Il Comune di Terlizzi sulla Giornata Nazionale contro la violenza sulle Donne
Ordine del Giorno presentato da Rifondazione Comunista e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. Le dichiarazioni dell’Assessore alle pari opportunità, Anna De Marco.
Dall’Assessore alle pari opportunità, Anna De Marco, apprendiamo la notizia che il Partito della Rifondazione Comunista ha presentato venerdì 23 novembre un ordine del giorno che è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Terlizzi concernente l’adesione alla manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile sulle donne.
«Le donne denunciano le continue violenze e gli assassini che avvengono in contesti familiari da parte di padri, fidanzati, mariti, ex e conoscenti -dichiara l’Assessore De Marco-. È una storia senza fine che continua a passare come devianza di singoli, mentre la violenza contro le donne avviene principalmente all’interno del nucleo familiare dove si strutturano i rapporti di potere e di dipendenza.
Ricordiamo che l’aggressività maschile è stata riconosciuta (dati Onu) come la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo.
Il tema, soprattutto in Italia, continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura avallando la tesi che sia qualcosa di ineluttabile, mentre si tratta di un grave arretramento della relazione uomo donna.
La violenza contro le donne non deve essere ricondotta, come si sostiene da più parti, a un problema di sicurezza delle città o di ordine pubblico. La violenza maschile non conosce differenze di classe, etnia, cultura, religione, appartenenza politica.
Denunciamo la specifica violenza contro le lesbiche volta a imporre un modello unico eterosessuale.
Non vogliamo scorciatoie legislative e provvedimenti di stampo securitario e repressivo.
Senza un reale cambiamento culturale e politico che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo non può esserci salto di civiltà.
Siamo scese in piazza per affermare, come protagoniste, la libertà di decidere delle nostre vite nel pubblico e nel privato e per ribadire l’autodeterminazione e la forza delle nostre pratiche politiche».
Il testo dell’ordine del giorno.
IL CONSIGLIO
Premesso
– che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani stabilisce che spettano a tutti gli individui le stesse libertà, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine nazionale e sociale;
– che la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea sancisce il divieto di qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, sulla razza, sull’origine etnica e sociale, sull’età o sulle tendenze sessuali;
– che la Costituzione Italiana recita che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini e delle cittadine (art. 3, comma 1 e 2);
– che nel Preambolo della Raccomandazione del 25 gennaio 2005 del Comitato per l’applicazione della CEDAW si afferma che la violenza sulle donne “è la manifestazione di un potere relazionale storicamente diseguale tra uomini e donne (…)”;
considerato
– che la principale causa di morte delle donne, comprese tra i 14 e i 44 anni, in Europa e nel Mondo è la violenza subita da un uomo;
– che l’indagine ISTAT, commissionata dal Ministero delle Pari Opportunità e resa pubblica nel 2006, stima in 6 milioni e 734 mila il numero delle donne che in Italia hanno subito violenza fisica e sessuale nella loro vita;
– che statisticamente il maggior numero di violenze sulle donne si consumano in ambito familiare e che i partner sono i principali responsabili (67,1% dei casi);
– che oltre il 90% dei casi di violenza non viene mai denunciato;
considerato, altresì,
– che la violenza sulle donne non è un problema privato ma è una questione sociale che va affrontata nella dimensione pubblica, perché la promozione e la tutela dei diritti delle donne sono requisiti essenziali per costruire una vera e propria democrazia;
– che costituisce un’obbligazione delle istituzioni garantire la libertà e la vita dei propri cittadini e cittadine;
– che il 25 novembre p.v. è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne;
DICHIARA DI ADERIRE
alla manifestazione contro la violenza maschile sulle donne proclamata per il 24 novembre 2007 a Roma;
impegna la Giunta
1. a promuovere campagne pubbliche contro la violenza sulle donne attivando, con metodo sinergico, una rete con le Province e i Comuni, e con le associazioni impegnate contro la violenza sulle donne, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica in modo permanente, e non solo in occasione di eventi tragici, con l’obiettivo di debellare radicati retaggi culturali che, ancora oggi, rendono possibile il femminicidio;
2. a rifiutare ogni forma di intervento di tipo emergenziale, perché la violenza sulle donne non è una questione di ordine pubblico, ma è una questione sociale e culturale, che non conosce differenze di classe, etnia, cultura, religione, appartenenza politica;
3. a promuovere un programma di formazione, in raccordo fra scuola, servizi territoriali e centri antiviolenza, sulle relazione tra uomo e donne, sull’educazione all’uguaglianza e sul rispetto delle differenze.
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