Don Pietro Pappagallo e la sua “buona battaglia”

Marina Gabrielli

Riproposta su raiuno la fiction ispirata alla figura dell’eroe terlizzese

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E’ indicativo della voglia di tenere desta l’attenzione degli italiani su eventi che hanno formato la coscienza nazionale ciò che accade oggi, 24 Marzo. E’ ancora più indicativo se protagonista di parte di tali eventi è un nostro concittadino, il compianto don Pietro Pappagallo, al quale molti studiosi terlizzesi hanno prestato attenzione, ed ora tale attenzione si è estesa a livello nazionale.
Infatti in occasione dei 64 anni dall’eccidio delle fosse ardeatine, inferno in cui il sacerdote ha trovato un’onorevole morte, la ripropone con successo, in prima serata sulla rete ammiraglia con la fiction “La buona battaglia”, produzione tutta incentrata sulla figura di don Pietro, interpretata egregiamente da Flavio Insinna, con la sapiente regia di Franco Albano, e presentata proprio a Terlizzi in anteprima due anni fa alla presenza del regista e del protagonista.
Tale fiction è stata prodotta due anni fa, traendo liberamente ispirazione dall’opera di un grande amico, prima che studioso, di don Pietro Pappagallo: il dott. Antonio Lisi, che ha dedicato anni di intenso studio alla figura dei due martiri terlizzesi, portati al massacro con altri 333 eroici compatrioti nella grotta nei pressi delle catacombe di S. Callisto: il nostro Pappagallo e il docente di filosofia Gioacchino Gesmundo (interpretato da Ignazio Oliva), presente anch’egli nella fiction, compagno di don Pietro nella vita, nelle azioni antifasciste e nel giorno estremo. L’opera in questione è Don Pietro Pappagallo “Un eroe, un santo” (di Antonio Lisi con il patrocinio della Pro Loco di Terlizzi, edizioni Libreria Moderna – Rieti) così intitolato perché riprende l’espressione di un compagno di prigionia chiamato a dare un giudizio su don Pietro, l’Avv. Vincenzo Palermo. Infatti le strade di questo avvocato e di don Pietro si incrociarono nella tragica occasione della detenzione nel carcere di via Tasso, nel quale don Pappagallo soggiornava dal 29 Gennaio 1944, per colpa di un delatore. Di che cosa lo accusava tale delatore, se non di tenere fede agli insegnamenti che Dio stesso aveva impartito all’umanità tutta, e che soltanto don Pietro e una sporadica cerchia di eroi non aveva dimenticato, anche in uno dei periodi più tremendi della storia italiana, quale quello della seconda guerra mondiale? Quale colpa si poteva imputare a quest’uomo, se non quella di aver seguito il valore della carità cristiana valore proprio di un sacerdote umile ed onesto, quale don Pappagallo era? Don Pietro non ha fatto altro che “dar da mangiare a chi ha bussato affamato alla sua porta, vestirlo quando lo ha visto infreddolito, ospitarlo quando aveva la certezza che fosse ricercato da chi voleva ucciderlo, restituirlo ai suoi figli, alla madre, alla moglie, al padre, alle sorelle che lo aspettavano trepidanti al di là delle linee”.
Il giorno del 23 marzo 1944 un’azione partigiana contro un plotone di nazisti in transito in via Rasella portò alla morte di 32 tedeschi e al rastrellamento di 10 italiani ogni soldato morto
Il 24 marzo, il rastrellamento coordinato dal colonnello delle SS Herbert Kappler trovò il suo tragico epilogo presso le fosse ardeatine: i condannati, cinque per volta, venivano uccisi con un colpo alla nuca, seguiti da altri cinque condannati, cui veniva ordinato di inginocchiarsi sui corpi degli altri giustiziati per riuscire a completare l’opera nel minor tempo possibile, come la dedizione all’ordine e alla sanguinaria programmazione contribuivano a realizzare il delirio del disegno nazista e fascista.
Don Pietro si è reso colpevole di non aver seguito la legge imposta da quell’Italia irriconoscibile, per seguire quella di Dio. Se tutto ciò è un torto, che si proceda pure all’eliminazione, un’eliminazione che don Pietro ha saputo affrontare con onore, adempiendo fino all’ultimo secondo i suoi doveri di Servo di Dio.
La dedizione di quest’uomo, la sua umiltà, la sua onestà intellettuale è magistralmente riportata e rivissuta ne “La buona battaglia” in onda stasera. E se il Galileo di Bertolt Brecht affermava:”Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, noi tutti, al contrario, possiamo ritenere la nostra terra assai fortunata ed onorata di aver dato i natali ad un eroe ancora oggi commemorato ed osannato, il nostro amatissimo don Pietro Pappagallo.

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