Gero Grassi: «Sanità per tutti, ancheper gli immigrati»

La Redazione

In Italia l’indice di immigrati è sempre più alto, quindi non si possono trascurare i disagi che questa fascia di popolazione incontra quotidianamente nell’accesso ai servizi sanitari.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento dell’on. Gero Grassi su sanità e immigrazione.

La Sanità italiana non può più essere ritenuta un ambito in cui i servizi erogati abbiano come destinatari esclusivamente i cittadini italiani visto il tasso sempre più alto di cittadini stranieri.

A tal fine il Ministero della Salute tra gli atti di indirizzo e di controllo, ha incluso la rimozione dei principali ostacoli che impediscono ai cittadini immigrati di usufruire del diritto alla salute, della prevenzione sanitaria e delle cure mediche.

In Italia l’indice di immigrati è sempre più alto, quindi non si possono trascurare i disagi che questa fascia di popolazione incontra quotidianamente nell’accesso ai servizi sanitari.

Spesso la tutela del diritto alla salute per i cittadini stranieri, anche nei casi di emergenza, sia pur applicando la normativa che disciplina questo ambito, si scontra con barriere giuridico-legali, burocratico-amministrative, linguistico-culturali ed organizzative associate ad una diseguale offerta sanitaria nei diversi ambiti territoriali.

Per garantire il diritto alla Salute uguale per tutti i cittadini stranieri e in tutte le zone d’Italia il Ministero della Salute ha istituito la Commissione “Salute e Immigrazione” con incarico triennale in cui sono rappresentati anche esperti di settore stranieri, del privato sociale, delle Regioni e della Direzione Generale del Ministero.

Le iniziative previste sono finalizzate all’inserimento di figure di interpreti e di mediatori linguistico-culturali per ridurre al minimo le difficoltà di comunicazione tra servizi pubblici e popolazione immigrata, in particolare nei servizi di pronto soccorso e nei reparti di maternità e di pediatria. Gli interventi del Ministero della Salute prevedono anche accordi di collaborazione tra i diversi Ministeri per potenziare attività di ricerca ed analisi su aspetti che possano favorire l’inclusione nel Servizio Sanitario Nazionale della popolazione straniera. È prevista anche un’attenta analisi delle politiche locali per individuare modelli di assistenza e prevenzione orientati ai bisogni degli utenti stranieri.

Vista le sempre più variegata composizione sociale della popolazione italiana risulta significativa la necessità di incentivare la ricerca epidemiologica per monitorare costantemente i potenziali rischi a cui la popolazione è sottoposta. La promozione di una cultura sanitaria sempre più al servizio dei cittadini, di qualunque etnia essi siano, non può trascurare l’aspetto relazionale degli operatori sanitari. Infatti sono previsti percorsi formativi che possano uniformare le competenze e le abilità multiculturali fondamentali sia in fase organizzativa dei servizi sanitari che nella fase relazionale tra operatori sanitari e pazienti.

Per disposizione del Ministero della Salute l’inserimento degli interpreti e dei mediatori linguistico-culturali è affidato alle singole Regioni che possono disciplinare le modalità organizzative e di funzionamento delle Aziende sanitarie del proprio territorio.

L’importanza di queste figure strategiche, che riducono al minimo il divario culturale tra etnie diverse è stato legittimato dalla volontà della Commissione “Salute e Immigrazione” che sta definendo le competenze specifiche di un profilo professionale da inserire nella piante organiche al fine di facilitare sempre più la fruizione del diritto alla salute che deve essere sempre più esteso e uguale per tutti.

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