Elezioni Amministrative 2008: lo stato del centro-destra terlizzese

Nico Andriani

La sfida Vitagliano-Bonaduce e la scommessa d’Amato.

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Con questa settimana il conto alla rovescia per le elezioni del 13 e 14 Aprile è cominciato.
Preparate le sedi dei vari comitati elettorali, i singoli candidati continuano le loro singole campagne elettorali.
Nei giorni scorsi Pasquale Vitagliano ha risposto dal palco della piazza al comizio del 9 marzo della Sinistra Arcobaleno.
Consegnate le liste, a destra è bagarre tra il candidato di Città Civile appoggiato dalle liste di Forza Terlizzi, UDC e Democrazia Cristiana e il candidato di Alleanza per Terlizzi Vito Bonaduce, sostenuto dalle liste de La Ginestra e Civiltà e Progresso, creando di fatto una lacerazione all’interno di quello che a livello nazionale rappresenta il forte asse del PdL e dimostrando ancora una volta come in ambito cittadino gli stravolgimenti nazionali non precludono il naturale svilupparsi della politica locale (la stessa candidatura di Bonaduce aveva a suo tempo causato il contrasto tra l’allora coordinatore cittadino di FI, avv.Cosimo Urbano e la maggioranza del direttivo del Partito, che propendeva verso Pasquale Vitagliano).

Bonaduce ha definito queste elezioni delle Colonne d’Ercole oltre le quali non si sa cosa ci sia, puntando il dito sulla “casta” delle segreterie politiche (“il partito ecumenico del piffero”) e appellandosi in vari incontri al “popolo del paese sommerso”, come da lui definito il mondo dei bisogni reali dei cittadini a Terlizzi, “fermo da 30 anni culturalmente e politicamente”.
Sui temi caldi della politica terlizzese punta alla realizzazione di contenitori e spazi culturali che mancano e alla creazione di condizioni ideali per creare posti di lavoro per i giovani favorendo anche burocraticamente la creazione di nuove attività imprenditoriali, verso le fasce deboli e gli anziani si progetta un incremento della partecipazione, abbattendo barriere architettoniche e valorizzando il borgo antico.
La programmazione è la parola d’ordine: dall’economia alla viabilità e al PRG, passando per la tutela ambientale e la floricoltura, progettare zona artigianale e zona industriale del paese anche per sbloccare un lungo immobilismo imprenditoriale e sopperire alla mancanza di controllo ambientale rivalutando il ruolo della Polizia Municipale, concentrandoli sul controllo delle strade (“l’attuale viabilità è inidonea al nostro paese”) e dell’ambiente (previsto un “cuscinetto verde attorno Terlizzi” e anche un ticket per l’ingresso nel centro della città).
Fondamentale il rilancio della floricoltura con l’aiuto degli stessi floricoltori, potenziando a tal fine le strutture della scuola agraria con la realizzazione di una “fiera permanente del fiore” e pensando ad un utilizzo allargato del Mercato dei Fiori al mondo dell’agraria.

Sui temi della città Michele d’Amato con la sua lista Il melograno (sostenuta dal C.A.C.I.T. – Comitato Autonomo Commercianti Imprenditori Terlizzesi), porta avanti la sua scommessa, una solitaria campagna elettorale puntando essenzialmente alla presentazione del proprio progetto politico che parte dalla rivalutazione del patrimonio culturale terlizzese (“se la cultura vive, anche Terlizzi vive”) per incentivare il turismo e collaborando con le strutture ecclesiastiche ed il mondo del volontariato.
Alcuni progetti proposti prevedono, con la delocalizzazione dell’industria Scianatico, la realizzazione in quell’area di una struttura per fini sociali e nell’ambito del PRG, oltre alla suddivisione dei comparti in piccoli sotto-comparti con l’aiuto delle parti sociali per accelerarne lo sviluppo, la creazione di “un polo agroalimentare con insediamenti produttivi finalizzati, la promozione alla realizzazione di nuove infrastrutture grazie ai finanziamenti nazionali e regionali e la concessione di terreni agricoli nella zona ex 98 per insediamenti produttivi.
Note dolenti il Mercato dei Fiori, che si progetta di dare in gestione ad un’impresa specializzata tramite bando internazionale, e la viabilità del paese, togliendo la lista ciclabile dalla zona centrale del paese e spostando quella realizzata sulla via nuova di Sovereto in quella vecchia, riportando il vecchio piano di viabilità con il doppio senso di marcia su Corso Dante e lasciando i parcheggi a pagamento solo nel centro del paese, togliendoli nel resto della città.
Lo scenario del centro-destra si presenta perciò pieno di alternative e le prossime settimane saranno basilari per definire il vincitore di quest’ulteriore scontro.

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