L’Assessore regionale Barbanente “benedice” il Pirp di Terlizzi

La Redazione*

Il progetto di Terlizzi «è la dimostrazione concreta che si comincia a cambiare sostanzialmente l’approccio con la pianificazione urbana e che le periferie da aree marginale e neglette, da problema, s

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Pubblico numeroso e attento alla presentazione (14 giugno) del PIRP (Progetto Integrato Recupero Periferie) presentato dal Comune di Terlizzi alla Regione Puglia per il finanziamento. Le attese per questo bando regionale sono tante come dimostrano i programmi presentati dai comuni pugliesi, ben 122 partecipanti. La strada intrapresa dalla Regione, e condivisa dai comuni, è quella dell’innovazione radicale delle pratiche consolidate di trasformazione urbana, individuando quale obiettivo primario la riqualificazione delle periferie.

Terlizzi, che rientra nella fascia dei comuni tra i 20 e i 50 mila abitanti e che quindi potrà eventualmente ottenere un finanziamento pari a 3 milioni di euro, ha individuato quale area di intervento la zona PEEP “Chicoli” e l’annessa area per le attrezzature pubbliche prospiciente Viale Federico II, nonché la zona IACP di Via Diaz (Via Molfetta). Aree che per scelte politiche degli ultimi decenni sono state di fatto marginalizzate.

Nell’introdurre i lavori l’assessore comunale all’Assetto del Territorio Gaetano Domenico Pierro ha rimarcato la portata storica dell’intervento proposto dal Comune di Terlizzi per le valenze non solo urbanistiche ma anche economiche, sociali e, ha sottolineato, anche psicologiche. Il PIRP ripone al centro della progettualità i bisogni di periferie sorte negli anni ’80 con pianificazioni includenti, solo sulla carta, servizi mai realizzati. Per riparare alle disattenzioni del passato, ha proseguito Pierro, non è stato trascurato nulla e costruttivo è stato il confronto con i cittadini, gli abitanti, le associazioni culturali e di volontariato attive sul territorio nella ferma convinzione che qualsiasi progetto può avere valenza solo se tiene conto delle esigenze e delle aspirazioni di chi in quei quartieri vive.

Atteso l’intervento di Nicola Signorile, critico della Gazzetta del Mezzogiorno, su “Pianificazione territoriale e recupero delle periferie”. Per Signorile la pianificazione non può che prendere le mosse da una critica, positiva e negativa, a quanto operato nei settori oggetto degli interventi. Tale critica rientra definitivamente nel progetto proposto come pure la storia dei luoghi perché le città e i quartiere non sono solo volumi, costruzioni, case, ma hanno anche “anima”. Ripartire dalle periferie a Terlizzi significa quindi ripartire dal vissuto dei luoghi, riconoscerne la storia, esaltare le positività, rimediare agli errori. L’aspetto assai positivo della pianificazione sollecitata dalla Regione Puglia e accolta integralmente dal Comune di Terlizzi sta quindi nella riqualificazione e non nel consumo del suolo e nella costruzione di una città infinita che produce danni permanenti. La filosofia è quindi quella di non abbandonare le periferie costruendone altre, destinate a loro volta ad essere abbandonate, ma di intervenire sul costruito migliorandolo profondamente e riparando ai danni prodotti nel passato. Gli esempi non mancano a cominciare dalle periferie di Berlino est dove si è attuato l’integrale recupero, e miglioramento energetico, del patrimonio edilizio secondo strategie che si vedono applicate anche nel PIRP di Terlizzi. Quest’ultimo, infatti, ben si inserisce nelle esperienze più moderne del contesto europeo e coglie sino in fondo lo spirito del bando regionale che pone esplicite prescrizioni all’utilizzo di aree agricole ed edificabili.

Nel dettaglio del PIRP di Terlizzi è sceso Arturo Cucciolla coordinatore del Gruppo di Progettazione costituito dall’Associazione Temporanea tra Professionisti, Studio Vitone e Associati, Ricerca e Sviluppo Società Cooperativa. Per Cucciolla il programma presentato è in stretta continuità con il Contratto di Quartiere 2 perché le aree individuate, Chicoli e il complesso IACP di Via Diaz, costituiscono vere e proprie priorità per l’Amministrazione Comunale di Terlizzi che persegue il fine della piena integrazione urbanistica e sociale di esse alla città. La partecipazione dei cittadini e il coinvolgimento dei privati ha costituito quindi un importante elemento del programma e consentirà, tra l’altro, di risolvere definitivamente la questione ormai decennale della presenza del deposito di carburanti, una vera bomba ecologica, nel popoloso quartiere Chicoli. L’accordo sottoscritto con i proprietari, al quale si è giunti attraverso un confronto franco e trasparente, condurrà, infatti, alla delocalizzazione dell’impianto mentre su quell’area sorgeranno uffici, servizi, centro commerciale.

Per il sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria: «Il programma presentato cambia il volto a grandi porzioni di città ad oggi completamente scollegate e prive di servizi. Il bando regionale ha avuto il grande merito di aver invertito tendenze ormai inveterate e di aver posto al centro dell’attenzione le periferie e i centri storici che si vanno spopolando, attuando importanti investimenti politici oltre che economici. I comuni hanno compreso assai bene il messaggio e lo hanno condiviso al punto che la partecipazione è davvero massiccia: i PIRP ragionano sui collegamenti de vari aggregati urbanistici e sociali operando una radicale svolta a quanto sino ad ora operato. Sono le scelte fatte da Terlizzi che intende rigenerare quartieri resi estranei alla vita della città da scelte politiche e insediative incuranti dei reali bisogni della comunità, non solo di quella residente nelle aree in questione». Va letta in questa nuova ottica la partecipazione dell’IACP al programma PIRP: finanzierà con cospicue risorse il recupero e la riqualificazione degli immobili di Via Diaz e vI a Gramsci dove vi sono difficoltà di ordine sociale che meritano grande attenzione. Ci attendiamo, ha proseguito il sindaco, l’approvazione del programma PIRP.

Le conclusioni ad Angela Barbanente assessore all’Urbanistica della Regione Puglia.
«Vedere tradotto un provvedimento burocratico in una esperienza concreta di buona progettualità e pianificazione del territorio con la riqualificazione di ampie aree urbane sino ad ora considerate e percepite come marginali, è fonte di notevole soddisfazione e anche emozione». 

«È il segno concreto che si comincia a cambiare sostanzialmente l’approccio con la pianificazione urbana e che le periferie da aree marginale e neglette, da problema, si stanno trasformando in opportunità e in risorsa per intere comunità. Di per se le periferie sono infatti opportunità perché offrono numerose e preziose possibilità, attraverso gli spazi incompiuti, di ridisegnare, riprogettare, riqualificare, riusare, riaggregare, ripensare il rapporto tra centro e periferia. Il PIRP di Terlizzi coglie fino in fondo lo spirito del bando regionale e traduce in maniera efficace le tre parole chiave che sono alla base della filosofa dello stesso: partecipazione, integrazione, sostenibilità».

«Quanto progettato per il PIRP di Terlizzi –ha continuato l’assessore Barbanente- che coinvolge le zone Chicoli e le case popolari di Via Diaz riconnettendo le due porzioni di città tra loro e con l’intero nucleo urbano, lascia riemergere la fase più creativa e progettualmente avanzata del secondo dopoguerra quando l’edilizia residenziale pubblica fu straordinario terreno di sperimentazione. Il PIRP di Terlizzi recupera quella straordinaria stagione e opera non solo per la riqualificazione dal punto di vista formale ma anche sociale e della vivibilità delle aree oggetto dell’intervento».

«E la stessa filosofia che ha portato la Regione Puglia a chiedere allo IACP di vincolare il 50% dei finanziamenti regionali al recupero degli immobili degradati.
E’ giunto infatti il tempo che l’edilizia pubblica torni ad essere terreno di confronto e sperimentazione, che elimini le connotazioni negative e l’immagine di degrado ma diventi buona pratica progettuale. Soprattutto che l’edilizia e la sperimentazione del pubblico torni a far scuola e essere esempio per quella privata».

«Certo i tre milioni di finanziamento previsti dal PIRP per i comuni con popolazione tra i 20 e i 50.000 abitanti forse non sono molti, ma -e la progettualità convinta, partecipata e qualificata messa in campo a Terlizzi lo conferma- sono un importante volano per l’economia nel suo complesso perché attiva procedure di compartecipazione tra pubblico e privato».

«Un progetto come quello di Terlizzi che interpreta con tanto entusiasmo tecnico e “politico” il bando regionale, rappresenta davvero una preziosa opportunità e insieme una grande scommessa per il futuro delle nostre comunità».

*Si ringrazia Francesco De Palo

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