Inquinamento elettromagnetico: istituzioni e cittadini a confronto
Tecnici e politici alla ricerca di soluzioni compatibili con l’ambiente.
Si è tenuto presso il Chiostro delle Clarisse, l’incontro sull’inquinamento causato da onde elettromagnetiche. In apertura, l’assessore all’Ambiente del Comune di Terlizzi Anna De Marco ha suggerito al pubblico presente un più ragionato utilizzo dei cellulari. Troppo spesso, il possesso del cellulare è originato da una mera mania di conformismo e non da un concreto bisogno; basti pensare che il cellulare è diventato il regalo più ambito da parte di grandi e piccini. Non ignorando l’impatto ambientale causato dai cellulari, è necessario razionalizzare l’uso degli stessi.
Francesco Tarantini, presidente di LegAmbiente, con il supporto di slide, ha illustrato la differenza tra i vari tipi di antenne; una differenza che tiene conto del loro concreto riverbero sull’ambiente. Tra le antenne non dannose, il presidente di Lega Ambiente ha annoverato le antenne riceventi e i ponti radio. Tutt’altro che innocue, invece, risultano le antenne trasmittenti, nonché i ripetitori radiotelevisivi. Questi ultimi sono più dannosi sia per la potenza che per il fascio di irradiazione poco direttivo.
L’unico modo per cautelarsi dalla nocività degli impianti radiotelevisivi resta l’ubicazione fuori dal centro urbano. Tale scelta dettata da un buon senso e da un’acuta sensibilità ecologica non può essere adottata nel caso di impianti per telefonia cellulare che devono essere ubicati necessariamente nel cuore del centro urbano altrimenti verrebbero pregiudicate tutte le comunicazioni telefoniche. Gli impianti per telefonia cellulare vengono impiantati sui palazzi e sui pali e il loro numero dipende dalla tecnologia, dal numero dei gestori e dal numero di coloro che utilizzano telefoni cellulari. Ergo, l’attivazione di nuovi numeri di cellulare può rendere insufficiente il numero di antenne disposto sul territorio.
L’amministrazione comunale deve impegnarsi in: monitoraggio ARPA e monitoraggio degli impianti esistenti, individuazione delle aree comunali e minimizzazione degli impatti estetici di un’antenna (è necessario pensare ad una mimetizzazione delle antenne).
Giorgio Assennato, direttore generale dell’ARPA, ha messo in luce, in primis, la discrepanza tra la percezione del rischio e il reale rischio e, in secundis, ha illustrato uno studio effettuato sulla mortalità a Terlizzi per causa tumorale dal 1981 al 2001. Gli esiti dello studio non hanno rilevato un eccesso di mortalità nell’arco del periodo esaminato.
Particolarmente significativo è stato l’intervento di Luigi Vitucci, fisico dell’ARPA Puglia, che ha illustrato, con l’ausilio di slide, i risultati del monitoraggio effettuato su Terlizzi in merito all’impatto ambientale degli impianti per telefonia cellulare. Riportiamo, di seguito, gli esiti dello studio:
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