Al Piccolo Garzia la prima sala Digima della Puglia
Giovedi’ 7 giugno, alle ore 21, ci sarà la presentazione in anteprima nazionale del film “Hikikomori” alla presenza dei produttori ed autori.
Il Piccolo Osservatorio Universale Garzia ha siglato l’accordo di adesione al network Digima. A breve quindi, nella struttura situata nel Comune di Terlizzi, saranno avviate le proiezioni di film ed eventi culturali e sportivi in formato digitale.
Il Piccolo Osservatorio Universale Garzia è una sala polivalente da 99 posti, attrezzata ed arredata, gestita da Atropina S.n.c. una società di servizi che mira a fornire proposte per il tempo libero impiegando le più moderne tecnologie digitali di comunicazione.
Giovedi’ 7 giugno, alle ore 21, ci sarà la presentazione in anteprima nazionale del film "Hikikomori" alla presenza dei produttori ed autori del primo film realizzato in digitale e distribuito nelle sale del circuito digitale "Digima".
Prodotto dalla DM Communication, Hikikomori, del giovane regista Gianluca Olmastroni, è il primo esempio in Italia di pellicola proiettata attraverso il sistema Digima, che consente di inviare nelle sale cinematografiche film e spettacoli in Alta Definizione e con sonoro Dolby Digital 5.1. Se negli Stati Uniti questa pratica è già largamente affermata da molti anni, in Italia sono purtroppo solo quattro le sale che posseggono i requisiti per accoglierla, rispettivamente a Roma, a Milano, a Bari e a Verbania (che è la sede della Digima). Questa tecnologia, infatti, permetterebbe ad un film girato in digitale di essere proiettato nello stesso formato di produzione senza alcuna perdita del valore estetico, in modo che, pur non facendo uso della costosissima pellicola, si possa comunque garantire un’ottima qualità di immagine nella proiezione su grande schermo (negli Stati Uniti non si usa, infatti, solo per film indipendenti, ma è lo stesso George Lucas, ad esempio, ad averla adottata per la sua ultima trilogia di Star Wars).
Per la presentazione del sistema Digima, l’Italia ha scelto l’opera di un regista emergente come Gianluca Olmastroni, già vincitore nel 2004, con Scene da un nuovo mondo, del premio speciale nella sezione medio e lungometraggio dello Jonio International Film Festival. Questa sua nuova pellicola, Hikikomori, prende spunto dal nome con cui in Giappone si indica una patologia associata a giovani adolescenti solitari e alienati rispetto alla società. L’introverso protagonista, un trentenne commesso in un negozio di elettronica di consumo, dà vita, infatti, ad una quotidiana storia di profonda solitudine, in un mondo globalizzato dove le nuove tecnologie della comunicazione non fanno altro che allontanare l’individuo dal prossimo, chiudendolo in una sfera di fili elettrici e megabyte, attraverso cui i sentimenti non trovano sbocco e vengono soffocati. "Questo lavoro", ha sottolineato il produttore Luca Tornatore, "vuole essere il primo di una serie di film prodotti con risorse limitate ma che rientrino nei costi, in modo da poter avere libertà di espressione e non essere condizionati dal ritorno economico necessario alle grandi produzioni".
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