La Rosa nel Pugno scrive lettera di polemica al Sindaco di Terlizzi
Parole pesanti come macigni dirette al Sindaco Di Tria, definito “Podestà”, reo di tenere riunioni in locali privati, invece di [tenerle] con le categorie e con i cittadini prima di adottare i provved
«Il sottoscritto Antonelli Gaetano, Presidente del Gruppo “Rosa nel Pugno” del Consiglio Comunale di Terlizzi chiede la convocazione urgente del Consiglio Comunale». Così esordisce una lettera che Nino Antonelli ha inviato al Sindaco di Terlizzi, al Presidente del Consiglio Comunale, Rag. Michele De Chirico e al Prefetto di Bari.
«Ricordo al Presidente che l’ultima seduta andò deserta per mancanza di numero legale mentre si discuteva un ordine del giorno presentato dal sottoscritto sulla drammatica questione del traffico nel centro storico. Il Sindaco è intento a tenere riunioni sull’argomento in locali privati invece di sentire la decisione del massimo organo istituzionale della città. Tutte le decisioni in contrasto con l’atto di indirizzo che verrà dato dal Consiglio Comunale e i ritardi nell’assumere le stesse, sono un grave attentato alla democrazia. Il Sindaco, le riunioni le deve tenere con le categorie ed i cittadini prima di adottare i provvedimenti, e nelle sedi competenti.
Sig. Sindaco, La diffido a non assumere atteggiamenti da podestà (non riceve delle forze politiche che hanno raccolto centinaia e centinaia di firme di cittadini terlizzesi) ma a favorire il dialogo.
Le ricordo che il piano del traffico parla solo di macchine, escludendo quanto prevedono gli strumenti urbanistici, che indicano per alcune zone del centro storico cose ben diverse dal provvedimento adottato. È la prima volta che si stravolge la vita della città con un piano scellerato.
Come al solito, sarò sempre con il popolo di Terlizzi, quello che ama la storia, la cultura, la tradizione, il borgo, sarò attivo e partecipe affinché questi principi non vengano calpestati da chi utilizza i finanziamenti pubblici, non dove servono, ma per provvedimenti sterili, inutili e dannosi all’immagine della città».
Lettera firmata da Nino Antonelli.
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