Costituzione del Partito Democratico, De Leo: «Ds e Margherita sono ancora fermi»
Ancora non attuate le iniziative verso le elezioni primrie del 14 ottobre.
I gruppi dirigenti dei Ds e de La Margherita locali, a differenza di quasi tutti i comuni della Regione, non si sono ancora riuniti per predisporre l’agenda organizzativa delle imminenti scadenze previste dal Comitato dei 45 per la Costituente del Partito Democratico. Tra il 2 e il 12 luglio avrebbero dovuto tenersi iniziative comuni (gazebo e altro) durante le quali si sarebbero dovuti distribuire questionari e volantini, dai quali ricavare un elenco di cittadini disponibili a partecipare ai comitati promotori. Questo gruppo di lavoro – se si formerà – avrà il compito di organizzare le elezioni primarie del prossimo 14 ottobre e, probabilmente, la campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2008.
Obiettivo: costruire una rete di adesioni di cittadini associati e non con i quali discutere e concertare i temi politici e organizzativi sul tappeto: la leaderschip nazionale, le liste collegate per l’elezione dei delegati all’Assemblea costituente, gli accordi a livello circoscrizionale, la macchina organizzativa, il ruolo delle donne e dei giovani, il programma per le elezioni comunali, la proposta ai partner dell’Ulivo di individuare il candidato sindaco attraverso le primarie e quant’altro emergerà dall’ascolto costante delle realtà territoriali e dei cittadini.
Il nostro auspicio è quello di realizzare un partito nuovo, aperto, democratico, non chiuso nei meschini calcoli elettorali, liberato dalle inutili guerre di posizione, che lascia alle proprie spalle i tatticismi e guarda in avanti, superando gli atavici vizi di autoreferenzialità e dando caratteri autenticamente democratici al processo costituente.
Partendo da radici diverse i due partiti dei DS e de La Margherita, non più con la testa rivolta all’indietro verso ricordi e ideologie, non più protagonisti di spettacolari polemiche tra i gruppi dirigenti per le gestione del Comune, possono promuovere quella sintesi nuova e riformatrice di cui la città ha bisogno, aprendosi a quanti si sentono oggi esclusi e marginali in una città che, nonostante l’incapacità della sua classe dirigente, cambia., sia pure molto lentamente e con estrema difficoltà.
Capacità d’inclusione, quindi, che dovrà innanzitutto esistere all’interno del Partito Democratico, affinché questo non risulti una fusione di due gruppi dirigenti, ma sappia aprirsi al contributo moderno e innovativo di tutti coloro che non sono, né vorrebbero essere “ex” qualcosa.
Quello che vogliamo è un partito che sappia premiare, più che la fedeltà correntizia o il numero di tessere portate in dote, la partecipazione attiva alla vita del partito, le capacità dimostrate, i meriti acquisiti. Vogliamo, insomma, un partito che punti ad un ricambio, oltre e prima che generazionale e di genere, culturale: di metodi e di contenuti.
*Presidente del Centro Studi Politici “Aldo Moro”
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro