La festa Maggiore patrimonio dell’intera comunità da sottrarre ad ogni forma di “Privatizzazione”
il sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria e l’Amministrazione tutta esprimono forti perplessità per la gestione della Festa Maggiore.
In una nota al Presidente Gioacchino Grieco il sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria, esprime le forti perplessità per la gestione di una Festa Maggiore che va invece rilanciata e valorizzata nei suoi elementi costitutivi e tradizionali che sono il vero e forte momento di aggregazione nella comune devozione alla Madonna di Sovereto.
“Signor Presidente l’Amministrazione Comunale e l’Esecutivo nella sua interezza, fanno proprie le perplessità e anche le forti critiche suscitate dal modo con cui è stata gestita parte della Festa Maggiore 2007.
Non è infatti più pensabile e praticabile, per gli anni a venire, che la Festa Maggiore di Terlizzi abbia momenti di “privatizzazione” come quello cui abbiamo assistito nella edizione di quest’anno e che le polemiche facciano smarrire il vero e autentico significato dell’evento celebrativo.
Ci si riferisce alla forma di sottoscrizione per assistere al concerto di lunedì 6 agosto con tanto di biglietti di prima, seconda e terza fila in una piazza quasi “blindata”.
Se l’Amministrazione non è intervenuta preventivamente, come era in suo potere fare, è stato per non creare sconcerto e per consentire un regolare svolgimento della Festa vissuta come momento di forte aggregazione da tutta la comunità. Unica forma di dissenso è stata la non partecipazione al concerto certi di interpretare, pur nel rispetto dell’autonomia del comitato, il sentimento comune.
Non è tollerabile che i contratti di decine di migliaia di euro per il cantante o i cantanti di turno, diventino l’elemento condizionante dell’intera Festa, penalizzando gli stessi cittadini che hanno contribuito con le loro spontanee donazioni.
La Festa Maggiore, oggi come in passato, è e deve rimanere di tutti e va da tutti, cittadini e turisti che ci onorano della presenza, goduta e vissuta senza limitazioni e privilegi.
Verrebbe meno il senso stesso della Festa e il motivo principale per cui viene annualmente celebrata: la devozione che la città di Terlizzi tributa alla Vergine Patrona attraverso il suo ingresso trionfale, evocazione della prima accoglienza che si perde nel tempo. Questo è il vero motivo della Festa, l’elemento tradizionale e caratterizzate immancabile; non va mai dimenticato o soverchiato da altre iniziative collaterali pur pregevoli o interessanti. Il resto, infatti, potrebbe anche non tenersi e va comunque commisurato alle reali risorse disponibili.
Non c’è da operare alcun azzardo se non una Festa adeguata alle reali capacità di spesa e senza spingere a forme alternative di reperimento di fondi che non siano quelle per celebrare con decoro e con lo stesso spirito con cui l’anno fatto le generazioni che ci hanno preceduto. Ed è questo il bagaglio etico e religioso che dobbiamo affidare alle generazioni che ci seguiranno.
Sono certo che alla luce delle esperienze acquisite si potranno condividere percorsi di valorizzazione della Festa Maggiore, autentico patrimonio della Città di Terlizzi.”
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