“Una follia che diventa amore”. L’esempio di Don Grittani a teatro
La compagnia teatrale “Gymnasium” ricorda Don Ambrogio Grittani con una rappresentazione teatrale improntata all’amore per il prossimo.
«Amare, verbo irregolare. La più bella ed efficace parola che Gesù abbia detto è stata ‘amatevi’». Queste parole di Don Ambrogio Grittani (1907-1951), dette probabilmente in un ordinario segmento della sua umile vita quotidiana, rappresentano note profumate di un’esistenza dedicata all’amore per il prossimo, per i più deboli, per i più poveri, per i meno fortunati.
Cegliese del Campo di nascita, molfettese d’adozione, Don Grittani, docente di lettere latine e greche, si impegnò strenuamente per trovare una sistemazione ai poveri mendicanti e per offrire loro una dimora dignitosa: “Charitas Christi urget nos”. Dopo tanto peregrinare don Ambrogio acquistò un terreno nei pressi del seminario regionale, iniziando così i lavori per costruire quello che diventerà l’istituto don Grittani. Don Ambrogio morì il 30 aprile 1951, lasciando un nuovo ordine di suore per continuare la sua opera.
Pietà profonda, cultura vasta, socievolezza innata, forte rigore morale, tenerezza verso gli accattoni, pare che fosse un amante del teatro e prima dell’inizio di una rappresentazione si recò dietro le quinte e disse agli attori presenti: «Noi sacerdoti e voi attori siamo uguali: noi dal pulpito narriamo la storia di Gesù Cristo e voi dal palcoscenico narrate storie di altri uomini. Entrambi ci immedesimiamo in ciò che facciamo».
Sono stati proprio la passione per il teatro e il sapersi prodigare pazientemente e amorevolmente per il prossimo e per i meno fortunati che hanno convinto Lina Tricarico Cagnetta con la sua compagnia teatrale “Gymnasium – palestra di vita” a scrivere il testo per la rappresentazione teatrale “Don Ambrogio Grittani una follia che diventa amore” – per celebrare il 100° Anniversario della nascita del prete di Ceglie, su invito dell’Associazione Onlus terlizzese “Don Grittani”.
Ecco dunque che dopo mesi di prove, iniziate in ottobre 2007 la compagnia teatrale Gymnasium è pronta ormai per portare sulla scena la vita e l’impegno di questo onorevole sacerdote domenica 17 febbraio presso la nuova Chiesa di Maria SS. della Stella – sala “G. Albanese”. Una prima da tutto esaurito con più di 200 biglietti venduti, che vedrà la presenza di autorità politiche e clericali locali.
Secondo l’autrice Lina Tricarico l’amore è il filo conduttore di questa storia di abnegazione e sacrifici e si è trattato di un lavoro oneroso e importante, difficile e complesso. «Non ho mai provato tanta ansia per una rappresentazione teatrale; mi sembra quasi di dover affrontare un esame. Non sono mai stata così in apprensione, neanche quando ho portato in scena le opere di Eduardo De Filippo. Mi sono documentata, leggendo alcuni libri su Don Grittani, ho imparato a conoscere la sua figura e la sua umanità», ha dichiarato la sveglia regista terlizzese, sottolineando di essersi molto «affezionata a questa figura che ha fatto tanto bene alla gente».
La signora Tricarico parla di prove dure e di un “gioco di squadra” del team di attori, “tutti importanti, dal primo all’ultimo” e quando le chiediamo qual è il ricordo più bello di questi mesi di prove, lei afferma senza pensarci due volte: «non c’è stato un ricordo particolare; ma comunque il teatro unisce; ci unisce sul piano personale e affettivo. Ci sono infatti attori nuovi nella compagnia che si sono inseriti benissimo».
Per avere una tinta di colore su questa importante rappresentazione abbiamo intervistato le mascottes della compagnia: Angelo e Francesco, due bambini di 8 e 6 anni.
Angelo, bimbo sveglio, occhi vispi e attenti, parlantina loquace e scorrevole, gaia e travolgente; salta continuamente da una parte all’altra del palcoscenico, corre allegro dietro le quinte, parla, chiacchiera, scherza, grida, sfotte e recita con spigliatezza, tenendo testa ai suoi colleghi adulti: «Mi è piaciuto molto recitare; è stato bello perché ho interpretato una parte importante – Don Grittani da piccolo -, la parte di una persona che ha fatto molto bene alle persone. Mi sono divertito». L’altro bimbo, Francesco, onora i suoi 6 anni con un volto tanto paffuto e tenero, quanto timido e silenzioso: «È stato bello recitare. E’ stato un po’ difficile recitare su un palco; ma con Angelo è stato più facile perché è un mio amichetto».
Le altre repliche di “Don Ambrogio Grittani una follia che diventa amore” saranno il 24 febbraio e un’altra in marzo, a Molfetta, la cui data precisa è da definire.
(foto: ilbiancorossonews.it)
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