De Leo: «Le scelte del Centro Studi “Aldo Moro” per il Partito Democratico»

Vito De Leo*

Appoggio alla candidatura di Michele Emiliano per la guida regionale del nuovo partito.

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Cari amici,
dopo un serio ed appassionato dibattito, unanimemente, tutti gli aderenti all’associazione che s’ispira all’insegnamento dell’indimenticabile Aldo Moro hanno deciso di aderire al Partito democratico per Valter Veltroni e, in Puglia, per Michele Emiliano. Cercherò, nella mia qualità di presidente del sodalizio, di motivare brevemente la nostra scelta e di proporre una discussione comune.

Il percorso di aggregazione tra le forze del centrosinistra si è accelerato con il procedere spedito della costituzione del Partito democratico verso le primarie del 14 ottobre. Con la candidatura di Veltroni si è aperta una fase in cui la ricerca di un linguaggio nuovo della politica ben esprime l’esigenza di una ripresa partecipata del rapporto tra i cittadini e la vita attiva, cioè politica. Credo che molte delle esigenze che il Centro Studi Politici “A. Moro” ha posto sin dal momento della sua nascita possano ben interagire con questo processo in corso.

La fase aperta con la candidatura del Sindaco di Roma mostra una strada per giungere a una ricchezza di democrazia che questo partito programmaticamente assume in carico sin dal suo nome. L’alternanza di donne e uomini nelle liste, esempio di civiltà, garantisce un rinnovamento della classe dirigente, certo non automatico, ma rivolto verso prospettive di lungo periodo, verso il futuro in mano alle nuove generazioni. Promette, inoltre, insieme ad altre regole costitutive del Partito, di non rimuovere, ma di affrontare con misura il problema della personalizzazione nella vita politica, che va contrastata adottando le forme della discussione, della partecipazione e della comunicazione nuove e non subalterne alla cattiva mediatizzazione della politica.

Il processo in atto conferma l’esigenza dell’esistere di un’associazione come il Centro Studi Politici “A. Moro”, quale luogo libero ed autonomo di discussione aperta e franca, di critica intesa come capacità di pensare alle condizioni stesse di possibilità dell’agire politico.

So bene che tra noi coesistono diverse “anime” politiche. Devo però sinceramente dire che mentre nel caso del PD si apre un processo che, pur con molte contraddizioni, tenta l’inclusione, parla ai cittadini e fa ricorso ad un meccanismo di elezione attraverso le primarie che anche simbolicamente rappresenta un segno alto della democrazia partecipata, in altri settori della sinistra – almeno finora – questo sforzo non appare. Auspico che ciò possa accadere presto perché l’aggregazione collegata alla partecipazione dà forza alle idee e crea nuovo senso di responsabilità.

A livello regionale aderiamo alla candidatura di Michele Emiliano nello spirito di quella stagione politica avviatasi nel 2003-2004, in cui, la candidatura dello stesso Emiliano a sindaco di Bari emerse dal “basso”, primo atto di quella “Primavera pugliese” che non fu affatto antipolitica, ma fu il trionfo della politica partecipata. La “Primavera” proseguì poi nel 2005 con le primarie per le Regionali che furono anche “laboratorio” per le primarie nazionali tenutesi nell’ottobre dello stesso anno. Il nostro auspicio, è che alle primarie del 14 ottobre 2007, seguano immediatamente quelle per la designazione dei candidati sindaci alle elezioni amministrative del 2008.

Questo bagaglio di esperienze, infatti, va rielaborato costantemente nel presente attraverso scelte che mettano al primo posto la partecipazione, le ragioni dei più deboli, la solidarietà, la sussidiarietà e le politiche giovanili, culturali e sociali.

Insieme lavoreremo non alla formazione di un nuovo partito, quanto piuttosto alla nascita di un partito “nuovo”, con l’obiettivo di restituire alla politica la dignità che merita, la gioia del servire con gratuità, l’emozione di prendere grandi o piccole decisioni allentando la morsa degli interessi privati, attraverso lo studio, la discussione, l’esame e il riesame, pianificando le azioni.

Senza un patto generazionale, senza un rinnovato patto con le imprese, senza sviluppo, senza crescita, senza passione per il lavoro, senza capacità imprenditoriale non c’è futuro.

La più grande risorsa che abbiamo sono le perone, le loro intelligenze. Il partito nuovo dovrà porre al centro dell’agenda politica un patto tra generazioni per costruire una possibilità di futuro per i giovani, la grande risorsa che la nostra regione è costretta ad esportare: emigrati se riescono ad andare via, poveri se provano a restare.
Su questi ed altri temi confermiamo il nostro impegno con la forza che ci riviene dal metodo, dalle idee e dagli insegnamenti del nostro grande Maestro Aldo Moro: “Noi non vogliamo essere gli uomini del passato, ma quelli dell’avvenire. Il domani non appartiene ai conservatori ed ai tiranni: è degli innovatori attenti, seri, senza retorica. E quel domani nella società civile appartiene, anche per questo, largamente,alla forza rivoluzionaria e salvatrice del Cristianesimo. Noi siamo diversi, noi vogliamo essere diversi dagli stanchi e rari sostenitori di un mondo ormai superato”. (fonte immagine: puglialive.net)

*Presidente del Centro Studi Politici “Aldo Moro”.

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