Il comitato pro-ospedale chiede a Vendola il pronto ritorno della ginecologia-ostetricia

Nico Andriani

Anche il Sindaco sull’intervento inizialmente polemico ma che manifesta il legame tra Terlizzi e il suo ospedale.

0 commenta

L’inaugurazione dell’unità operativa dipartimentale di medicina fetale si è caratterizzata come una giornata di festa e orgoglio, qui dove la questione ospedale è stata negli ultimi anni il catalizzatore della rabbia e della delusione del popolo terlizzese e delle speranze di quel cambiamento riposte in Nichi Vendola fin dalla sua elezione come presidente della Regione.

Dicevamo dell’orgoglio, soprattutto quando fa ancora male un torto subito, senza preavviso, con una semplice delibera dal respiro propagandistico e che passava in maniera sprezzante su tutti i terlizzesi, giudicati a maleparole a mezzostampa in una guerra (indimenticabile l’imponente manifestazione dei 30.000in piazza) ad unico danno della cittadinanza, e che è stato lo stesso orgoglio che ha spinto ai toni inizialmente polemici di un intervento da parte del comitato pro-ospedale in una giornata di festa per la medicina terlizzese, e che, come stessa ammissione, portano ad uno stesso obiettivo, arrivare alla riapertura di un punto nascite.

Bisogna però anche guardare in faccia alla realtà di un iter burocratico-amministrativo che ha dei precisi tempi da seguire anche nelle più rosee previsioni.
La questione si era spostata infatti totalmente sul quando, richiedendo la completa riapertura del reparto di ginecologia-ostetricia: già negli ultimi giorni si leggeva sulle plance del paese un manifesto a firma del comitato che, apprezzando e ringraziando il presidente Vendola per il lavoro portato avanti finora, lo invitava però a completare al più presto il riassetto dell’ospedale di Terlizzi, iconicamente rappresentato dalla sala parto.

Come dichiarato da Vendola, “non bisogna partire da una logica revanscista, non si governa per disfare, non chiudo Corato per riaprire Terlizzi, perché bisogna comunque tutelare il diritto degli ammalati”.
Lo stesso ritorno del prof. Tajani e la direzione del centro da parte del dott.Volpe già rappresentano simboli importanti di una battaglia comune portata avanti e che va oltre il revanscismo ma pone in essere la questione della tutela e della salvaguardia del diritto alla salute per tutti i cittadini pugliesi, dove Terlizzi non rappresenta un asse privilegiato per il Governo della Regione, critica spesso mossa all’operato Vendola.
Il comitato è intervenuto ieri, con forza ma accendendo in tono polemico una comunanza di intenti, per stessa loro ammissione, in quanto dopo quello smantellamento dell’ospedale che allora era stato cancellare un pezzo di storia di Terlizzi, si lamentava l’impressione di “pagare lo scotto di essere Terlizzesi”.

Dopo 4 anni ciò che il comitato ha manifestato è stato l’essersi sentiti soli, dopo le notti passate fuori dell’ospedale con il presidio delle donne al calore di un braciere e non vedere ancora l’ospedale di nuovo totalmente in funzione, precisando comunque il fatto di non essere contro l’operato dell’Amministrazione regionale.
Pronta la risposta da parte del presidente, che si è trattenuto oltre il tempo limite prima di recarsi a Giovinazzo per un’altra importante inaugurazione ospedaliera per presentare la situazione dell’ ASL BA, «abbiamo gli stessi obiettivi ma non dobbiamo chiuderci nella logica di una disfida, lì dove la posta in gioco è quella di riorganizzare il servizio salute perché ormai la cultura della salute l’abbiamo delegata agli ospedali.
Non c’è diritto alla salute che non si eserciti senza il contributo di tutti i cittadini, ma io ho la responsabilità di tutti i cittadini pugliesi. I vagiti dei bambini sono belli, ma sono ancora più belli se i bambini nascono in sicurezza. Io sono contento di condividere con voi i progetti ma anche le responsabilità. Oggi Terlizzi dovrebbe alzare una bandiera: Tajani torna a Terlizzi insieme al dott. Volpe, ed essi sono i simboli dell’eccellenza terlizzese e per la Puglia intera che si ritroverà a Terlizzi. Per il futuro abbiate pazienza e sono convinto di farcela, con le vostre spinte e anche con i vostri spintoni
».

A chiudere gli interventi il Sindaco, 4anni fa in prima linea durante le manifestazioni pro-ospedale prima ancora di essere Sindaco: «Io credo che l’aspettativa, vostra come la mia, sia quella di creare le condizioni perchè sul nostro territorio ci siano strutture che garantiscono la vita dei bambini, di tutti i bambini, non solo dei bambini sani. Il mio auspicio è che questa struttura sia un forte segnale e che tutti quanti siano in grado di recepirlo e che possa portare questo ospedale a quello che è un grande obiettivo: garantire una sanità di qualità ad un bacino molto più ampio e che porti alla creazione di una cultura competitiva, moderna, tecnologica, un nuovo ospedale, perchè di questo dobbiamo cominciare a parlare, non di quell’ospedale del 1970 messo a norma.
Questa comunità, questo bacino che comprende Terlizzi, Molfetta, Ruvo, Corato, merita una cultura di un ospedale che non sia un adeguamento, ma che sia un ospedale avanzato e tecnologico nel quale tutti i cittadini possano avere risposte vere.
Di questo devo ringraziare il presidente come cittadino e devo riconoscergli un rigore morale ed etico perchè sta portando a termine quella politica nella quale noi ci siamo spesi
».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!