Sui sentieri della tradizione il libro di Andrea Romanazzi

Nicolò Marino Ceci

Un volume sulla stregoneria presso “le Città Invisibili”

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Presso la libreria “le città invisibili” venerdì 26 ottobre c’è stata la presentazione del libro “La stregoneria in Italia – scongiuri, amleti e riti della tradizione” del barese Andrea Romanazzi.

Romanazzi, laureato in Ingegneria Civile è esperto di antropologia, manifestazioni religiose, magico – popolari e folklore. E’ articolista e appassionato di stregoneria, con diverse partecipazioni a convegni e conferenze su questo tema. I suoi capelli neri mostrano senza vergogna grigie vene di una giovinezza che sta fuggendo via; sintomi ineluttabili del maturo avvento della senile saggezza. I suoi occhi svegli scrutano la colorata libreria. Ci sediamo, gli poniamo alcune domande.

Andrea Romanazzi, come mai un libro sulla stregoneria?
Lo scopo è quello di recuperare le tradizioni che stiamo perdendo.

Come?
Per stregoneria io intendo l’insieme delle pratiche legate alla tradizione popolare che hanno le proprie radici nel paganesimo. Recupero la cultura popolare;le nostre radici culturali.

Da quando si interessa di stregoneria?
Da sempre.

Come le è nata questa passione?
Sono sempre stato affascinato dal capire determinati rituali e credenze popolari.

La Puglia è la terra di Federico II, grande cultore dell’esoterismo. Che effetto fa scrivere un libro su questa controversa disciplina proprio qui?
Ho scritto diversi articoli su Federico II; ma in realtà il tema esoterico è trattato solo di striscio dal mio libro. Tuttavia bisogna riconoscere che il substratum pugliese e italiano è fortemente permeato di essoterismo, trasversalmente alle varie epoche storiche.

La stregoneria e l’esoterismo vanno di moda oggi?
Purtroppo si. Ciò sta facendo perdere il vero significato di stregoneria che rappresenta la vita del villaggio, della campagna, in contrapposizione allo stile ‘fast food’ della vita di città.

Lei nel suo libro è dunque in controtendenza?
Si, anche rispetto ai movimenti neopagani di oggi.

Ma entra in polemica con questa moda?
No, questo argomento non lo tratto proprio.

Stregoneria e scienza: in quali termini si può proporre il rapporto tra le due componenti?
Nel libro le due componenti si conciliano: la strega che racconto nel libro è il medico dei poveri; quindi la sua ‘scienza’ risulta dettata da saggezza popolare, lontanissima dal ‘laboratorio dell’alchimista’.

Commento su “la stregoneria in Italia”. 
È un saggio: esamino tutte le credenze stregonesche italiane che attraversano la vita dell’uomo, a partire dalla nascita e passando per alcuni mali del bambino, sempre nell’ambito della tradizione. Il libro è scritto in chiave antropologica.

Cosa si aspetta da questo libro?
Incuriosire la persona a scoprire i mondo della tradizione popolare che affonda le sue radici nel paganesimo.

Lei ha scritto altri libri come “il ritorno del Dio che balla” e “guida alla Dea madre”. Si può scorgere tra essi un filo conduttore?
Diciamo che il filo conduttore che si può trovare sta nel recupero delle tradizioni popolari. In ciascuno di essi ho trattato un aspetto diverso di questo mondo; infatti io vedo la tradizione popolare come una pianta da coltivare: ogni volta ne rinverdisco una parte diversa.

Scrive per hobby? Questo potrebbe tradursi in un futuro sbocco lavorativo?
Purtroppo scrivo per hobby però non penso che potrei lavorarci un domani: l’editoria non paga. Sarebbe difficile vivere di questa mia passione.

Un ingegnere appassionato di stregoneria e di paganesimo.
L’uomo per essere completo deve avere diverse sfaccettature, deve essere un poliedro dalle molteplici facce. Il mondo umanistico deve integrarsi con quello scientifico. Questo libro è infatti una commistione armonica tra un metodo scientifico che ho utilizzato per condurre delle ricerche e per scriverlo e la conoscenza umanistica che è necessaria per approcciare alla tradizione.

Quindi il libro rappresenta anche una ricostruzione storica?
Certamente. Ho fatto ricerche, mi sono informato e documentato consultando libri, studiosi e noti antropologi.

Uno spot per convincere a leggere il suo libro.
Il lettore dovrebbe considerare questo libro come un viottolo da percorrere sui sentieri della tradizione.

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