Presentate le liste dei candidati del PD e di Terlizzi Democratica

Gli interventi del segretario cittadino del PD, del Sindaco Di Tria e di Michele Emiliano
La pioggia ha fatto spostare il comizio di presentazione delle liste del Partito Democratico e di Terlizzi Democratica, da Piazza Cavour all’interno del Chiostro delle Clarisse, con grande interesse, oltre che per l’intervento di Mario De Leo, segretario cittadino del PD, e del Sindaco uscente Di Tria, soprattutto per l’intervento di Michele Emiliano, Sindaco di Bari e segretario regionale del PD.
Mario de Leo, invitando i cittadini al voto come diritto e dovere sancito dalla costituzione e conquistato a caro prezzo da martiri come don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo, presenta le due liste come la rinnovata fiducia a consiglieri e amministratori che hanno dato una svolta positiva a Terlizzi e “uno spaccato della nostra comunità terlizzese dove ogni cittadino è rappresentato, composto da giovani, operai, donne, imprenditori, artigiani e professionisti ”
Prima di cedere la parola a Vincenzo di Tria, ricorda il panorama cittadino della sfida elettorale, dove negli ultimi giorni “si è assistiti al solito cabaret di personaggi che potrebbero essere utili allo spettacolo non certo al governo della città, sarebbe opportuno non lanciare solo proclami ma dare spiegazioni su come farle e come è possibile realizzarle.” Rinnovando così l’invito a tutti i partiti “affinché la campagna elettorale diventi confronto delle idee, circolazione dei programmi, dialogo corretto e utilizzo di tutti i mezzi di informazione, non di beffa nelle singole sedi e nei singoli comitati elettorali”, conclude ritenendo che di Tria “rappresenta non solo la continuità, ma contiene esperienza e conoscenza delle problematiche di questa città”.
L’intervento del Sindaco uscente si apre presentando le immagini del video che raccoglie tutto quanto stato fatto dall’azione amministrativa in questi anni con i testimonial della campagna elettorale collezionata nel sito www.ditriasindaco.it, “un lavoro intenso, un lavoro che ha prodotto risultati, ne ha prodotti tanti e altri ne produrrà nel prossimo futuro, non per altro lo slogan di questa campagna elettorale è Completiamo l’opera. Non è un caso che esista questo slogan, qualcuno ironizza circa questa trovata mediatica, non è un caso perchè è opportuno che ciascuno di noi riannodi i fili della memoria e ritorni al 2003.
Ho ascoltato la registrazione del comizio tenuto da Bonaduce, uno dei sei candidati Sindaci, e con una certa sorpresa sento prima di tutto leggere il programma amministrativo del 2003, e non citare il suo programma amministrativo, e lo commentava, dove tra l’altro in quella lettura evidenziava una serie di argomenti e progettualità che abbiamo condotto al termine, ma la cosa che più mi ha colpito è stata la banalizzazione di alcuni eventi storici di questa città, estremamente importanti e tragici: si parlava dell’autobomba del 7 maggio del ‘93, un evento tragico che ha segnato profondamente la storia di questa città.
L’esplosione di quella bomba ha decretato di fatto lo scioglimento del consiglio comunale, insediando una commissione straordinaria, ed è cominciato un periodo di step vari che è durato fino al 2003.
In questo periodo, tutte le opere pubbliche sono rimaste ferme e nel 2003 abbiamo preso le redini di questa città, e negli incontri che sto tenendo in queste sere analizzo delle problematiche e i dettagli dell’azione amministrativa e ne devo citare uno, che ritengo sia particolarmente significativo: ricorderete la casa di riposo che fu realizzata nei primi anni ‘80 che poi è stata in abbandono, in via Firenze. L’Amministrazione Comunale appena insediatasi è riuscita a recuperare 1milione800.000euro di finanziamenti in un piano speciale del ministero delle infrastrutture e ha, sia ristrutturato quella casa di riposo ormai ultimata e sta realizzando degli edifici accanto quella struttura, e questo non è solo un traguardo relativo al recupero di una struttura in abbandono, è un importante traguardo tagliato anche per ricucire il tessuto sociale di questa città, per dare una risposta a quelle parti sociali che non riescono ad avere una casa ad un canone accessibile, ci abiteranno gli anziani, coppie con disabili, una fascia particolarmente sofferente della comunità terlizzese e questo ritengo che sia un obiettivo importante sia nel campo delle opere pubbliche e delle progettualità portate a termine sia un segnale importante sul piano sociale.”
Nell’intervento ricorda di aver portato avanti un’amministrazione fatta di risposte a 360° cercando di legare tra loro progettualità di tipo strategiche, come l’ultimo progetto di bike sharing che proprio in questi giorni ha visto l’installazione dei punti di noleggio delle bici del progetto, “qualcuno si chiede a cosa servono quelle biciclette, ma anche questi dettagli sono un segno di civiltà per questa comunità, abbiamo realizzato delle piste ciclabili che corrono per tutto il perimetro della città fino al centro storico, abbiamo realizzato una pista ciclabile sicura sulla Terlizzi-Sovereto, abbiamo cercato di connettere, in un percorso coerente, delle parti estremamente vitali del nostro tessuto cittadino e periferico.
Stiamo intervenendo anche sull’Appia Traiana, grazie a importanti fondi della Regione Puglia, e questo rientra in un progetto di riqualificazione e anche di vissuto di quei luoghi, la capacità di riappropriarsi della città con dei percorsi virtuosi nel territorio, attraverso passeggiate, abbandonando l’auto e cercando di recuperare dei finanziamenti importanti, perchè entrare in un determinato circuito, cominciare a vivere il territorio in questo modo significa anche portare importanti finanziamenti per la città, di connettere questa progettualità con delle nostre risorse culturali e storiche. In questo ci siamo impegnati e in questo ci impegneremo nei prossimi cinque anni.”
La chiusura ricordando il lavoro nella città: “è stato fatto un lavoro intenso nell’urbanistica, abbiamo adottato otto piani di lottizzazione e ne abbiamo approvati cinque, abbiamo adottato un piano nella zona industriale, abbiamo operative delle varianti urbanistiche importantissime, abbiamo gli insediamenti commerciali lungo l’anello di corso Dante e corso Garibaldi. Ve lo ricordate cos’era nel 2003 quel tratto di strada? era completamente buio, oggi è finalmente quel boulevard che voleva diventasse Nichi Vendola in uno dei comizi del 2003. Nei prossimi giorni distribuiremo sia il programma amministrativo che un’agile sintesi di quanto abbiamo prodotto in questi anni, perché dobbiamo andare fieri di quello che abbiamo fatto e dobbiamo essere convinti che quello che faremo sarà un ulteriore tassello verso una città che sia sempre più operosa, più onesta, più vivibile, che sappia anche condividere il progresso con le fasce sociali più deboli e sofferenti, che riesca a tenerle tutte insieme in una progettualità di sviluppo sempre più sano e sostenibile.”
La conclusione di Michele Emiliano presenta il candidato della coalizione di centro-sinistra come “l’indice dell’appartenenza e dell’identificazione tra una persona e una comunità”, facendo di Terlizzi “un luogo di pensieri felici, anche di miracoli, soprattutto per chi, come lui e come me, si è trovato a gestire una situazione drammaticamente amministrata e senza dire bugie, come fanno a livello nazionale d’Alema e Veltroni, dicendo che il programma deve essere compatibile col bilancio, così come ha fatto il vostro sindaco stasera, capace di dire le cose che realmente sono accadute, un Sindaco che nelle riunioni del piano strategico di Terra di Bari ha fatto contare Terlizzi così come Bari e città più grandi”.
L’intervento, di respiro nazionale in riferimento alle elezioni politiche, ha ricordato come “noi crediamo che il modello dell’azione di governo, della città di Bari, il modello pugliese, lo steso modello di amministrazione terlizzese, abbia una sua pugliese esigenza; perchè questa esigenza pugliese di un grande centro-sinistra ha cambiato la storia di questa regione: eravamo una corte dei miracoli, eravamo degli attentatori di sindaci, eravamo bombaroli, camorristi, dove la politica era un coacervo di interessi tra criminalità e interessi privati, e ora dobbiamo difendere il governo di Terlizzi, così come quello della città di Bari e della Regione Puglia dalle invasioni politiche, attraverso una visione diversa dell’Italia.
La vera sfida della campagna elettorale è la seguente: la posta vera è qual è il destino del Mezzogiorno di questo Paese. Il PdL ha un’alleanza strategica che produrrà non meno di 60-70parlamentari chesaranno decisivi in quella che una volta si chiamava la Casa delle Libertà e ora è un’aggregazione post-fascista che si è privata del suo centro moderato, perché questa coalizione se ne è andata a destra e se ne è andata a Nord.
Domani mattina farò una rassegna stampa da segretario regionale del Partito nella quale richiamerò i pugliesi alla difesa della Puglia e del sud-Italia, perché questi 70deputati hanno una sola idea in testa, quella dichiarata da una risoluzione del Parlamento del Nord, quella che la fiscalità prodotta da una Regione rimanga al 90% in quella Regione, fatto che apparentemente sembra rispondere ad una logica, se solo sapessimo che la maggior parte delle catene e delle aziende e le grandi catene di distribuzione di servizi che qui raccolgono il fatturato, pagano le tasse in Lombardia, cosa che anche sotto il profilo della contabilità dello Stato è una voluta disattenzione rispetto al fatto che questo paese ha un sistema complessivo economico e fiscale basato sulla solidarietà, sull’unità d’Italia rappresentata dal nostro simbolo.”
Nei prossimi giorni seguiremo gli interventi dei candidati Sindaci in Piazza per la presentazione delle loro singole listee dei singoli programmi amministrativi
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