Grande successo per “Federico”, concorso nazionale per giovani orafi
Da pochi giorni si è concluso il 1° Concorso Nazionale Giovani Orafi in onore di Federico II, nel quale si è cimentato il prof. terlizzese Paolo De Santoli.
«Federico II è una figura prevalente nella storia del nostro territorio ed inoltre, la storia ci racconta come egli abbia avuto un numero elevatissimo di amori o, semplicemente di amanti», aveva dichiarato il prof. Colonna all’inaugurazione di “Federico”, il 1° Concorso Nazionale Giovani Orafi incentrato sulla figura di Federico II di Svevia, figura eclettica ed enigmatica, abile diplomatico, appassionato di caccia e di esoterismo.
Il concorso, organizzato dall’Istituto Statale d’Arte di Corato si è sviluppato nell’arco di tre giornate, 5 – 6 – 7 Ottobre e ha visto anche il coinvolgimento indiretto del terlizzese Paolo De Santoli, Docente presso l’istituto coratino.
L’evento, patrocinato da Regione Puglia, Provincia di Bari, Circuito Puglia Imperiale, Confindustria sez. Orafi bari, oltre che dai comuni di Andria, Trani, Barletta, Corato e Ruvo e svoltosi presso il Castello Svevo di Trani, è stato caratterizzato dalla presentazione di due libri ad opera di Renato Russo e Maria Giuseppina Pagnotta oltre alla rappresentazione teatrale “le donne di Federico” – testo e regia di Francesco Martinelli. 100 circa i pezzi di oreficeria oggetto del concorso, provenienti da ben 20 istituti di tutta Italia, 100 perle che sono state giudicate da un’autorevole giuria nella quale c’è stato anche Costantino Foschini, giornalista RAI, Attilio Petruccioli, Preside della Facoltà di Architettura Politecnico di Bari, oltre al Dirigente Scolastico Vincenzo De Mitri.
Grande soddisfazione è stata espressa dal prof. De Santoli i cui alunni hanno allestito una ‘sezione speciale’ dell’esposizione, intitolata “Arci’eri di Luc’era”. In tale sezione gli alunni delle classi 1° A, 1° B, 2° B, 3° B, 4° B del corrente anno scolastico, hanno così realizzato un laboratorio di creatività con l’uso di materiali riciclati per riprodurre agli Arcieri di Lucera, un corpo di guardie arabe scelte, con il compito di sorvegliare e salvaguardare l’incolumità di Federico II. Il corpo degli Arcieri rappresentava dunque la guardia personale di Federico ed era stanziata normalmente nella cittadella urbana di Lucera.
Il nome di questa sezione speciale è anche il frutto di un gioco di parole teso a sottolineare l’importanza fondamentale della luce nelle opere esposte dato che, come il Prof. De Santoli ha affermato, la luce è «un valore in più che dà un all’opera un plusvalore e permette di vederla e osservarla sotto un punto di vista inedito ed affascinante».
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