La Flai Cgil sulla legalità in agricoltura

Il sindacato contesta la presa di posizione dei sindaci di alcuni Comuni della Provincia.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo di seguito il comunicato inviatoci dalla Flai Cgil dela provincia di Bari.

Quando si fa sul serio per la difesa della legalità, come sempre, subito si mette in movimento una coalizione che agisce per vanificarla con azioni di contrasto istituzionale, con vari pretesti, depistaggi, magari facendo leva sui problemi sorti con i piccoli produttori, già risolvibili con le leggi esistenti, allo scopo di usarli, al solito, come massa di manovra.

Questa coalizione, subito all’opera, mal sopporta i Carabinieri, la Guardia di Finanza, e gli Ispettori del Lavoro che fanno il loro mestiere, per attaccare una Legge che chiede il ripristino della legalità nelle campagne e altrove.

Agli imprenditori evasori delle leggi e dei contratti piace l’assoluta impunità, l’assenza di controlli o le ispezioni farsa: non piacciono i Carabinieri e la Finanza con gli elicotteri che scoprono l’85% di irregolarità. Vorrebbero essere avvertiti prima delle ispezioni, per nascondere gli schiavi, il lavoro nero, l’irregolarità e farsi trovare, “verginelli”, a posto, ma solo sulla carta che, così, conta, ma nasconde la verità dell’illegalità ampiamente praticata.

Che a farsi portavoce di problemi reali nell’interpretazione delle Leggi siano anche i Sindaci e le Istituzioni Locali è naturale, me se si mettono alla testa di iniziative tendenti a vanificare la legalità dei comportamenti di imprenditori agricoli, o sedicenti tali, è pericoloso per la democrazia e per la difesa dei cittadini e degli imprenditori onesti!

Vogliamo sperare che le ultime iniziative dei Sindaci di Rutigliano, Mola di Bari e Noicattaro, vadano nella direzione della chiarezza dei comportamenti di tutti, nella legalità e nel rispetto dei diritti di chi lavora. L’alleanza, con imprenditori e movimenti che hanno lo scopo di uccidere la legalità nelle campagne, sarebbe poco lungimirante e favorirebbe una concezione sbagliata e pauperistica della stessa economia agricola.

Il continuo agitare della “crisi del settore agricolo” non può essere pretesto per chiedere l’impunità, con finanziamenti pubblici, sgravi, condoni, doni e sconti vari già ottenuti sulle passate illegalità.

La democrazia vive nella legalità e il ruolo delle Istituzioni, ad ogni livello, è quello di agire per la legalità, per tale ragione abbiamo incontrato il Prefetto tante volte, tanti Sindaci, le Associazioni degli imprenditori e le Forze dell’Ordine, per stimolare il ripristino della legalità ed affrontare le questioni applicative delle Leggi.

Chiarire serve sempre, ma va respinto, con forza e determinazione, il tentativo di usare le cosiddette “difficoltà burocratiche” e agitare le “crisi” per scopi illeciti di attacco alla legalità e alla democrazia, ai salari e ai diritti civili e alla dignità degli operai agricoli.

Chiediamo, perciò, al Prefetto di richiamare i Sindaci perché facciano rispettare la Legge Finanziaria 2007, la Legge regionale n° 28/2006 in materia di contrasto al lavoro nero e irregolare a partire dai piani di emersione dal grave fenomeno del lavoro nero fortemente presente nelle campagne.

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