Pane e cipolla e santa libertà

La Redazione

In volume la ricerca di Renato Brucoli su don Pietro Pappagallo che inaugura le manifestazioni per il 120° anniversario della nascita del martire.

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L’aiuto agli ebrei perseguitati è stato reso anche dal sacerdote terlizzese Don Pietro Pappagallo, che è giusto ricordare nella Giornata della memoria</strong>; tanto più nel 2008, anno in cui ricorre il 120° anniversario della nascita. Lo fa Renato Brucoli con il primo di due tascabili dedicati alla figura del martire.

Il volume appena pubblicato dall’Ufficio regionale CRSEC territorialmente competente, fa riferimento agli anni 1888-1939, cioè all’arco di tempo che va dalla nascita del sacerdote terlizzese fino allo scoppio della prima guerra mondiale; il secondo, in uscita per l’anniversario delle Fosse Ardeatine (24 marzo), insisterà sulle vicende accadute fra il 1940 e il ’44, cioè nell’arco di tempo già illustrato da precedenti pubblicazioni e dalla nota fiction televisiva interpretata da Flavio Insinna.

L’autore indirizza il lavoro ai giovani. Le modalità di redazione del testo, la scrittura, l’ampio apparato di immagini e l’articolata cronologia collocata in appendice rispon-dono all’intento di interpellare coloro che nello spessore della vita di fede e nella testimonianza del martire, aperta ai valori di libertà e giustizia, possono rinvenire le risorse per la crescita interiore, per la formazione della personalità, per l’espressione della propria dimensione civica e spirituale.

Un salto qualitativo rispetto a quanto già letto in precedenza è nel fatto che la biografia di don Pietro viene finalmente ricostruita per intero. La pubblicistica ha finora considerato solo gli ultimi tre o quattro anni della vita di don Pietro, per lo più quelli coincidenti con l’occupazione nazista di Roma. Viene ora invece presentato il contesto storico e religioso in cui don Pietro è nato, il suo percorso formativo, l’insorgere della vocazione, il sacerdozio, i primi impegni pastorali fra Molfetta (Convitto Vito Fornari) e Catanzano (Seminario regionale calabro), fino al trasferimento nella capitale, nonché la controversa vicenda in difesa degli operai della Cisa Viscosa, l’incardinamento nella diocesi di Roma, i ruoli svolti presso le basiliche patriarcali di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore, i compiti organizzativi riferiti all’Anno Santo della Redenzione del 1933 e la collaborazione con le segreterie dei cardinali Cerretti e Gasparri.

Tutte queste vicende vengono proposte sotto forma di narrazione storica, non di semplice riproduzione del cartaceo d’archivio. L’autore ha inteso così ricomporre in un disegno unitario le tessere di mosaico ancora disponibili, incontrando i parenti superstiti di don Pietro e ascoltando il loro racconto, intervistando quanti custodiscono la memoria del martire e annotando ogni traccia di corrispondenza epistolare o documentaria. L’affresco che emerge è ampio e articolato ma sintetizzato dal titolo dell’opera, che sottolinea la propensione del martire a tralasciare i mezzi materiali pur di affermare il valore della libertà e della dignità umana.

Il volume consolida la meritoria operazione culturale di riscoperta delle figure dei martiri terlizzesi che nei mesi scorsi ha vissuto tappe importanti con la presentazione del carteggio inedito del professor Gioacchino Gesmundo ai familiari (1930-1943) e con la proposta del Comitato Vite esemplari di edificare e collocare in Terlizzi un monumento scultoreo a ricordo imperituro del sacrificio dei martiri, e che nel 2008 vedrà moltiplicarsi le iniziative in occasione degli anniversari di nascita di don Pietro Pappagallo (120 anni il prossimo 28 giugno) e del professor Gioacchino Gesmundo (100 anni il prossimo 20 novembre).

Renato Brucoli, Pane e cipolla e santa libertà. Don Pietro Pappagallo, martire alle Ardeatine, vol. I (1888-1939), Regione Puglia – Crsec Ba/5, Terlizzi 2007, p. 160, edizione fuori commercio.

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