Elezioni: il candidato sindaco Bonaduce in piazza
Forti accuse alla politica del paese.
L’intervento di Bonaduce ieri sera in piazza era molto atteso anche per via dello scontro interno al centrodestra.
Il candidato sostenuto da tre liste (Alleanza per Terlizzi, La Ginestra e Civiltà e Progresso) è salito sul palco accusando le varie falle dell’amministrazione uscente, ragionando anche sulla lotta intestina all’opposizione:
“La cosa che mi fa più ridere è che mi sono sentito dire all’inizio che mi mancavano le due caratteristiche fondamentali per poter aspirare ad esse candidato sindaco del centrodestra, e cioè che bisogna sapere ascoltare ma soprattutto che questo mio orecchio non è elastico.
Nell’interpretare il pensiero di queste persone ritengo che per loro la caratteristica principale che deve avere un candidato sindaco è quella di essere un orecchio di gomma, non deve avere cervello, io non sono orecchio di gomma, un mio professore nella prima lezione che tenne a noi ragazzi durante il corso di specializzazione disse: ragazzi non asservite la vostra mente, e io non l’ho fatto; l’altra sera un amico di partito e di vita mi ha raggiunto dicendomi che qualcuno di un’altra fazione politica gli aveva proposto perchè non ci giochiamo la candidatura di Vitagliano e Bonaduce a testa e croce? a me dispiace per Vitagliano perchè volevano giocarselo ai dadi e al suo posto starei molto attento ad avere amici di questo genere. “
L’intervento di Bonaduce si è poi soffermato sulle accuse verso il PRG e il programma presentato per le elezioni scorse dalla coalizione di centro-sinistra: “Recentemente ho avuto la prova di tutti i milioni che sono stati buttati da questo palco, arrivati dalla Regione, e quando mi hanno riferito di tutto questo ben di Dio che scendeva dalla bocca del nostro governatore in presenza del nostro sindaco che annuiva e che confermava che questi soldi sono arrivati, una sessantina di milioni di euro stanziati, vorrei ci dicessero in mano a chi sono arrivati questi soldi, così andiamo a chiedere conto di cosa si è fatto.
Ho visto che c’era un manifesto degli ultimi provvedimenti di consiglio comunale in maniera edilizia, un’operazione tecnicamente sporca che poteva essere fatta cinque anni fa, perché nell’inquadramento dei comparti vengono fatti fuori i piccoli come sempre e alla fine pur di far partire le cose la real politik, così almeno qualche progetto parte, fa partire i progetti grossi, quelli vicino a zone urbanizzate e che non hanno bisogno di progetti attuativi complessi e quindi dell’assenso di tanti proprietari.
Vogliamo solo capire perché avete aspettato cinque anni per dichiarare le vostre vere intenzioni, che sono sempre le stesse: manipolazione occulta di occhiuta rapina.
Ci hanno abbindolati con questo PRG e ci hanno detto che il volano dello sviluppo di questo paese era affidato essenzialmente agli studi tecnici.
Nella non realizzazione del PRG non c’è soltanto il calcolo di qualcuno, si dice che gli studi tecnici siano d’accordo a non far partire tra di loro tutti i progetti insieme ma farli partire col contagocce per tenere alto il prezzo degli appartamenti, c’è sopratutto un difetto di responsabilità: qui si vogliono fare i soldi senza assumersi la responsabilità, non si può giocare a scacchi semplicemente per far passare il tempo, per qualcuno il tempo che passa è la morte, e la mancata realizzazione di un progetto, magari di una casa per sé e i propri figli, è un progetto di vita che è venuto meno.
E il problema è anche un altro, anche quando tutte le condizione si andrebbero a realizzare i prezzi sono altissimi e chi può permettersi di comprare queste case?
Ora vi leggo la premessa del programma amministrativo del sindaco uscente, il vecchio, perché sui muri della città ho visto un manifesto dove c’è scritto ci manca un ultimo tassello, ha fatto tutto quello che doveva fare, e qual era l’obiettivo primario del programma amministrativo della sinistra che ha governato per cinque anni? raggiungere il riscatto di questa comunità laboriosa orgogliosa mortificata da anni di cattiva gestione della cosa pubblica, io pensavo che si parlasse del riscatto morale, qua invece stanno proprio riscattando in termini economici il paese, se lo stanno vendendo.
Per realizzare questo progetto ci vogliono persone oneste, donne e uomini, che abbiano la credibilità e le capacità necessarie per un progetto forte incentrato su alcuni punti irrinunciabili: moralizzazione della vita pubblica, e avete visto come hanno strenuamente operato, la trasparenza dell’azione amministrativa, e guardate come sono stati trasparenti: era arrivata una comunicazione dell’ARPA nel novembre 2004 che diceva che l’inquinamento atmosferico a Terlizzi era gravissimo; il Sindaco se l’è tenuta nel tiretto sette mesi e l’ha tirata fuori a giugno nel consiglio comunale, ha atteso tanto perchè a Maggio c’erano le elezioni amministrative regionali, e a giugno Terlizzi non è che avesse un candidato che si era battuto per l’inquinamento a Terlizzi, l’ospedale a Terlizzi; tutte cose che a Terlizzi si sono realizzate: si è realizzata la delocalizzazione del Laterificio Pugliese, si è realizzato il ritorno del reparto di ostetricia e ginecologia, è stato creato il reparto, lo abbiamo anche inaugurato, abbiamo fatto venire anche la televisione!
L’impegno per il superamento dei fenomeni di varia criminalità, non solo mediante il potenziamento del sistema di prevenzione ma sopratutto aggredendo alla radice le cause di devianza minorile, di disgregazione familiare con una politica sociale attiva e solidale, promozione di azioni positive, una cultura della pace, che si condensa in un cencio ormai scolorito che sta appeso al balcone della stanza del sindaco.
La solidarietà tra i popoli e una politica di accoglienza degli emigranti, nel rispetto delle differenze: chi pratica la via di Molfetta al mattino e alla sera incontra una serie di persone di colore, in condizioni disumane che vanno avanti e indietro per la via di Molfetta, lo dovevano fare non solo per solidarietà perchè non ci possiamo permettere, non solo dal punto di vista morale e umanitario, di tenerli nelle condizioni nelle quali li teniamo, noi dobbiamo attivare anche un controllo sanitario della loro condizione, perché provengono da zone del mondo dove malattie per noi scomparse da loro sono ancora veicolate.”
L’intervento ha ricalcato il trentesimo anniversario del rapimento dell’on.Moro che, per il candidato di Alleanza per Terlizzi, allora ventottenne studente di medicina che aveva perso il proprio padre, ha rappresentato un momento di coscienza personale nonchè di eterno rispetto per lo statista ucciso dalle BR, il cui memoriale cita essere costato la vita al generale Dalla Chiesa ("non la mafia come ci hanno voluto far credere") di fronte alla schiera di moralizzatori figli di coloro che in quel momento vollero seguire la linea della fermezza e che adesso si indignano quando Bonaduce usa espressioni quali mordere le chiappe, “è riuscito a spiegare a me stesso perchè sono sistematicamente incazzato, e ho capito che lo resterò fino alla morte perché scrisse forse il destino dell’uomo non è di realizzare pienamente la giustizia ma di avere della giustizia perennemente fame e sete, e questo è pur sempre un gran destino ed io ho fame e sete di giustizia in questo paese.
Mi ricordo di quando nel ’93 lo abbiamo infamato, abbiamo fatto sciogliere il consiglio comunale per infiltrazione mafiosa e abbiamo mandato a casa forse uno dei pochi sindaci degni che abbia avuto questo paese, Mauro Maggialetti, e per dimostrare che c’erano cose che non andavano qualche pensatore geniale ha ideato lo scherzetto della bomba che si stava per realizzare come omicidio.
Oggi qualcuno con la fabbrica del consenso in questo paese sta provando a farci venire l’alzheimer, vogliono farci perdere la memoria, manca un ultimo tassello ed è stato tutto fatto.
Abbiamo l’alzheimer, basta che viene l’incantatore sul palco e getta milioni a destra e sinistra e abbiamo fatto dimenticare tutto il non fatto, basta agitare un pò di soldi.
Io vorrei dire alle persone che so che vengono contattate e approfittando del loro bisogno gli si dice ma tu non hai un figlio che sta aspettando di essere trasferito più vicino qua, e tu non hai un figlio che sta aspettando un lavoro? beh aiutami che ora vediamo! che in 5 anni hanno trovato i posti solo per qualche figlio loro, l’unica soluzione che abbiamo in questo paese è di scavarceli noi da soli i posti di lavoro, la parte sommersa bisogna farla venire fuori, perchè dobbiamo di nuovo imparare a rischiare, dobbiamo sviluppare l’idea dello sviluppo sostenibile, che vuol dire che per arricchirci noi non possiamo immiserire i nostri nipoti, non possiamo più costruire abusivamente senza l’urbanizzazione che non c’è, e inquinare la falda.
Non possiamo più consentire a un certo ingegnere industrialotto del nostro paese di estendere continuamente i suoi bisogni, a Viale dei Lilium, al viale del cimitero e così via. Io voglio che si facciano sotto la torre dell’orologio i mattoni, ma che si rispetti la legge che non ha mai rispettato, e io mi indigno perchè basta che mi metto in tasca la mano ed esce fuori questo foglio:
l’anno 2005, il girono 13 del mese di dicembre presso il Palazzo Municipale di Terlizzi sono presenti il sindaco del Comune di Terlizzi, Vincenzo di Tria e il legale rappresentante della società Laterificio Pugliese s.pA., ing. Canio Scianatico, i quali premettono e convengono quanto segue, sintetizzo:
1. ingiustificatamente il paese si è sviluppato nei pressi del laterificio pugliese
2. i cittadini terlizzesi insistono ostinatamente a percorrere viale dei lilium creando grave disagio alla circolazione interna dell’azienda
3. a dimostrazione dell’estrema munificenza e solidarietà del nostro carissimo imprenditore si paga da sola i controlli dell’inquinamento che noi accettiamo ad occhi chiusi perchè è l’azienda, noi condividiamo, che ha sempre rispettato la legge, checché ne dica l’ARPA.
A garanzia di questo atto chi c’è? il governatore della Regione Puglia.
Io faccio i fioretti, e rimango buono, fino a quando qualcuno non mi toglierà questo cavolo di foglietto dalla tasca, ed io continuerò ad essere incazzato e continuerò a mordere le chiappe.”
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