Le politiche regionali di distribuzione delle risorse finanziarie in sanità

Gero Grassi*

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento del deputato terlizzese, on. Gero Grassi.

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I criteri di ripartizione dei finanziamenti destinati alla Sanità Italiana sono variati negli anni.
Nel V Rapporto CEIS 2007 sono state analizzate le modalità di riparto dei fondi sanitari di alcune regioni italiane, tra cui la Puglia, il grado di centralizzazione/decentralizzazione delle risorse finanziarie destinate alla sanità e le quote di FSR (Fondo Sanitario Regionale) finalizzate a garantire i livelli di assistenza sanitaria. 

È stato evidenziato come le differenze tra le varie regioni nell’assegnazione delle risorse finanziarie sono correlate principalmente alla situazione finanziaria esistente e agli obiettivi di efficienza prefissati: infatti le Regioni che non hanno più vincoli di destinazione formali, sono tenute a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza nel territorio regionale.

Nell’assegnazione dei fondi le regioni italiane si comportano diversamente tra loro in base ad esigenze e necessità. Infatti considerando “l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e lavoro” si evince come il profilo delle varie regioni cambi considerevolmente. Convivono regioni come la Sardegna, dove non è contemplata l’assegnazione di quote specifiche per sottocategorie di spesa e regioni come il Lazio che destina, vincolandolo, l’intero ammontare di tali risorse alla prevenzione. La Regione Campania invece stabilisce che parte di queste risorse siano destinate alla “Salute Mentale” e parte all’ARPA (Agenzia Regionale per l’Ambiente).

Gli studi effettuati mettono in rilievo un’ulteriore differenza tra le varie regioni in relazione alle risorse assegnate all’assistenza territoriale/distrettuale e all’assistenza ospedaliera.
Le risorse assegnate all’assistenza ospedaliera nel 2007 variano dal 42% della Campania al 48,5% del Lazio. Le risorse riferite all’assistenza territoriale variano dal 39,1% della Campania al 52% della Sicilia.
Le risorse assegnate alla Puglia per l’assistenza territoriale, al 2005, sono pari al 48,4%, mentre per l’assistenza ospedaliera nello stesso anno è stato destinato il 47,2%. Non è disponibile il dato aggiornato al 2007.
Variabilità consistente, fedele alla diversa storia e capacità gestionale delle regioni italiane. Le differenze in termini finanziari dovrebbero essere attribuite alla diversa efficienza interna delle varie regioni.

Esiste un altro fattore che incide in alcune regioni nella distribuzione finanziarie ed è la definizione delle quote ex post, ossia sulla base della spesa già sostenuta e delle scelte effettuate in fase di programmazione. Ciò incorre nel rischio di finanziare l’offerta esistente e non tener conto della nuova domanda. 
È un grosso limite che il Governo Prodi sta cercando di abbattere perché questo criterio può provocare una staticità che non risponde ai bisogni dei cittadini. La programmazione della spesa sanitaria sicuramente deve tener conto dell’esistente ma ciò non può essere sufficiente senza una previsione innovativa di servizi e azioni.

Le linea guida in politica sanitaria per superare una potenziale situazione di inefficienza auspicano che le Regioni siano in grado di integrare le scelte di ripartizione delle risorse finanziarie per la sanità con i piani sanitari regionali e programmazione.
Nell’assegnazione delle risorse finanziarie, solitamente le Regioni seguono i criteri previsti dal riparto nazionale con variazioni correlate ai LEA e alle specificità territoriali. Inoltre le Regioni mantengono una quota a gestione diretta e/o vincolata che consente loro di soddisfare esigenze particolari, non prevedibili in fase di programmazione ma che consente di realizzare progetti ad hoc per particolari esigenze.

Migliorare la sanità italiana significa tenere a mente le diversità regionali e intervenire in maniera differenziata in base ai diversi bisogni. Un processo complesso perché richiede un lavoro sinergico tra realtà molto diverse tra loro per caratteristiche socio-demografiche, economiche, strutturali ma tutte orientate all’efficienza dell’offerta sanitaria. Competenza gestionale e organizzativa da parte delle Regioni sono qualità fondamentali.

Il Governo ed il Parlamento stanno cercando di intervenire in favore delle varie Regioni per migliorare le potenzialità di ogni territorio. Si pensi al Disegno di Legge “Interventi straordinari per la sanità nel Mezzogiorno” che destinerà, ove approvato, fondi speciali per il miglioramento dei servizi e delle strutture sanitarie.
Il Governo Prodi sta lavorando perché i protagonisti della migliore sanità italiana siano tutti: cittadini e operatori sanitari. Tutti orientati in un’unica direzione.

*Deputato Partito Democratico – Componente Commissione Nazionale “Etica” Partito Democratico.

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