Michele Ficco, nuovo timoniere della sezione terlizzese dell’U.D.C.
Intervista al nuovo commissario sezionale dell’UDC di Terlizzi, un programma di gestione del partito tra dialogo e tradizioni democratico cristiane.
Da poco tempo si è insediato il nuovo commissario dell’UDC di Terlizzi, geom. Michele Ficco, uomo politico di centro per il dialogo, con una gavetta decennale alle spalle. Ecco quindi la sua prima intervista da commissario Udc.
Da quando è alla guida del partito?
Sono Commissario dallo scorso 26 Marzo.
Commissario?
Si: sono stato nominato a seguito delle dimissioni dell’ex segretario Gaetano Volpe. La nomina, a responsabile politico “commissario”, è stata ratificata dall’On. Salvatore Greco, Segretario Provinciale del Partito è consegnata nelle mani del presidente della sezione, prof. Gioacchino D’Elia.
Si aspettava questo importante traguardo?
Si: mi era già stato preannunciato; credo abbiano voluto premiare la mia gavetta politica.
Ricostruiamo allora la sua gavetta…
Sono in politica dal 1995, quando mi candidai nella “Rete” – Movimento Politico Nazionale fondato da Leoluca Orlando. In seguito nel 1999 mi sono candidato nelle liste dell’CCD, poi diventato UDC. Mi sono candidato ancora nel 2003, fino a diventare componente dell’esecutivo del partito diretto dal segretario uscente Volpe, assumendo la delega per i rapporti con le Associazioni-Movimenti-Consulta, oltre alla Sicurezza e Legalità.
Qual è il suo obiettivo – compito alla guida di questo partito?
Condurrò questo partito, oltre agli adempimenti politico-amministrativi, all’importante appuntamento con le elezioni amministrative nel 2008.
Ha un programma di gestione di questa forza politica?
Certo.
Su cosa punta in particolar modo?
Sulle politiche sociali per i meno abbienti e per la famiglia e sulla sicurezza.
Cosa farebbe dunque per la famiglia e per il sociale?
Spenderei maggiori risorse per l’assistenza dei meno fortunati e dei più bisognosi; favorirei un impiego sociale degli anziani ad esempio davanti alle scuole, o di vigilanza ai giardini pubblici.
Cosa farebbe invece per la sicurezza?
Sulla sicurezza si gioca il futuro di Terlizzi e dell’Italia intera, la sicurezza dei cittadini. Investirei sulla Polizia Municipale in particolar modo, anche se mi rendo conto che c’è un problema di fondo dato l’esiguo organico per la mancanza di fondi.
Questi sono i punti del suo programma amministrativo – gestionale, mentre per quanto riguarda un programma politico, cosa mi può dire?
L’Udc è una forza di centro che ha radici democratico cristiane e che basa il suo agire politico sul dialogo, che è l’unica via possibile. Siamo pronti a fare qualsiasi discorso con chi la pensa come noi.
Come vi ponete allora in una coalizione nella quale ci sono partiti più estremi come AN?
Siamo al centro; AN è un partito che tende più verso destra, è vero; ma crediamo che la nostra coalizione tenda invece più verso il centro destra che verso la destra.
A Terlizzi AN, FI e UDC condividono un percorso comune?
Certo: è in atto un lavoro di gruppo tra le tre forze.
Si tratta forse di un’alleanza in forza delle prossime elezioni Amministrative?
Un lavoro di gruppo in vista del 2008 è necessario. Ci sono anche nuove realtà che si stanno avvicinando alla nostra coalizione, con le quali ci stiamo ancora conoscendo.
Per esempio?
Si tratta di soggetti espressione della società civile locale come il Cacit – Associazione Locale dei Commercianti, Città Civile e ancora “Terlizzi prima di tutto”. Ci accomuna un desiderio di libertà.
Cosa contesta dell’attuale amministrazione di centro – sinistra?
La mancanza di progettualità e di previsione nell’azione politica.
L’Udc proporrà un proprio candidato Sindaco nel 2008?
Auspico una nostra candidatura ma non ci sono ancora indicazioni chiare e ufficiali. Per me è indifferente se venga proposto un candidato che non è del nostro partito, ma l’importante è che il Sindaco sia un uomo di centro e che la pensi come noi; persona autorevole ma nello stesso tempo semplice, che sappia parlare con tutti e ascoltare tutti; pronto a farsi autocritica anche degli insuccessi, per dare slancio ai correttivi da intraprendere.
Chi sono i suoi modelli politici?
Oltre Lorenzo Cesa, mi piace molto Casini, per la sua capacità di sintesi e per la sua chiarezza.
Ci sono delle frasi emblematiche che le piace ricordare?
Si, una citazione di Ciriaco De Mita, esponente de la Margherita: “Alla gente che fa politica piacciono i ragionamenti, per gli slogan hanno già la televisione”.
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