Ultimo atto del cineforum “la meglio gioventù” con “American Beauty”

La Redazione

Un’occasione per riflettere sullo sfaldamento dell’istituzione famiglia.

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Questa sera presso il partito della Margherita (di fronte al comune) si svolgerà l’ultimo atto della Rassegna Cinematografica organizzata dai Giovani della Margherita “la meglio gioventù”: sarà infatti proiettato il film “American Beauty”, (1999) di Sam Mendes.

American Beauty è una pellicola vincitrice del premio Oscar come miglior film. La sua trama si concentra intorno alla vita di una tipica famiglia americana, i cui membri pur vivendo sotto lo stesso tetto, sono ogni giorno più lontani gli uni dagli altri, incapaci di comunicare tra loro e di starsi vicini nella ‘normale’ vita quotidiana.

Kevin Spacey, protagonista, mostra le profonde frustrazioni di un colletto bianco che si ribella ai canoni di una classe medio – borghese per mandare tutto al diavolo, sognando la sua Lolita. Bening la moglie ambiziosa che desidera solo mantenere le apparenze, la casa perfetta e le rose nel giardino davanti, disegna un’insopportabile nevrotica middle class. In questa cornice si colloca la crisi del rapporto tra genitori e figli: una figlia ribelle perché incompresa che è costretta ogni giorno a lottare con dei genitori che, presi dalla carriera o dal non far niente, si dimostrano aridi di amore e di affetto nei suoi confronti. Ecco che allora lei si rifugia nell’amore con un bizzarro ragazzo vicino di casa, condividendo un’esperienza forte e totalizzante, che la porta a recuperare una dimensione perduta, quella dell’amore e del sentimento.

Tumefatta, sgangherata, avvelenata e implosa: la famiglia tardocapitalistica di fine millennio è un ricettacolo di negatività: vi si annidano la pedofilia, il tradimento, la meschinità e perfino l’odio per il diverso. Un film per raccontare la crisi di mezz’età di un distinto giornalista che decide di fare una vita sregolata ed errabonda, molo simile a quella che solitamente, forse erroneamente, si attribuisce a un giovane: nessuna responsabilità, onere od obbligo, ma solo culto di sé, della propria fisicità e divertimento assoluto, svago smisurato; tutto raccontato e descritto in un mix di sarcasmo e di feroce cinismo.

American Beauty, titolo carico di tagliente ironia, è una rosa rossa e snella coltivata con pignola passione da una moglie frustrata; ma American Beauty è anche un’adolescente bionda, subito idealizzata come una nuova Marilyn, ricoperta, nei sogni e nei desideri, di petali purpurei.

Ma la “bellezza americana” è anche, sardonicamente, una vita suburbana agiata ma nevrotica, spenta, piatta, incolore, svuotata.

Un ottimo spunto per riflettere sul rapporto che caratterizza la famiglia ‘moderna’ tra genitori e figli, tra le ambizioni dei primi e le ansie e le paure dei secondi, un binomio molto discusso e chiacchierato; e su come collocare questo fondamentale rapporto nell’ambito del fenomeno più ampio e vasto dello sfaldamento dell’istituzione Famiglia oggi, tra scandali, pedofilia, abusi su mogli e minori, induzione alla prostituzione, divorzi in quantità notevole e figli al tribunale dei minori.

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