23 maggio 2007: Ecco come Terlizzi ricorda Giovanni Falcone
Si tace e si ignora ma per amor di coerenza!
1992-2007. Di tempo ne è passato, forse anche troppo. Più di dieci anni sono trascorsi dal lontano 23 maggio 1992. Strage di Capaci.
Parlano di strage tutte le nostre testate, ma che significa la parola strage? L’etimologia ci illumina anche in questo caso, rammentandoci che il termine strage vuol letteralmente significare distendere sul suolo, abbattere, atterrare. La chiamano strage e cosa importa se sono morti uomini, l’importante è pulire le coscienze e farlo subito. Così si procede rapidamente a intitolare una via o una scuola o un aeroporto in onore delle vittime, ad edificare un monumento, a scrivere migliaia di libri sull’argomento. Sì, perché c’è sempre chi riesce a far soldi a partire dalle vesti insanguinate di altri.
Oggi 23 maggio, per rispettare appieno la personalità e l’insegnamento di Falcone, vorremmo evitare ogni ipocrita bla bla bla e congratularci con il nostro paese per aver ignorato il senso di questa data storica. Nessun invito rivolto alla cittadinanza per ricordare l’operato di Falcone, per parlare di Mafia. Si tace e si ignora.
Si tace e si ignora per amor di coerenza. Come poter parlare di mafia in contesti urbani in cui si vive di mafia! Terlizzi e l’abusivismo. Terlizzi e la prostituzione. Terlizzi e gli illeciti ambientali. Terlizzi e il T.L.E. (tabacco lavorato estero). Terlizzi e l’usura. Terlizzi e le estorsioni. Terlizzi e il taglieggiamento. Terlizzi e l’omertà.
Si tace ma si soffre. In silenzio.
Si tace laddove il senso di rivincita è estinto. Per dirla con Pasolini, non è il coraggio che ci manca ma è la paura che ci frega.
Si tace perché in fondo la mafia, a Terlizzi come altrove, la vogliamo!
E diciamolo una volta per tutte che noi […] la mafia la vogliamo! Non perchè fa paura, ma perchè ci dà sicurezza, perchè ci identifica, perchè ci piace! Noi siamo la mafia! (tratto dal film i Cento Passi).
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