“Imago Mariæ”: i nostri poeti del pennello omaggiano Notre Dame e la femminilità

Valeria De Ceglia

Cinque artisti si sono lasciati ammaliare da una rappresentazione della Vergine Maria. Il risultato è una mostra assolutamente da non perdere.

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La rappresentazione del sacro – inutile negarlo – riesce a far breccia nel cuore di tutti gli artisti. C’è chi l’accetta come sfida, chi come increscioso compito, chi come investitura divina ma ciò che vale sapere è che la rappresentazione del sacro resta misteriosamente inscritta in ogni vocazione artistica a tal punto che non sarebbe affatto un’esagerazione sostenere che la storia dell’arte è in primis storia dell’arte cristiana.

Questa volta è toccato a Maria Bonaduce, Valentina De Marco, Giulio Giancaspro, Giovanni Morgese e Giuseppe Vallarelli, artisti autoctoni, lasciarsi ammaliare da una rappresentazione del sacro, in specie della Vergine Maria. Il risultato è una mostra assolutamente da non perdere.

Luigi Dello Russo, in un intervento scritto in occasione della mostra di Maria Bonaduce, ha cercato di motivare il frequente ricorso dell’arte moderna a “tematiche religiose e figure sacre” con queste parole: “in un mondo desacralizzato dall’economicismo e dall’edonismo la figura di Maria riconquista un ruolo primario e fondamentale: quello di madre di Cristo e ausiliatrice degli uomini, a favore dei quali intercede per una inversione di tendenza etica al fine che si realizzi qui, in terra, la vera autentica Umanità”. Le reiterate raffigurazioni di Maria avrebbero, pertanto, un valore morale e sociale in quanto servirebbero a correggere la tendenza dell’umanità a distaccarsi dal suo mero valore ontologico e a riempirsi, sempre più, di disumanità. L’imago Mariae serve dunque a recuperare il valore della donna. Anche Edith Stein ha definito Maria come “la donna autenticamente liberata, emancipata da ogni schiavitù, archetipo e modello di ogni donna”.

Nell’epoca delle veline e dei burqa – che, prescindendo dalla diversità delle apparenze, hanno come medesimo effetto quello di far sparire la donna – l’imago Mariae è la sfida più elegante ed efficace per ricordare all’universo femminile la sua dignità di donna, madre e sposa.

L’arte cristiana continua ancora oggi a stupire per le sue singolari e significative creazioni, vere e proprie poesie visive. Ed è per questo che Maria Bonaduce, Valentina De Marco, Giulio Giancaspro, Giovanni Morgese e Giuseppe Vallarelli, da poeti del pennello, riescono a emozionare e a far riflettere con il loro modesto e intenso omaggio alla Nostra Signora. Notre Dame, direbbero i francesi.

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