Senza busta paga, contributi e assicurazioni sugli infortuni. Scoperta stireria con lavoratrici a nero
In base al decreto Bersani, è prevista, per ogni lavoratore impiegato “a nero”, una sanzione amministrativa da 1.500 a 12.000 euro, e una ulteriore sanzione di 150 euro per ogni giornata di lavoro eff
Militari della Tenenza Guardia di Finanza di Molfetta, nel quadro degli ordinari servizi di controllo economico del territorio e di pubblica utilità “117”, hanno effettuato diversi controlli a contrasto del lavoro sommerso.
In particolare è stato effettuato un controllo a Terlizzi presso una ditta individuale esercente l’attività di “stireria”. All’esito sono stati identificati ed individuati 7 donne risultate impiegate “in nero”, in quanto non iscritte nel Libro paga e matricola né, tantomeno, dichiarate agli Istituti di Previdenza ed Infortunistica sul lavoro.
Le irregolarità constatate sono state segnalate ai competenti uffici, mentre i connessi aspetti fiscali in capo al datore di lavoro sono al vaglio della Guardia di Finanza.
In base al decreto Bersani, è prevista, infatti, in capo al datore di lavoro, per ogni lavoratore impiegato “a nero”, una sanzione amministrativa da 1.500 a 12.000 euro, a cui si aggiunge una ulteriore sanzione di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo accertata.
In una nota, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha rilevato come «l’intervento in un settore così delicato non può che beneficiare alla condizione sia dei lavoratori sia di tutti quegli imprenditori che operano sul mercato rispettando le regole. In particolare, ai primi perché a fronte del lavoro svolto non sempre percepiscono il compenso stabilito dalla legge e, soprattutto, non essendo in regola, rischiano di rimanere senza alcuna tutela assicurativa qualora dovessero incorrere in Incidenti lesivi della propria salute; ai secondi, invece, perché costringere gli imprenditori ad utilizzare mano d’opera regolarmente assunta significa eguagliare le variabili economiche che incidono sul prezzo finale dei prodotto, rendendo così più leale e veritiera la concorrenza di mercato».
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