizzi, intervento già giustificato in occasione dell’inaugurazione del reparto di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale da parte del Presidente della Regione Nichi Vendola come necessario in quanto le cucine non erano a norma, disponendo così la riapertura solo dopo aver effettuato tali interventi; riportiamo la lettera:


Con questa mia lettera aperta, vorrei esprimere il mio pensiero sull’ormai nuovo astro nascente, il riesumato Ospedale Michele Sarcone di Terlizzi, sembra un nuovo Ospedale dopo due restauri che hanno deflagrato il vecchio ma sempre funzionale stabile, si due restauri nel giro di tre anni che si sono avvicendati e annullati fra loro, un dispendio di risorse catastrofico per le già esigue casse della sanità Pugliese, un avvicendarsi di colpo e risposta, e di giochi di potere, mirati a cosa non lo sapremo mai, o facciamo finta di non saperlo.

E come diceva il compianto Troisi sembrava un ospedale ma è un calesse, sarà forse un’altra cattedrale nel deserto, restaurata per chetare gli animi dei Terlizzesi?, c’è di certo che i lavori imperversano mettendo a dura prova gli utenti e lo stesso Ospedale, che ormai ha le sembianze di un gigante di argilla, una coltre infernale avvolge questo mostro, che come nei cartoni animati nipponici, da un momento all’altro si trasformerà in un robot guerriero a difesa degli ammalati, sarà vero?, allora ci assale un quesito Amletico, essere o non essere, questo è il dilemma, la famosa esternazione trova il suo habitat naturale nello stato confusionario e di ricerca dell’identità di questa andante Sanità Pugliese.
Miriadi di ipotesi sul futuro dello stabilimento, nel borgo Terlizzese, come succede da sempre, ognuno pavoneggia grandi lustri per l’Ospedale, che invece visto dagli occhi di chi ci vive dentro, sembra un ammalato in coma irreversibile, tanto che ogni piccola conquista fa gridare al miracolo, ma poi ci si rende conto che la realtà sovrasta tutti i grandi propositi costruiti su fondamenta di cartone.

Non per ultimo, questa onorevole Amministrazione Commissariale, ha pensato bene di eliminare la cucina interna, ultimo fiore all’occhiello a baluardo di qualità, infatti con giusta disposizione del 30 maggio 2007, viene chiuso il servizio per mancanza di norme di sicurezza, norme che non ci sono mai state, anche se con miriadi di comunicazioni i responsabili del servizio ne chiedevano l’adeguamento.
Quindi da diversi anni venivano chiesti interventi urgenti, di risposta, invece si è pensato bene di intenderle come scudo per esercitarne la chiusura, anche se nella disposizione venivano date direttive agli Ingegneri della ASL. di produrre entro e non oltre 40 giorni eventuali soluzioni per restaurare e riattivare gli impianti di cucina. Bene, come in altre note situazioni, a tutt’oggi, ed esattamente a circa 10 mesi, tutto risulta affossato.

Ebbene tutto ciò và imputato in primis all’esimio Direttore Amministrativo del Nasocomio, il quale ha spalleggiato senza opporsi alla scelta irresponsabile di cui in oggetto, non si sa perché, forse da buon “alto” Burocrate Terlizzese, ha pensato più alla sua effimera carriera, che al bene inestimabile, quale il nostro ospedale.
Sarebbe utile e giusto che tali personaggi, gestori di poteri “più grandi di loro”, provassero a stare ricoverati e vivere la differenza, dalla stanza dei bottoni a essere invece trattati con cibi prodotti alle 10,00 del mattino e distribuiti alle 12,00, risultanti: scotti, ossidati, spesso quasi freddi e di scarsa qualità, Mi chiedo chi si occupa del controllo qualità? Sono state mai rilevate le temperature dei cibi veicolati prima della dispensa? Come mai nessuno si lamenta? O c’è chi copre le varie lamentele? Come mai i noti Politici Terlizzesi, da me informati a tempo debito non hanno sposato la promessa causa? Forse chiedo troppi perché, o forse perché ho letto proprio sul sito di Terlizzilive quanto si sia fatto sulla sanità Pugliese, spesi milioni di euro dappertutto e non si trovano poche migliaia di euro per dare dignità e qualità a chi soffre.

Spero che in clima di votazioni qualcuno renda noti questi problemi e prenda impegni precisi su argomenti più importanti della pista ciclabile, o del marciapiede e di altre futilità, utili ma non paragonabili al benessere del cittadino, derubato del bene più grande che aveva L’Ospedale.
Tutto ciò dimostra la grande attenzione per gli ammalati, nel mentre si parla con demagogia di ridurre l’impatto psicologico del degente, casa – Ospedale, offrendo una buona qualità di servizi alberghieri, la nostra mega ASL, và in controtendenza, chiudendo i servizi alberghieri affidandoli ai pasti veicolati, preparati non si sa dove e quando, ma va bene cosi, tanto le stelle stanno a guardare
.

Considerati i termini della lettera e le accuse riportate e addebitategli, abbiamo consentito una replica al Direttore Amministrativo dell’ospedale, dott. Pasquale Cipriani, chiamato in causa nella lettera da noi ricevuta, una replica doverosa ritenendo importanti tutti gli ulteriori chiarimenti sulle tematiche relative alle questioni che si trascina dietro di sè la riapertura e rifunzionalizzazione completa dell’ospedale e i suoi tempi dopo il Piano di Riordino Fitto:

I fatti contenuti in questa lettera dei quali mi si accusa non sono assolutamente a me imputabili, da parte del mittente ho raccolto in passato molta sua documentazione la quale si caratterizza per i toni che spesso rasentavano la minaccia ma dove già lo si invitava a indirizzarsi verso la Direzione Generale, in quanto ci sono delle sedi competenti e degli organi precisi verso cui indirizzare determinate richieste o, come in questo caso, gravi accuse da parte di un dipendente ASL che denigra la propria azienda di cui fa ancora parte.

All’epoca sopralluoghi condotti dai Dirigenti dell’ASL BA2 sancirono la sospensione delle attività in attesa di ulteriori decisioni per approntare degli interventi in quanto le cucine non erano provviste delle adeguate norme di sicurezza.
L’entità dei lavori richiesti è consistente, dell’ordine di 300.000-400.000euro e al momento si sta operando presso il Sarcone per ristrutturare in maniera prioritaria il Pronto Soccorso e completare le sale operatorie e il pronto intervento per renderle operative, mentre ad oggi il servizio di ristorazione nell’Ospedale di Terlizzi è assicurato da Ditta che ha in appalto il servizio e prepara i pasti personalizzati nella cucina dell’Ospedale di Molfetta.

Bisogna anche tener conto che si tratta di interventi su una struttura già esistente e che richiedono una determinata tempestica per rendere e garantire il servizio efficente come quelli finora offerti.

Come operatore mi piacerebbe ascoltare una parola positiva dagli altri operatori. Le realtà positive prevalgono su eventuali inefficienze, spesso dovute anche agli operatori, ma per superarle bisogna pensare, dialogare e operare positivo.

L’ammalato ci guarda e spera che l’attesa sia solo un ricordo.

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