In ritardo lo stipendio di dicembre e la tredicesima. Sciopero della Flai-Cgil alla Ciccolella

La Redazione

La Guardia di Finanza chiamata in causa per controllare i numerosi lavoratori che non hanno aderito allo sciopero ma che sono impiegati “a nero”.

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La totalità degli unici operai a tempo indeterminato, allo stato attuale, che lavorano per il Gruppo Ciccolella, sono quelli iscritti al sindacato Flai-Cgil. Dello stipendio del mese di dicembre e della tredicesima, questi hanno ricevuto soltanto un piccolo acconto. L’azienda si sarebbe giustificata con un non precisato guasto informatico dei sistemi per la determinazione della retribuzione. Non male per un’azienda che si dice leader europea nel campo floricolo e chiede in Borsa la fiducia degli investitori.

Questa mancanza sembra avere però altre motivazioni. La Flai-Cgil ha proclamato lo sciopero che si sta svolgendo in queste ore, per protestare contro la mancata corresponsione di quanto spetta ai lavoratori che -come dice la nota della Flai-Cgil- «secondo accordo sindacale del 9 marzo 2007, andava corrisposta entro il 15 Dicembre». La manifestazione si è tenuta presso gli impianti di Molfetta e Terlizzi e vi hanno aderito tutti i lavoratori a tempo indeterminato. Ma negli impianti di Ciccolella c’era gente che stava lavorando anche oggi. Secondo il sindacato, questi stanno lavorando illegalmente. E per questo è partita una segnalazione alal Guardia di Finanza.

Vedremo gli sviluppi. Come il sindacato ha detto a proposito dello sciopero e che a questo punto si può estendere per il significato che assume la denuncia alla Finanza, «tale iniziativa si rende necessaria, per contestare il comportamento discriminatorio, le violazioni contrattuali già denunciate ed i licenziamenti effettuati dalla Holding Ciccolella».

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