Ciccolella vuole costruire una centrale elettrica. Preoccupazione per l’ambiente

La Redazione

Il sito dove sorgerà la centrale si trova sulla strada provinciale Molfetta-Bitonto e precisamente in Contrada Ciardone dove vivono e soggiornano moltissime famiglie.

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 «La preoccupazione dei cittadini è che questa centrale elettrica produrrà energia elettrica bruciando fantomatiche “biomasse” di cui non si conoscono bene le caratteristiche e i danni che produrranno nell’ambiente circostante». Sono le parole di Matteo D’Ingeo del Liberatorio Politico di Molfetta, a proposito della costruzione di una centrale elettrica da parte della Holding Ciccolella. Sembra dunque che ci si dovrà occupare dell’impresa floricola non solo per le numerose controversie sindacali, ma anche per questo grosso progetto su cui sono ancora ignoti gli effetti sulla salute dei cittadini.

Il sito dove sorgerà la centrale si trova sulla strada provinciale Molfetta-Bitonto e precisamente in Contrada Ciardone dove vivono e soggiornano moltissime famiglie e dove si trovano moltissime attività di colture orticole di grande pregio.

«Qualche settimana fa l’Assessore Regionale Michele Losappio in una conferenza pubblica ha promesso che chiederà la Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.) per la centrale di Ciccolella -racconta D’Ingeo- oggi chiediamo di conoscere se questa promessa è stata mantenuta oppure si è trattato solo di propaganda politica.
Chiediamo inoltre che la Regione si faccia promotrice di una conferenza di servizi, per il rilascio delle autorizzazioni necessarie alla ditta costruttrice, che coinvolga non solo la città di Molfetta, ma anche Giovinazzo, Bitonto, Terlizzi e Modugno, perché i fumi di una centrale di 116MW, con i nostri venti di tramontana e maestrale coinvolgono necessariamente le altre città
».

«Noi crediamo che la centrale Ciccolella non nasca da reali esigenze energetiche -continua il leader del Liberatorio Politico-, ma da logiche di mercato e interessi imprenditoriali privati che non ci riguardano e rischia di compromettere un ambiente già altamente inquinato. Se la Puglia produce più energia di quanto ne consumi, ed è la seconda regione in Italia in termini di produzione energetica perché avvelenarci più di tanto?
I signori Ciccolella se proprio vogliono riscaldare le loro serre, con le centinaia di milioni che ricevono dal Cipe si costruiscano degli impianti fotovoltaici o delle piccole centrali termoelettriche da 1MWe e brucino le vere biomasse che producono dalla loro stessa attività
».

Non tarderanno le iniziative di lotta. «Noi non rinunceremo alla nostra salute per far arricchire la famiglia Ciccolella e nei prossimi giorni chiederemo ai cittadini di tutte le città pugliesi, in cui stanno sorgendo centrali elettriche simili alla nostra e a quella di Modugno, di costituire un coordinamento regionale del “ NO alle Centrali” che chieda alla Regione Puglia di rivedere il Piano Energetico Ambientale Regionale».

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